Silloge: “Come un fiore” Marino Moretti – Kimerik edizioni. Analisi di E. Ticozzi

Silloge: “Come un fiore” Marino Moretti – Kimerik edizioni. Analisi di E. Ticozzi

“Come un fiore” è una silloge scritta dal poeta Marino Moretti, pubblicata nel 2021 dalla casa editrice Kimerik. La silloge consta di 138 pagine. Nella prefazione, viene raccontato che l’Amore, tema caro e preponderante del libro, è stato sempre trattato da tutti gli artisti (pittori, scrittori e musicisti) nel corso della storia. La donna amata da Marino Moretti benché sia una donna irraggiungibile, a volte viene raggiunta proprio tramite la poesia, la quale fa da tramite fra i due. Dopo una nota biografica, c’è una dedica a Nadia, la musa ispiratrice del poeta Marinetti.

“Per chi è innamorato/il battito è infuocato”, così scrive il poeta Moretti, e così scriveva anche la poetessa Saffo nell’antica Grecia, quando l’Eros, la forza primigenia, colpiva nell’anima gli innamorati, travolgendoli in un vortice colmo di passione. L’amore è un tema caro all’umanità perché esprime un contatto fisico e un innesto spirituale, quest’ultimo qualcosa di profondamente assoluto e unico. Questa silloge fa riferimento al sentimento forte che auspica l’eternità e il legame indissolubile dell’uomo alla sua donna, alla sua musa.

Nella poesia “Riprendere a sognare”, contenuta nella silloge “Come un fiore” ecco che l’autore Moretti crede in una rivalsa, nell’amore che nonostante tutto va avanti e fa sognare. Attraverso le rime, si vuole dare leggerezza a temi che provocano dolore, come il tradimento. Ma accanto alla sofferenza c’è la tensione mistica e terrena verso la natura. Come scriveva il poeta Virgilio, solo attraverso la terra e l’elemento naturale, si può capire lo scorrere delle stagioni e del tempo, il perdurare della vita, in un ciclo che si ripete sempre. Ma in questo ciclo noi siamo i primi attori, pronti a vivere, a cimentarci quotidianamente.

“Solo chi insieme/ resta e si bagna/non sarà solo”: viene espressa attraverso questi versi la speranza di un nuovo amore, di una nuova connessione mentale, spirituale e fisica. Non solo quindi la passione e la mera fisicità ma anche la collaborazione fra due esseri che si incontrano e progettano una nuova vita insieme.

“Voglio un sentimento/ che non lasci /il vuoto dentro”, così scrive il poeta Moretti, assorto nei suoi sogni, nei suoi fantasmi, nel suo passato. Perché il vero Amore riempie l’Anima di sicurezza e di affidabilità, di comprensione e di progetti. Le due anime si completano, e superano ogni travaglio doloroso, ogni processo interiore o psichico che il passato ha posto davanti come trauma.

Nella poesia “Leggi”, ecco che l’autore Moretti parla della parola, come fonema assoluto e indescrivibile. Forse si vuole rimandare a un logos comune a tutti noi, in cui ogni parola assume un certo significato e non è scevra dal suo contenuto tangibile (“Qui dentro /è scritto /quanto ti penso”). La poesia termina con il desiderio di un bacio, di una dimostrazione sentimentale. Un bacio è qualcosa di prettamente romantico che sublima il gesto sessuale in quanto tale.

Il poeta Moretti indica l’emblema della donna, nella sua silloge, come in una vera e propria Ode all’amore, una figura femminile e sensuale, forte e saggia, pur non dimenticandone la debolezza e la fragilità. La donna è l’immagine celestiale nella quale si staglia l’Infinito o l’Assoluto, ma non solo, anche la natura culmina nell’immagine femminile (“Nei tuoi /occhi/ vedo/ il cielo”). La donna quindi rimanda alla Madre Terra come nella tradizione antica degli Indiani d’America che vedevano negli esseri umani e negli animali, lo spirito imperturbabile e guerriero della vitalità naturale.

Nella poesia “Fuori piove” ecco che il poeta parla di delusioni che derivano dalle illusioni. Questo però non deve togliere la speranza all’uomo, la sua spinta ad elaborare il dolore, accomunandolo  all’umanità intera. La sofferenza diventa spunto per scrivere e innesca una collaborazione e un’unione di sentimenti con tutta la terra, con ogni creatura che vive: dall’uomo fino all’animale, dai pianeti che si muovono persino fino all’acqua e ai minerali.

Ho apprezzato molto la dolcezza della silloge, la semplicità che rimanda alla terra e alla natura, il voler superare il dolore della vita e dell’amore, il rimaneggiamento dell’ostacolo attraverso la poesia, la voglia di ricominciare e di proseguire. La rima fa decantare la serietà e rimanda alla maturità del poeta. “Solo un sospiro/ rompe il silenzio”, quel sospiro che non teme i traumi, quel sospiro che anela all’Assoluto e che riempie, in parte forse, quel vuoto esistenziale che l’uomo si porta dentro dall’attimo in cui nasce.

Consiglio questa silloge a coloro che amano i gesti quotidiani che diventano atti importanti, che sfuggono alla normale amministrazione. Come diceva Giovanni Pascoli, bisogna trovare il Fanciullino che è in tutti noi, il bambino che si spinge oltre i confini della realtà con purezza e inconsapevolezza.

Eloisa Ticozzi

 

 

INTERVISTA A MARINO MORETTI – SILLOGE “COME UN FIORE” – KIMERIK EDITORE.

 

                              Marino Moretti

Dopo l’analisi di  “Come un fiore”, scritto da Marino Moretti, edito da Kimerik Editore, abbiamo ora la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con il poeta. Buongiorno, grazie essere passato a trovarci!

 

D: Si può dire che la tua silloge sia monotematica è una scelta legata a quest’opera o a tutta la tua produzione poetica?

R: A quest’opera. Le altre due mie pubblicazioni, una parla di natura e ambiente, l’altra sono riflessioni sul vivere quotidiano.

 

D: Ti ispiri ai classici poeti del “Dolce stil novo”?

R: No, non mi ispiro a nessuno, racconto solo le mie emozioni spontaneamente.

 

D: Quale tema oltre l’amore credi sia adatto alla poesia?

R: Tutto ciò che suscita emozione è poesia.

 

D: Credi che le poesie possano ancora conquistare il cuore di una donna?

R: Senza dubbio, le donne sono molto sensibili e apprezzano molto la poesia.

 

D: Quando hai scritto la tua prima poesia?

R: Nell’adolescenza quando si comincia a cercare il senso di questa vita.

 

D: Come può vivere la poesia al tempo dei social?

D: Ho iniziato a pubblicare con l’avvento di Facebook quando ho trovato tanti gruppi di poesie dove apprezzavano i miei scritti.

 

Grazie mille per la disponibilità, arrivederci a presto sempre sulle pagine de I Gufi Narranti.

 

 

 

 

 

 

Precedente Exodus - Pleasures Of The Flesh - Finchè morte non ci separi. Successivo Recensione: “Dietro la maschera” – Pasquale Dente – Autoprodotto

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.