Specie Mortale – Dallo spazio profondo la nascita di una nuova specie.

Specie Mortale

Anno: 1995

Titolo originale: Species

Paese di produzione: USA

Genere: fantascienza, orrore, thriller

Regia: Roger Donaldson

Produttore: Frank Mancuso Jr., Dennis Feldman

Cast: Ben Kingsley, Michael Madsen, Alfred Molina, Forest Whitaker, Marg Helgenberger, Natasha Henstridge, Michelle Williams, Scott McKenna, Shirley Prestia

 

Nel 1974 la SETI, organizzazione per la ricerca delle intelligenze extra – terrestri, invia nello spazio un messaggio per tentare il contatto con nuove forme di vita. In questa trasmissione vengono inserite informazioni quali il numero di abitanti sulla Terra e il DNA umano. Vent’anni dopo lo spazio profondo risponde con la formula per rendere il metano non inquinante e, guarda un po’, un DNA alieno. Gli scienziati, entusiasti ed incoraggiati dai buoni esiti delle nuove scoperte, decidono di sperimentare sul nuovo corredo genetico ottenuto incrociandolo con quello umano. Il risultato si chiama SIL, una ragazzina custodita in un laboratorio che dimostra di avere una crescita velocissima insieme ad altre qualità inquietanti. A capo della SETI, Xavier Fitch decide di sbarazzarsene, intuendo per primo la pericolosità della sua creatura. Nel tentativo di toglierla di mezzo SIL però scappa e iniziare a mietere una lunga serie di vittime. Per recuperarla Fitch mette insieme una squadra composta da un antropologo, un cacciatore di taglie, una scienziata e un sensitivo. La caccia è aperta.

Sguardo rivoltissimo ad Alien (SIL, nella sua mutazione aliena è opera di Giger) per quello che si annuncia già dai titoli di testa come un b – movie senza grandi pretese. Specie Mortale ricalca più di qualche cliché per raccontare di una nuova ributtante forma di vita aliena che questa volta è spinta non solo da un istinto omicida, ma anche da quello riproduttivo.

Uno dei malcapitati sul sentiero procreativo di SIL.

A colpire di Specie Mortale, rivedendolo oggi, è più il cast che il resto. Ben due premi oscar (Ben Kingsley e Forest Whitaker), un feticcio assoluto di Tarantino (Michael Madsen), una futura star di CSI (Marg Helgenberger), l’icona anticonvenzionale Alfred Molina e l’attrice più bella che brava (Natasha Henstridge). Forse tutto si lascia guardare proprio grazie a loro; l’alchimia tra Madsen e Helgenberger funziona e il Whitaker nei panni del sensitivo, nonostante sia un po’ macchiettistico, si fa’ apprezzare. Considerato come fanta – horror i limiti si vedono sicuramente nella resa degli effetti speciali in digitale, assolutamente non all’altezza (anche se stiamo parlando del 1995). Molto meglio quando compaiono i costumi in cui si riconosce subito la maniera vincente di Giger. Nell’azione e nel thrilling invece la suspense viene gestita abbastanza bene e la curiosità innescata da Donaldson sui prossimi movimenti di SIL, mantengono lo spettatore vigile (anche bisogna ammetterlo, attratto dalle splendide fattezze della Henstridge).

Croce e delizia di Specie Mortale la sua immediatezza, cosa che lo rende estremamente scorrevole ma allo stesso tempo superficiale. La virata decisa sull’eros, dovuta al desiderio incontrollabile di SIL di fecondare e creare una nuova stirpe dominante per cancellare il genere umano, incuriosisce ma trasforma il tutto in un semplice divertissment. La mancanza di qualità si avverte spesso e soprattutto nel finale arraffone e banale, in cui si preannuncia che la storia non finisce qui. Alien viene omaggiato in più di una sequenza, dalla scena in laboratorio presa pedissequamente da Aliens – Scontro Finale, passando per i cunicoli che i nostri eroi dovranno attraversare alla fine per scovare il mostro.
Poi la Helgenberger cita direttamente la saga iniziata con Ridley Scott e allora si capisce che Specie Mortale è una sorta di lettera d’amore allo xenomorfo, rivisitato e sessualizzato. Finchè però ci si accontenta di ristagnare nella serie Z sa’ tutto di nulla di fatto.

Zanini Marco

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