Storie dello spazio profondo – Bonvi & Guccini – Recensione

 

 

Titolo: Storie dello spazio profondo

Editore: Oscar Mondadori

Anno: prima edizione Agosto 1970

Volume: Copertina flessibile di 216 pagine

Copertina e disegni: Bonvi ( Bonvicini)

Sceneggiatore: Guccini e Bonvi

 

 

 

 

 

 

Questa settimana andiamo nello spazio con un’antologia di sette episodi, raccolti in un unico volume, scritti da Guccini e Bonvi e disegnati da quest’ultimo.

 

Entrambi non hanno bisogno di particolari presentazioni ma giusto per correttezza presentiamoli!

 

Francesco Guccini: cantautore italiano classe 1940 di Modena,  debutta nel 1967 con l’LP Folk beat n1 che sarà il primo dei suoi 20 album di canzoni pubblicate nel corso della sua carriera.

Artista poliedrico, si cimenta come attore e scrittore, autore di fumetti e colonne sonore, nel teatro e cantautore per altri cantanti.

Personaggio completo alla “Leonardo Da Vinci”, viene studiato nelle scuole affiancato ai più grandi, presto considerato un “esempio di poeta contemporaneo”.

Fino alla metà degli anni ’80, Guccini insegna italiano alla scuola off-campus del  Dickinson College, in Pennsylvania, senza tuttavia perdere la sua vena artistica che lo vedrà premiato da parte del Club Tenco con vari riconoscimenti, tra cui Targhe e premi riguardanti la musica e la letteratura.

La sua vita è fatta di musica, poesia, arte e libri che vede la sua premiazione nel 2019 con il suo ultimo libro Tralummescuro finalista al Premio Campiello.

Descrivere un’intera vita di Guccini in una recensione di fumetti potrebbe diventare enormemente dispersivo, per questo per chi fosse interessato ad approfondire la vita di questo autore piò consultare il sito ufficiale www.francescoguccini.it

Bonvi: il suo vero nome è Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini, classe 1941 di Modena, dal 1968 al 1995, si dedica alla realizzazione del famoso Sturmtruppen, fumetto satirico che ha come tema la Seconda Guerra Mondiale. Fu il primo fumetto ad essere pubblicato in strisce quotidiane sia in Italia che all’estero, primeggiando oltretutto come  fumetto straniero pubblicato nell’Unione Sovietica.

Anche Bonvi non ha nulla da invidiare a Guccini, che nel 1966, dopo essersi congedato da una carriera militare che lo ha portato al livello di sottotenente di fanteria carrista, collabora con il regista Guido De Maria alla realizzazione di un cortometraggio animato che apparirà anche in una delle trasmissioni più popolari come il Carosello, presentato proprio dal suo collega Guccini.

Entrando nel mondo della televisione ebbe modo di cimentarsi come attore e produttore di Gulp!, trasmissione del 1972 andata in onda sulla Rai, dove Bonvi porta sul piccolo schermo i suoi fumetti.

Autore e “papà” di Cattivik  e Nick Raider, Bonvi morirà all’età di 54 anni a seguito di un incidente stradale.

Bonvicini è uno di quei personaggi che, in poco tempo, ha svoltato le mode del fumetto italiano, scrivendo a suon di disegni un nuovo modo di intendere la lettura delle vignette.

Inutile dire che il web è pieno di informazioni molto più dettagliate sulla vita di questo irriverente autore, ma per chi volesse strapparsi una risata può consultare questo sito! www.bonvi.it

 

Il viaggio nello spazio è uno di quelle cose che ha da sempre affascinato l’uomo, fin dai tempi antichi quando il solo modo di viaggiare tra le stelle era quello di guardarle dalla terra.

Antichi popoli come  Egizi e  cinesi, sono i primi ad aver cominciato a studiare il cielo, i gruppi di stelle, le costellazioni, i pianeti ed i movimenti degli astri presenti nella volta celeste. Questi però osservavano, senza formulare particolari ipotesi o teorie, cosa che cominciamo a vedere in Grecia con Talete di Mileto, filosofo del 624 a.C. (leggenda dice che fu il primo ad ipotizzare che la Terra fosse sferica peccato che tutti i suoi scritti andarono perduti).

Ma il più famoso astronomo, che ebbe il coraggio di andare contro la dottrina Cristiana molto potente ed influente nel XV secolo, fu Copernico, che ribaltò il concetto di geocentrismo, a favore dell’ eliocentrismo.

Già tra il 1519 e il 1521, i due esploratori Ferdinando Magellano e Juan Sebastián Elcano, circumnavigando la Terra, dimostrarono la sua forma sferica, e Copernico completò l’informazione nel 1543 con il suo “De Revolutionibus orbium coelestium” , dove pone il Sole al centro del Sistema Solare.

Accanto a Copernico, Galileo Galilei perfezionò il telescopio, innovativo strumento di osservazione celeste in grado di arrivare alle stelle più lontane della Via Lattea. Osservando lo spazio più profondo, la curiosità dell’uomo si accese sempre di più e sempre più teorici e studiosi si avvicinarono al mondo del cielo. Uno fra tutti, Albert Einstein, rivoluzionando il modo di concepire lo SPAZIO-TEMPO, col la sua teoria della relatività (E=mc2) nel 1915.

Si arriva così nel 1961, quando il 12 Aprile la navetta Vostok 1 conquista finalmente lo spazio portando l’astronauta Yuri Gagarin ad essere il primo essere umano ad entrare nell’orbita terrestre.

Da qui comincia una “corsa allo spazio” dove le più grandi potenze mondiali si affrontano in una gara spaziale, ognuno cercando di dimostrare la propria supremazia.

Tra le spedizioni più famose, alle quali si sono ispirate molti film ricordiamo:

  • 18 marzo 1965: Prima passeggiata spaziale
  • 23 agosto 1966 Prima foto della Terra da una sonda in orbita lunare
  • 21 luglio 1969                Primo uomo sulla Luna (Neil Armstrong)
  • 15 dicembre 1970 Primo atterraggio morbido su un altro pianeta (Venere)
  • 27 novembre 1971 Primo impatto su Marte
  • 19 febbraio 1986 Prima stazione spaziale costantemente abitata per lunghi periodi di ricerca
  • 25 agosto 1989 Primo sorvolamento di Nettuno
  • 4 gennaio 2004 Prima esplorazione robotica libera della superficie di Marte
  • 14 gennaio 2005 Primo atterraggio morbido sul satellite di Saturno Titano
  • 10 agosto 2015 Primo cibo mangiato da astronauti che è cresciuto nello spazio (lattuga)

Queste sono alcune delle missioni che hanno fatto la storia dello spazio nel mondo ed è interessante vedere come nel 2015 si sia pensato di produrre cibo nello spazio: perché?

E’ opinione di molti che l’uomo sia destinato un giorno a lasciare il proprio pianeta per colonizzarne altri ed è proprio questo il motore che spinge i due autori a concepire l’antologia che stiamo raccontando:

in un’epoca in cui la Terra comincia a non bastare all’umanità, vediamo un “furfante delle stelle” accompagnato dal suo fido androide, alla ricerca di occasioni e da polli da spennare, per sopravvivere in un’era complicata, dove diversi mondi sono in connessione e dove il sistema sociale a cui siamo abituati non esiste più.

Sempre con la sua sigaretta in bocca, che fuma impunemente fregandosene dei pericoli che potrebbe creare all’interno dei mezzi spaziali che spesso si trova a depredare e sottrarre per i suoi loschi scopi, il “Boss”, così chiamato dal suo fido robot, si improvvisa impresario, esploratore e si scopre anche essere ex tenente della Legione dello spazio, vivendo sette avventure ben delineate ma con un filo conduttore in comune. Le storie sembrano raccontare come sia possibile barcamenarsi anche nello spazio, di come, in un mondo tutto nuovo sia possibile ricreare quelle situazioni di corruzione, inganni e coraggio ai quali siamo tanto abituati.

I disegni delle storie sono una garanzia: forse poco espressivi rispetto a tratti più pittorici di altri autori, ma facilmente riconoscibili dal bianco e nero marcato e dall’uso dei retini per dare “colore” e profondità. Le vignette sono ricche di dialoghi e descrizioni, quasi come se le scritte fossero parte del disegno, cosa ancora più evidente grazie all’uso di “onomatopee”   che rendono la lettura piacevole e sonora, trasportando il lettore nella storia anche grazie ai suoni.

Altro elemento che invita chi legge a calarsi nell’avventura è l’uso di un linguaggio irriverente a tratti demenziale e “volgare”, una forma di dialoghi facilmente traducibile che permette una lettura scorrevole e fruibile da tutti.

Pur essendo un’opera originale, leggendola ho trovato molti collegamenti a diverse opere su carta o pellicola:

la prima fra tutti è Star Wars dove il nostro “capo” è molto simile ad Ian Solo, coraggioso esploratore spaziale che, accompagnato dal suo co-pilota Chewbecca,(stesso ruolo che ha il robot nella nostra storia)  si ritroverà coinvolto in una guerra contro l’Impero. Parodia dello stesso film è Balle spaziali, un film del 1987 di Mel Brooks, che potrebbe essere sicuramente accostato allo stile satirico del fumetto.

Ci possono essere infiniti collegamenti da scoprire in queste poche pagine a fumetti, dalle ambientazioni alla Futurama (Bender sarebbe molto felice di partecipare alle rapine e truffe in cui i nostri due ci cimentano!), alle espressioni e dialoghi alla Topolino (c’è anche una scena uguale uguale al fumetto di Asterix!) di un protagonista che ha come vizi alcool, donne e avventura.

Fumetto molto divertente, capace di continui rimandi e citazioni volutamente e non, che ci terrà compagnia in attesa di quel viaggio nello spazio che anche noi sogniamo tanto e che qualcuno si sta impegnando a realizzare.

E’ da un po’ che Elon Musk  fondatore dell’agenzia spaziale “Space X”, sta lavorando ad un immenso progetto: la colonizzazione di Marte.

Il visionario miliardario è convinto che l’uomo, per sopravvivere, debba   diventare una specie multiplanetaria ed ha individuato “il pianeta Rosso”, come nostra possibile nuova casa. L’agenzia spaziale Space X, sta tutt’ora lavorando per attendere le aspettative del suo fondatore che ha individuato il 2022 e il 2024 come anni di inizio colonizzazione. Conosciamo Musk per le sue dichiarazioni ottimistiche, è difficile pensare che fra così pochi anni saremo già pronti per vivere su altri pianeti, ma osservando come corre veloce il presente verso quel futuro che tanto ci ha fatto sognare, non è così difficile pensare che presto anche noi dovremmo fare le valige e lasciare le nostre case per andare dove ogni notte il nostro sguardo si perde tra le stelle.

Daniele Iannantuoni

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