Stranger Things Ricordi dal sottosopra – Recensione ed intervista autori

RECENSIONE STRANGER THINGS RICORDI DAL SOTTOSOPRA

Edizioni Estemporanee – Collana “Repetita”

Stranger Things

Edizioni Estemporanee, specializzata in saggi sulle serie tv di cui abbiamo già avuto il piacere di recensire un libro su Black Mirror è ora in libreria con un nuovo volume su Stranger Things, serie televisiva di fantascienza ideata da Matt e Ross Duffer per la piattaforma streaming Netflix, record di ascolti da utenti di tutte le età.

Il volume che si intitola “Stranger Things Ricordi dal sottosopra”, scritto da un team di autori

Simona Arizia, Valerio Di Paola,Giada Fioravanti è aggiornato alla seconda stagione.

Un saggio indispensabile per chi avendo già visto la serie è alla ricerca di approfondimenti letterari, e indicazioni su come i singoli episodi possono aver preso spunto da film o libri preesistenti.

E’ strutturato sostanzialmente in quattro parti:

  • prima parte dove si parla degli episodi senza seguire l’ordine cronologico né delle puntate né delle stagioni
  • seconda parte che gioca al rimbalzo cercando parallelismi tra il passato in cui si ambienta la storia e il presente
  • terza parte si occupa in maniera precisa, puntuale ed approfondita di fare un quadro dei protagonisti della serie analizzandoli sotto più punti di vista e indicando pregi e piccoli difetti
  • quarta parte che analizza le nuove tecnologie e disponibilità per divulgare le serie tv Netflix su tutte

Un lavoro preciso e dettagliato per tutti coloro che hanno amato Stranger Things  e stanno cercando approfondimenti su dettagli e citazioni di cui ogni episodio è zeppo.

Vista la sua completezza è naturalmente pieno di spoiler, se ne raccomanda la lettura solo dopo aver visto la serie.

Ma ora diamo la parola agli autori in questa breve intervista

Diamo il benvenuto sulle pagine dei Gufi narranti a Simona Arizia, Valerio Di Paola e Giada
Fioravanti, volete raccontarci qualcosa di voi in modo da conoscervi?

R. Ci siamo incontrati a Roma, tra i corridoi dell’Università la Sapienza, mentre eravamo impegnati in
percorsi di studio e lavoro diversi nell’ambito della comunicazione. Quello che ci ha accumunato
fin da subito è l’interesse per la Rete e per le forme di racconto che la utilizzano come piattaforma.
Da lì è emersa tra un caffè e una birra la viscerale passione per le serie televisive e la fascinazione
per l’estetica e le storie degli anni Ottanta, che è del resto anche l’età dell’oro di quando eravamo
bambini.

Com’è nata l’idea di scrivere un libro?

R. L’idea di provare a scrivere insieme è la diretta conseguenza dell’individuare una passione comune:
ci siamo resi conto che eravamo in grado di vedere lo stesso oggetto da punti di vista differenti e
abbiamo provato a incastrarci. Di sicuro è faticoso ragionare con tre teste, ma il risultato è più
completo, più ricco, più stimolante. Il vero vantaggio di scrivere in più persone in fondo è per se
stessi: oltre a tradurre su carta cose che già si sanno, si impara dagli altri.

Perché avete scelto questa serie tv?

R. Stranger Things, tra le tante che fanno riferimento in qualche modo alle suggestioni del passato, è la serie “cult” per antonomasia degli ultimi anni ed è un concentrato di fenomeni tipici della
contemporaneità. In particolare è un monumento alla “retromania” oggi imperante fuori e dentro lo
schermo, costruito con una attenzione quasi maniacale per il dettaglio d’epoca. Questa serie è il
prodotto di un innamoramento per il vintage da cui la generazione corrente è evidentemente affetta:
ci siamo chiesti: come può una storia così prevedibile, così già vista, avere un successo così vasto?
Perchè continuiamo a tornare sui nostri passi, raccontando ancora il mondo perduto di E.T., delle
bmx, dei romanzi di Stephen King? Partendo dalla visione della serie abbiamo cercato di rispondere
a tutte queste domande.

Visto che siete in tre come vi siete divisi il lavoro?

R. Per sviluppare approfonditamente i tanti temi che ci interessavano abbiamo deciso una linea
comune, ovvero abbiamo stabilito cosa significasse per ognuno di noi Stranger Things, tenendo per
buone le osservazioni comuni. Fermati i concetti principali ci siamo divisi i compiti, iniziando a
indagare autonomamente aree tematiche affini ai nostri percorsi come ricercatori. Infine, abbiamo
preso tutte le pagine e le abbiamo rimesse insieme, lavorando di lima perchè il tutto fosse godibile
senza scossoni o eccessivi cambi di tono.

Pare che l’anno prossimo, nel 2019, uscirà una terza stagione. Pensate di far uscire un nuovo
volume?

R. Perchè no…a patto che gli autori continuino a fare un buon lavoro!

Come vi spiegate il grande successo di una serie in cui i protagonisti non hanno a disposizione
nulla di quanto è in mano ora alle nuove generazioni?

R. In molte sequenze di Stranger Things i protagonisti si chiamano attraverso walkie-talkie, in altre si
cercano per telefono, fisso ovviamente, senza trovarsi. Si può dire che numerosi passaggi della
storia sarebbero semplicemente insostenibili trasportandola ai nostri giorni: impensabile incontrarsi
per caso per strada, come accade a molti personaggi della serie, nella nostra epoca di costante
pedinamento e geolocalizzazione attraverso gli smartphone. Allo stesso modo, le indagini dei
piccoli protagonisti della serie sul mondo del Sottosopra sarebbero fin troppo spedite all’epoca di
Wikipedia e perderebbero qualsiasi effetto scenico. La prima risposta che possiamo dare alla
domanda è che quel mondo analogico, lento, basato su relazioni fisiche, ci manca e manca anche
alle generazioni del tutto digitali, come il sogno di un’età romantica e perduta che non hanno avuto
il tempo di vivere. Il quadro di questo sogno nostalgico è in realtà molto più complesso e si
inserisce in un disperato tentativo di restaurare un mondo più solido che non riguarda solo Stranger
Things ma l’intero sistema di rappresentazioni in cui siamo immersi…ma per non dilungarsi
eccessivamente e avere una risposta più convincente, vi consiglio di leggere il nostro libro!

Grazie per il tempo che ci avete dedicato e in bocca al lupo per il vostro libro: “Stranger Things Ricordi dal sottosopra”

Sandra Pauletto

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