Kraken mostro mitologico – Approfondimento di Teresa Breviglieri

Fra le molteplici leggende incentrate su strane ed inusuali creature, oggi vi voglio raccontare la storia del Kraken. Trattasi di una creatura marina appartenente alla mitologia nordica. In sostanza è un mostro marino simile ai calamari giganti. Noto per le frequenti apparizioni in contesti fantasy inerenti al cinema e alla narrativa e noto anche in campo ludico. Il Kraken, deriva dal norvegese “Krake” che significa (aberrazione) oppure (animale malsano). Questo termine lo troviamo anche nel dizionario tedesco, con il significato di “piovra” e che deriva da una radice proto-indio-europea. Nella lingua inglese, troviamo il verbo onomatopeico “crack”, che ricorda la rottura, lo schiocco. Questi significati si ricollegano alle caratteristiche del Kraken; la forma di calamaro gigante e l’attacco e distruzione delle navi. Questo particolare mostro mitologico marino risale ad un’opera anonima del 1250 d.C. Circa, chiamata “ Konungs Skuggsjà”. Nel testo in questione, l’autore riprende due mostri marini della mitologia norrena, chiamati “Hafgufa” e Lyngbark” tra l’altro, apparsi nella saga di Orvar-Odds. Questi due mostri vengono descritti nel dettaglio e l’autore suggerisce l’idea che il realtà entrambi siano lo stesso mostro; appunto il Kraken. In realtà il mito del Kraken diventa preponderante nel Settecento, quando verrà citato nell’opera Systema Naturae di Carl Nilsson Linnaeus, del 1735. Difatti, nel testo appena citato appare come un cefalopode e questa definizione gli fa perdere la forma già descritta nelle prime pubblicazioni. Dal tardo Settecento fino all’Ottocento, il mito del Kraken viene diffuso ampiamente, con le caratteristiche che gli vengono riconosciute anche attualmente. Ma soffermiamoci sul suo aspetto che ha subito diverse modifiche nel corso del tempo. All’inizio veniva descritto come una grossa balena, più avanti, nell’opera di Jacob Wallenberg del 1781, “Mio figlio sulla galera”, viene identificato come un pesce-granchio. Le sue caratteristiche sono chiare, difatti lo si racconta come creatura aggressiva, in grado di distruggere e affondare navi al primo colpo. Esistono leggende in merito che raccontano come l’aggressività del Kraken sia  legata alla punizione di navi condotte da marinai di dubbia fama e sottolineando questo particolare, si diceva che il mostro non attaccava navi capitanate da persone probe e oneste.

Quando il Kraken emerge dall’acqua, provoca dei piccoli maremoti e vortici causati dalla sua grande mole e dagli enormi spruzzi che arrivano dalle sue narici. Era cosa normale all’epoca, per i marinai, dare adito a leggende come questa. A quei tempi, ciò che di ignoto accadeva in mare, veniva data la colpa a mostri di grandi dimensioni. Il Kraken veniva anche paragonato al biblico Leviatano, sia per la sua mole che per il fatto che fosse un mostro di origine marina. D’altra parte, tra gli uomini di mare era diffusa la storia del “diavolo rosso”, che i marinai descrivevano come un enorme calamaro che afferrava i naufraghi con i suoi tentacoli e li divorava. Molteplici furono le testimonianze di marinai che giurarono di aver avvistato mostri di questo tipo a dir poco enormi. Di certo, il mito del Kraken resterà sempre attuale, dato che più volte è stato riproposto al cinema, in narrativa e anche nei videogiochi: è sufficiente ricordare la saga de “I Pirati dei Caraibi” e nello specifico al film, “La maledizione del forziere fantasma”, oppure al romanzo che tutti conosciamo ed abbiamo letto, “Ventimila leghe sotto i mari” del mitico Jules Verne e non dimentichiamo il noto gioco di ruolo “Dungeons & Dragons.

Questa creatura, resta comunque un mistero ancora oggi dato che non si sa nulla del suo ciclo vitale e delle sue abitudini, non si conosce esattamente la sua forma reale, ma molti studiosi asseriscono si tratti di una sorta di calamaro gigante. Il suo habitat è situato nelle profondità estreme, soprattutto nell’Oceano Pacifico, ma pare sia stato avvistato qualche esemplare anche nell’Oceano Atlantico. Un caso famoso è quello della fossa di Avilés, a circa cinquemila metri di profondità di fronte alle coste asturiane. I pescatori del posto sono abituati da sempre a vedere queste creature in alto mare e non si pongono il problema della sua esistenza. Inoltre, dal 1997, il calamaro gigante ha anche un museo in suo onore, esattamente a Luarca, un piccolo comune delle Asturie. In sostanza il Kraken pare che esista veramente anche se però per conoscerlo appieno, ci vorranno ancora molti studi e sicuramente un lungo percorso da seguire.

Teresa Breviglieri

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