Intervista alla scrittrice Mariella Sparacino di David Usilla

Abbiamo da poco recensito “L’estate dei dieci temporali” e “L’ombra del viandante” di Mariella Sparacino editi da HarperCollins Italia e abbiamo ora la possibilità di scambiare con lei quattro chiacchiere.

Buongiorno Mariella Sparacino, mi permetto, se sei d’accordo, di darti del tu. Partiamo con le domande:

Essendo la prima volta che ti recensiamo, ci piacerebbe sapere un po’ chi è Mariella Sparacino come donna e come scrittrice. Puoi darci un ritratto di te per conoscerti meglio?

Intanto, certo che ci diamo del tu, ci mancherebbe! Chi sono? Probabilmente per me è questa la risposta più difficile da darti. Nella biografia del libro ci ho scherzato un po’ per aggirare il mio essere schiva in modo quasi patologico, perché mi piace molto stare nell’ombra… Per il resto posso dirti che lavoro in comune, nella mia città Vittoria (che è quella dove ambiento le mie storie e infatti chi ci vive riconosce i luoghi), che mi ostino a giocare a tennis, che vivo sola (adesso in verità con la gatta Svitolina come la campionessa di tennis, perché l’ho trovata malata l’anno scorso, su un campo da tennis appunto),  che scrivo storie da quando ero bambina, passando dalle favole, al surreale al distopico, alla fantascienza per finire al giallo, che poi proprio un giallo non è, dell’Estate dei dieci temporali.

Milena Costa è un personaggio a mio avviso molto complesso, molto particolare, ricco di sfaccettature peculiari. Com’è nata l’idea di questo personaggio così forte e intenso ma che a tratti sembra vittima di una profonda solitudine?

Quando mi è venuta l’idea dell’Estate dei dieci temporali, era il secolo scorso, il ‘94 o ‘95 (poi l’ho finito nel 1997 e  ci ho messo venti anni a trovare un editore degno di questo nome, perché mi sono sempre rifiutata di pubblicare a pagamento); sono partita dal titolo perché quell’estate guarda caso c’erano stati dieci temporali, tutti di seguito, per dieci giorni. Spesso io parto dal titolo e devo dire che l’estate dei dieci temporali mi piaceva molto. Avevo poi in mente una storia da raccontare, quella di Carla e di un suo alter ego che in effetti è Milena Costa, due solitudini diverse ma molto simili. Attorno a loro ho imbastito una storia fatta anche di tanti miei ricordi: le giostre, i libri letti, i profumi dell’autunno in questa parte di Sicilia, una ragazza malata di solitudine come Carla che probabilmente mi ricordava una donna conosciuta davvero tantissimi anni fa.  Carla e Milena hanno tanti miei ricordi di infanzia e forse alla fine mi sono rispecchiata in entrambe.

Nell’ultimo romanzo “ombra del viandante” infili la penna in maniera profonda in una delle peggiori piaghe del nostro tempo: la pedofilia. Quali difficoltà hai trovato a confrontarti con questa tematica?

Molte. Perché se avessi dovuto descrivere davvero quel che avevo trovato in varie ricerche sarebbe stata davvero dura. Però, anche su consiglio della mia editor, Cristina Ferrando a cui devo davvero molto, anche perché è stata lei dopo venti anni a scoprire Milena Costa, si è deciso di infilare la penna, come dici tu, fino a un certo punto, lasciando i particolari raccapriccianti fuori, perché non serve essere grevi per colpire le coscienze. 

 

Anche nel romanzo “L’estate dei dieci temporali” affronti una tematica importante e delicata: la condizione dei malati di mente nei manicomi prima che la legge Basaglia li chiudesse. Come ti sei documentata in merito?

Seguendo un po’ a ritroso le cronache di un tempo che poi non è così lontano. Ad Agrigento, sempre nel secolo scorso (fine anni 80), ci fu uno scandalo dopo che si scoprì  la condizione in cui venivano tenuti i malati nel locale manicomio. E probabilmente questo non si verificava solo ad Agrigento. Gente malata, o molto spesso anche sana, che era stata abbandonata dalle famiglie in quelli che erano davvero delle anticamere dell’inferno. Anche qui è stato difficile leggere queste storie perché poi io mi immedesimo scrivendole, fino a starci male.  

 

Ci sono autori che ami particolarmente e a cui ti ispiri nel tuo modo di scrivere?

Be’ io amo e ho amato soprattutto Ray Bradbury, ma mi piace anche la distopia di Margaret Atwood, per non parlare di Orwell. Ad ogni modo forse per Milena Costa mi sono ispirata alla prima Patricia Cornwell e alla sua Kay Scarpetta, nel modo di narrare, soprattutto, più che al personaggio. 

Sei siciliana e hai ambientato i tuoi romanzi in Sicilia. Cos’altro c’è di autobiografico nei tuoi romanzi?

Come ti dicevo prima,  di autobiografico, a parte i luoghi in cui vivo, ci sono molti miei ricordi dell’infanzia o degli anni di scuola (come ne L’Ombra del Viandante) e in fondo a Milena Costa piacciono le cose che piacciono a me: i dolci e anche Baglioni, solo per dirne due… (e qui ci metterei una faccina ironica…)

 

Io, come penso tutti coloro che hanno avuto il piacere di conoscere Milena Costa, non vedo l’ora di ritrovarla in una nuova indagine. Hai già qualcosa in cantiere? Ci puoi anticipare qualcosa?

Ho iniziato da qualche mese il terzo capitolo della serie. In realtà avevo pensato di non esagerare e scriverne 4 in tutto, uno per ogni stagione dell’anno. L’Estate dei dieci temporali è ambientato in autunno, L’ombra del Viandante in Primavera e il  terzo dovrebbe essere ambientato in inverno. Ci sto girando intorno da parecchio ma spero di trovare presto la strada. Ma sarò diventata davvero una scrittrice visto che ho una specie del famigerato blocco dello scrittore?…

Da inguaribile amante delle serie tv ti chiedo se credi che le vicende di Milena Costa sarebbe possibile trasportarle sul piccolo o grande schermo e chi vedresti nei panni dei protagonisti?

Sai che in effetti ci ho pensato (e chi non ci pensa dopo aver scritto un romanzo?) anche perché mi han detto in tanti che soprattutto l’Ombra del Viandante sembra già una sceneggiatura. Però non saprei chi vedrei nei panni di Milena Costa, forse Luisa Ranieri o Giovanna Mezzogiorno, ma questo è un sogno a parte che probabilmente non si realizzerà. Bisogna avere una buona dose di fortuna, anche se io, a dire il vero,  mi ritengo fortunata già così!

Ringraziamo Mariella Sparacino per la disponibilità e arrivederci a presto sulle pagine de I gufi narranti

Grazie a voi per la bella opportunità. A presto spero…

David Usilla

 

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