Bodoni – Domestik Violence – Vagando di traverso tra le ombre interiori.

Bodoni – Domestik Violence

Anno: 2021

Paese di provenienza: Italia

Genere: rock alternativo, grunge

Membri: Nico P. – voce e chitarra; Danny – batteria; Memo – chitarra; Parme – basso

Casa discografica: autoprodotto

1. Roving Athwart The Inner Shadow

2. Blinding Figure Of Desire

3. Sharp Toe

4. Influencer Influenza

5. Coming Over?

6. Midtown Massacre

7. Lipstick

8. Restroom Stigma

9. I Google Searched Your Name And All I Got Back Was: Did You Mean ‘That Prick’?

10. Where The River Flows

E’ l’idea di un forte vortice introspettivo quella che trasmette il breve intro Roving Athwart The Inner Shadow a capeggiare questo Domestik Violence, debutto su lunga distanza dei ferraresi Bodoni. La loro avventura inizia nel 2018 con l’EP Liveb che mette subito in chiaro le influenze grunge del quartetto. Lipstick, singolo apripista di Domestik Violence uscito il 5 Marzo di quest’anno, è stato accompagnato anche da un video, segno tangibile dell’impegno e della voglia di bruciare le tappe di questa entità emiliana, che nel frattempo ha anche raccolto diverse buone impressioni dalla stampa specializzata.

Domestik Violence è globalmente un album solido e pregno di belle idee, oltre ad essere un’opera di ottima produzione che rende merito alla preparazione dei musicisti in questione. Tornando ai forti vortici introspettivi, immediatamente dopo questi arriva la prima vera e propria traccia di Domestik Violence, Blinding Figure Of Desire, brano dalla spiccata musicalità ma a cui forse manca un po’ quel mordente che l’album farà sentire maggiormente in seguito. La fugace malinconia di Blinding Figure Of Desire sembra quasi volersi avvicinare di più a Editors ed Interpol piuttosto che a Nirvana e Alice In Chains. Sharp Toe, con i suoi riff sinistri e la sua voce velenosa, è un deciso salto di qualità che fa’ guadagnare per il momento la giusta dose di cattiveria alla scaletta.

Validissima anche Influencer Influenza, permeata di linee vocali e di chitarra assolutamente anni ‘90 che infondono una struggente nostalgia a chi è stato travolto dal suono di quel periodo. Ruvida, urlata e abrasiva Coming Over? fa’ il paio con Midtown Massacre, entrambi pezzi incendiari che mantengono ancora alta l’attenzione dello spettatore, ormai proiettato in uno scatenato headbanging. Lipstick, singolo anticipatore di Domestik Violence, è di fatto la canzone più nirvaniana di un album che si dimostra più che altro devoto agli anni ‘90 aprendo un ventaglio che copre rock e metal alternativo, grunge e punk. In questo caso è proprio la più particolare Restroom Stigma a mio avviso a destare più interesse, grazie a chitarre liquide che si annegano su basi ritmiche massicce ed imperiose. Il riffing si sposta quasi nei deserti sonori dei Kyuss in un finale polveroso e zanzaroso da tramandare ai posteri.

E dopo un momento che non può che essere definito goliardico, considerato l’esiguo minutaggio abbinato ad un titolo lunghissimo arriva il piatto forte, Where The River Flows, traccia che certifica la discendenza dei Bodoni da territori a ben più sofisticati del grunge. Lunga composizione dal pathos intenso molto più vicina ai Tool, sia nelle musiche che nello stile vocale. Con questa perla fantastica i Bodoni si congedano mostrando tutto il loro gusto e con la consapevolezza di aver composto un bel disco.

Voto: 7

Zanini Marco

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