INTERVISTA A  ROSARIO RUSSO: EFFETTI COLLATERALI – ALGRA EDITORE

INTERVISTA A  ROSARIO RUSSO: EFFETTI COLLATERALI – ALGRA EDITORE

Rosario

 

Dopo avere recensito la raccolta di racconti: “Effetti collaterali”, Algra Editore, diamo il bentornato allo scrittore Rosario Russo.

Ciao Rosario, grazie per essere tornato a trovarci.

Per me è sempre un piacere parlare con gli amici de I Gufi Narranti!

 

  • Come mai hai scelto di scrivere dei racconti andando letteralmente contro corrente rispetto alla richiesta del mercato?
  • È vero, i racconti non hanno lo stesso mercato che può avere un romanzo, tuttavia scrivere queste sei storie “niure” è stato per me un esercizio molto stimolante e li considero importantissimi per diversi motivi: innanzitutto costituiscono il mio personalissimo omaggio agli scrittori da me amati, tra i quali Savatteri, Camilleri e Manzini, ma soprattutto mi hanno permesso di riscoprire le radici della mia terra, la Sicilia, narrando miti e leggende, ridando dignità letteraria a personaggi e luoghi ormai dimenticati. Ci sarebbe anche un altro motivo ma te lo dico più avanti, in ogni caso sono convinto che se avessi lasciato questi racconti in una cartella del mio portatile sarebbe stato un vero peccato.
  • Come ci si documenta per scrivere delle tradizioni della tua terra?
  • Sostanzialmente ho fatto la stessa del protagonista di un racconto presente nella raccolta: mi sono recato alla Zelantea, la ricchissima biblioteca comunale di Acireale. Un tesoro inestimabile di fonti storiche.
  • Perché hai scelto di parlare proprio di alcune leggende in particolare?
  • Una l’ho scelta perché è proprio quella sulla quale si fonda la mia città, ovvero il mito ovidiano di Aci e Galatea. Un sentimento che scorre ancora oggi verso il mare, una storia d’amore tra un pastorello e una ninfa stroncata dalla gelosia di un crudele ciclope. Questa storia bellissima e struggente l’ho voluta ricreare attraverso un’indagine poliziesca decisamente sui generis. Scriverla è stata per me un’emozione pura. Le altre due leggende che ho riportato nei diversi racconti sono meno conosciute, ma particolarissime e adattarci su delle belle storie gialle è stato per me davvero esaltante.
  • Rosario, tra i tuoi racconti parli anche di un fatto realmente accaduto, cosa ti ha colpito al punto da scriverci un racconto rispetto ad altri fatti di cronaca?
  • Sono sicuro che tu stia parlando di Annalisa. Beh, ho deciso di dedicarle un racconto perché la sua storia è pressoché sconosciuta e riportarla alla memoria rappresenta un dovere morale. Annalisa è stata una giovanissima e sfortunata figlia del sottobosco catanese degli anni novanta, un periodo in cui in città imperversavano guerre e regolamenti di conti tra cosche mafiose. Il suo sacrificio spero che ci possa servire da monito contro l’odio e la violenza becera.
  • Nella raccolta troviamo anche il tuo personaggio principe, l’ispettore Traversa, per chi non lo conoscesse vuoi dirci come è nato ?
  • Ecco, adesso ti posso svelare l’altro motivo per cui ho deciso di pubblicare “Effetti Collaterali”. L’ispettore Luigi Traversa, protagonista del mio ultimo romanzo poliziesco “Quattordici Spine”, è nato proprio in uno dei racconti presenti nella raccolta! Quando l’ho scritto, nel 2018, non avevo previsto alcun sviluppo del personaggio. È stato proprio il consenso dei lettori nei confronti del racconto a spingermi a scrivere “Quattordici spine”. Inoltre Traversa è presente in altre due storie, proprio per creare una sorta di serialità, in attesa magari di un’altra indagine più lunga.
  • È più difficile scrivere un racconto o un romanzo?
  • Molti pensano che scrivere un racconto rappresenti una sorta di palestra per lo scrittore che successivamente voglia cimentarsi con la stesura di un romanzo. In realtà non è proprio così, perché sarebbe banale sostenere che il racconto sia un “romanzo ristretto”. Nel racconto devi scrivere tanto in poche righe e questo significa innanzitutto che puoi permetterti cali di tensione nella narrazione e che soprattutto devi fare in modo che ogni cosa stia al posto giusto. Per ottenere ciò bisogna leggerlo, rileggerlo e revisionarlo fino alla nausea, proprio perché quella manciata di pagine richiede un’attenzione esclusiva. In sintesi il racconto, proprio per la sua brevitas, richiede un’eccezionale sforzo nell’ottenere una buon impianto narrativo e una buona caratterizzazione dei personaggi.
  • Se sei in giro con i firmacopie vuoi darci qualche data?
  • Domenica 4 ottobre ho presentato per la prima volta “Effetti Collaterali”. Spero di organizzare quante più presentazioni possibili ma giustamente dobbiamo fare i conti con le normative anti-Covid. Questo comporta una grande incertezza in quanto ci avviciniamo alla stagione invernale e gli spazi all’aperto, che tanto hanno aiutato ultimamente noi scrittori nel presentare le proprie opere, diventeranno inutilizzabili. Ho diversi progetti in cantiere e conto di definirli al più presto.

 

Ringraziamo Rosario Russo per  la disponibilità dandogli l’arrivederci a presto sulle pagine de I Gufi Narranti.

Prima di salutarvi, vorrei approfittarne dello spazio concesso per potervi parlare di una cosa che mi sta molto a cuore: nel marzo 2020, io assieme ad altri tre amici nonché formidabili scrittori, ovvero Alberto Minnella, Gaudenzio Schillaci e Seba Ambra, abbiamo fondato un collettivo di scrittura noir chiamato “Sicilia Niura”. Il passo successivo è stato quello di fondare l’omonima collana editoriale all’interno della casa editrice Algra. L’obiettivo è quello di poter coinvolgere tutti quegli scrittori che volessero raccontare la nostra Sicilia attraverso le trame del giallo. “Effetti Collaterali” rappresenta la prima uscita della collana e questo per me è fonte di grande orgoglio, con l’augurio che possa essere la prima di una lunga serie di successi targati “Sicilia Niura”.

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