Intervista A Federica Zaninoni – Lachesis – Kimerik Edizioni

Intervista A Federica Zaninoni – Lachesis – Kimerik Edizioni

Abbiamo da poco recensito “Lachesis”, scritto da Federica Zaninoni, edito da Kimerik Edizioni e abbiamo ora la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con l’autrice. Buongiorno, grazie essere passata a trovarci, possiamo darci del tu?

Buongiorno, grazie mille per l’intervista!

Sì certo, mi fa piacere il tu 🙂

 

 

D: Come ci si documenta per un romanzo come il tuo?

R: Io non so se esista una regola generale per documentarsi in merito alla stesura di un romanzo: c’è chi ama trovare informazioni su altri libri, chi si affida al web o chi, ancora, delega altre persone affinché svolgano le ricerche al proprio posto. Personalmente, sono partita avvantaggiata dalla mia formazione: essendo laureata in psicologia e specializzata in criminologia, le nozioni di base funzionali allo sviluppo della trama rientravano già nelle mie conoscenze. Poi confesso che qualche piccolo dubbio me lo hanno chiarito alcuni miei docenti o amici medici.

 

D: Come nasce l’idea di scrivere “Lachesis”?

R: L’idea di scrivere Lachesis nasce contestualmente alla specializzazione di cui sopra: era un po’ di tempo che pensavo di scrivere un secondo romanzo e visto quanto fossi affascinata dalla criminologia mi sono detta: “perché non provare con un thriller? È così che ho iniziato. Ho avuto momenti difficili in cui ho pensato di essermi imbarcata in un’impresa un po’ troppo complicata, ma ho insistito e alla fine ci sono arrivata.

 

D: Il titolo a quale Lachesis fa riferimento?

R: Il titolo fa riferimento prevalentemente alla protagonista, alla quale, in gioventù, qualcuno aveva affibbiato il soprannome “Lachesis”, a causa di alcune sue caratteristiche personali riconducibili all’indole dei serpenti (come il Lachesis Mutus, appunto).

 

D: Sei una lettrice di psico-thriller?

R: Io leggo un po’ di tutto, non psico-thriller in particolare. Adoro Wulf Dorn ma anche Clive Clusser, Dan Brown, Romano Battaglia, Nicholas Sparks, Cristina Caboni e molti altri, ma la mia preferita in assoluto è (e sarà sempre) Agatha Christie: ho letto tutti i suoi romanzi gialli più di una volta.

 

D: Cosa di solito in questi romanzi scritti dagli altri ti delude?

R: Mi deludono un po’ i finali aperti, quelli in cui l’autore ti lascia con il dubbio di avere capito o meno. Ci può stare in diverse tipologie di romanzo ma non nel genere thriller/suspense/mistery. Se leggi 300 pagine di un libro che presuppone la soluzione di un mistero o di un caso, ti aspetti che alla fine questa ti sia svelata: è un po’ indisponente, a mio avviso, lo scherzetto di certi autori che ti lasciano lì a fissare il soffitto 🙂

 

D: Il cognome della protagonista è un omaggio al mitico chitarrista?

R: Il cognome del personaggio co-protagonista è in parte un omaggio a Hendrix e in parte una scelta dovuta alla necessità che il nome della donna si ricordasse subito. È vero, avrei potuto scegliere chiunque altro, ma in quel momento “suonava bene” Hendrix 🙂

 

D: Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

R: Sì, sto scrivendo quello che per ora considero il sequel di Lachesis. Stessi personaggi, altro mistero. Più avanti deciderò definitivamente se sarà davvero il sequel o qualcosa di diverso.

 

Grazie mille per la disponibilità, arrivederci a presto sempre sulle pagine de I Gufi Narranti.

Matteo Melis

 

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