Dio e il cinema – Donato Placido – Antonio G. D’ Errico Recensione Didi Agostini

Dio e il cinema  Donato Placido – Antonio G. D’ Errico

PlacidoIl nuovo libro di Donato Placido &  Antonio G. D’ Errico, edito da Ferrari Editore dall’emblematico titolo “Dio e il cinema”, è un’opera eclettica e variegata, che non si sofferma a raccontare la storia di una vita o di una carriera, ma che allarga i suoi orizzonti fino ad abbracciare innumerevoli tematiche. E lo fa in modo affascinante e onesto. Si parte da una famiglia che arranca per poter mettere del cibo in tavola, si passa per una dichiarazione d’amore di Donato al noto fratello Michele, si sorride e si riflette su famose vicende del cinema italiano raccontate da un attore promettente che, eterno secondo, è dovuto scendere a patti con i propri demoni e li ha abbattuti impugnando il nome di Dio. Sì, perché questo libro è anche documento di una conversione, e parla di un poeta a cui è “capitato il ruolo di profeta”. E’ la storia di un italiano che, come tanti, ha vissuto la sua vita al massimo e ha provato sulla propria pelle gli effetti della fama e anche quelli, atroci, dell’aver toccato il fondo e di quanto sia amaro provare a rialzarsi con le sole umane forze.

E’ una biografia, ma gli eventi narrati non vengono esposti in ordine cronologico, né seguono una qualche scaletta preparata a tavolino. Si assiste così a una chiacchierata tra amici, allo sfogo di un uomo che ha vissuto al massimo e ha tanto da dare al lettore. Placido racconta sé stesso con una semplicità disarmante e nello stesso tempo saggia; parte da un evento privato, piccolissimo, fino ad alzare lo sguardo sopra l’intera società e renderne noti gli scandali e le ingiustizie.

Ed è un uomo innamorato, Donato Placido. Innamorato della vita, delle esperienze, della famiglia, di Dio, delle sue magiche poesie.

Ciò che più colpisce di questo libro, è che i suoi autori non si sono limitati a ricalcare il prototipo della biografia, ma hanno mescolato le carte per metterle in tavola secondo un ordine inconsueto e sicuramente vincente. I capitoli sono stringati, affascinanti, a volte scollegati tra loro. Questo turbine di idee e di ricordi colpisce in profondità, confezionando l’immagine di una persona reale, sincera e amorevole.

Scritto a quattro mani con l’amico Antonio G. D’ Errico, è un gioiellino che può regalare più di una chiave di lettura, e non mancano di certo gustosi aneddoti legati al cinema italiano e curiosità su alcuni dei protagonisti del grande e piccolo schermo.

Didi Agostini

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