INTERVISTA A MARCO DI TILLO – OMICIDIO ALL’ACQUARIO DI GENOVA

INTERVISTA A MARCO DI TILLO – OMICIDIO ALL’ACQUARIO DI GENOVA.

 

Abbiamo da poco recensito il secondo episodio della serie dell’ispettore Marco Canepa: “Omicidio all’acquario di Genova”. Abbiamo la possibilità di scambiare due parole con l’autore.

 

Ciao Marco, benvenuto sulle pagine de I Gufi Narranti, possiamo darci del tu?

  • Se mi dai del lei mi fai sentire troppo vecchio, no? Anche se a 68 anni, in effetti, sono abbastanza vecchio. Ma tu continua a darmi del tu anche a 88 anni, okay?

Come nasce l’idea per le ambientazioni dei tuoi libri?

  • Ho scritto tanti libri con ambientazioni diverse, per ragazzi e bambini e adesso è appena uscito un libro che si chiama “Una santa per amica” e racconta la mia amicizia giovanile con madre Teresa di Calcutta. Questa serie di gialli con protagonista l’ispettore Canepa è stata una grande sfida per me. “Omicidio all’Acquario” è il secondo libro per i Frilli, dopo “Tutte le strade portano a Genova” che è andato molto bene. Per me, romano, ambientare storie a Genova, città che amo, che conosco abbastanza bene, ma in cui non ho mai abitato, non è cosa semplice. Io ho un’altra serie con un altro editore e con protagonista l’ispettore romano Marcello Sangermano. Scrivere di Roma, in fondo, è per me come giocare sul velluto, scrivere di Genova molto ma molto più difficile però, nello stesso tempo, davvero intrigante per uno scrittore.

Il fatto che il personaggio principale abbia il tuo stesso nome ha un significato particolare?

  • Ha il mio stesso nome ma anche quello di Marco Frilli, il fondatore dei Fratelli Frilli Editori. Quindi lo considero un doppio omaggio: a me stesso e, soprattutto, a lui.

Vorrei approfondire un passaggio del tuo noir. Come sei venuto a conoscenza dell’antico codice Kanun, puoi darci più notizie a riguardo?

  • Qualche anno fa sono stato in Albania, proprio nella valle di Theth, dove ad un certo punto finisce la storia di “Omicidio all’Acquario”. La mia guida, uno straordinario ragazzo che si chiama Albert e che ho anche inserito nel libro come personaggio, mi ha mostrato luoghi e persone e raccontato tutto dell’antico codice e ho capito che la terribile legge del Kanun non era affatto una leggenda, ma la realtà, ancora oggi, nel ventunesimo secolo. Sembra incredibile ma è proprio così: in alcune zone dell’Albania, se uccidono un tuo familiare, sei costretto, ripeto costretto, a farti vendetta da solo e ad uccidere a tua volta un membro maschio della famiglia dell’assassino, non necessariamente l’assassino stesso.

Da amante delle fiction che prendono spunto dai libri puoi dirci che attore vedresti bene nei panni di Marco Canepa?

  • Penso che Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu andrebbero bene entrambi, ognuno per differenti motivi.

 

Ti ringraziamo per la disponibilità e ti aspettiamo qui con la nuova indagine della squadra omicidi.

David Usilla

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