Heilung – Futha – Viaggio nel folclore nordeuropeo difficile da dimenticare.

Heilung – Futha

Anno: 2019

Paese di provenienza: Danimarca

Genere: folk, ambient

Membri: Kai Uwe Faust, Christopher Juul, Maria Franz

Casa discografica: Season Of Mist

  1. Galgaldr
  2. Norupo
  3. Othan
  4. Traust
  5. Vapnatak
  6. Svanrand
  7. Elddansurin
  8. Hamrer Hippyer

A giudicare dal logo appuntito, simmetrico e arzigogolato, dalle foto e dall’impostazione grafica viene da pensare che gli Heilung appartengano a quel filone black metal dai rimandi folk pagani. Basta poi ascoltare questo Futha per rendersi conto che il trio danese si rifà ad un certo immaginario solo esteticamente, mentre la musica è una fluida commistione di folk e ambient, sicuramente dall’animo rock ma praticamente priva di elementi metal, se non nelle tracce di voce talvolta estreme ed inquietanti. Così delineata, la musica degli Heilung risulta già particolare e vi posso garantire che se state cercando del tipico folk rilassante vi imbatterete in un ascolto più ostico del solito. Certo, la caratteristica tipica del genere, che sta soprattutto nella capacità di ricreare atmosfere suggestive c’è tutta, ma la singolarità di questa proposta va piuttosto al di là delle aspettative.

Futha comunque conferma le buone premesse dell’esordio di quattro anni fa, Ofnir, accrescendone anche la melodia e l’intensità. Per capire la filosofia musicale degli Heilung bisogna tornare all’età del ferro e dei vichinghi in una completa immersione nel mito nordeuropeo. Ovunque si percepiscono il clangore delle spade e degli scudi, lo scorrere dell’acqua e il battito lugubre delle ossa umane; tutti strumenti che il gruppo campiona per riprodurre suoni. I testi poi contengono parti originali delle pietre runiche utili ad esplorare l’antico linguaggio germanico. Questo per farvi capire che ascoltare gli Heilung non è una passeggiata, ma è un vero e proprio viaggio che segna nel profondo e scatena reazioni emotive non indifferenti. Il tono si fa’ spesso guerresco e cerimoniale, se non addirittura ipnotico quando il trio decide di incastonare diversi loop che sprigionano atmosfere ossessive volte quasi a far cadere l’ascoltatore in uno stato di trance; vedasi la conclusiva e lunghissima Hammer Hippyer. I sentori sinistri sono la base di Futha come si sente subito nell’apertura di Galgaldr, dove vocalizzi funerei si alternano ad un lungo preambolo avvolto quasi completamente nel silenzio che si libera in una danza tribale oscura ed eterea. La seguente Norupo smorza leggermente i toni concentrandosi di più su una melodia addirittura gradevole (particolare che comunque si ritrova spesso in questo disco), pur mantenendo un approccio epico e battagliero. Le melodie vocali, femminili e maschili, in questo caso sono veramente da brividi e vi garantisco che dimenticare Norupo sarà impresa assai ardua.

Futha è un disco avvolto da una magia evocativa e mistica che si respira in quasi ogni traccia, passando per l’intensa e struggente Othan, addentrandosi nei suoni crepuscolari della potente Traust, fino alla coinvolgente danza di guerra di Svanrand. Per darvi prova della convinzione degli Heilung ci sono poi brani dove la musica viene sostituita dai suoni di antiche battaglie, in cui si possono distinguere rumori di frecce scagliate e fuochi che ardono, e in cui si dipanano vere e proprie invocazioni messe in atto da voci fortemente alterate ed urlate. Futha garantisce agli Heilung più di un riconoscimento, tra questi sicuramente quello di essere uno dei gruppi più strani, interessanti ed emozionanti dell’anno.

Voto:8

Zanini Marco

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