Joker – Un manifesto rabbioso e mirabile di cinema anti sistema.

Joker

Anno: 2019

Titolo originale: Joker

Paese di produzione: USA

Genere: drammatico, thriller

Regia: Todd Phillips

Produttore: Bradley Cooper, Todd Phillips, Emma Tillinger Koskoff

Cast: Joaquin Phoenix, Robert De Niro, Zazie Beetz, Frances Conroy, Brett Cullen, Glenn Fleshler, Bill Camp, Shea Whigham, Marc Maron, Douglas Hodge, Leigh Gill, Josh Pais, Brian Tyree – Henry, Dante Pereira Olson

Nella Gotham City del 1981 Arthur Fleck si guadagna da vivere facendo il pagliaccio, ma il suo sogno è diventare un comico e avere successo come il suo idolo Murray Franklin, conduttore di un programma televisivo. Arthur vive con la madre Penny, è depresso da anni e soffre anche di un disturbo che gli scatena improvvisi eccessi di risa. Nonostante questo e il suo desiderio di diventare cabarettista, è privo di qualsiasi talento comico e la sua figura trasmette per lo più tristezza. Quando Thomas Wayne si candida sindaco, mentre vengono tagliati i fondi per l’assistenza sociale, Fleck si trova totalmente abbandonato ed alienato. La situazione precipiterà sempre di più, ma nonostante le difficoltà riuscirà a risvegliare dentro di sé un coraggio oscuro che finalmente darà un senso alla sua vita.

Il Joker è diventato ormai un’icona, non solo delle vignette, ma anche del grande schermo. Tutto questo grazie anche agli straordinari interpreti che ne hanno vestito i panni, a partire da Jack Nicholson, passando per Heath Ledger, per arrivare a Jared Leto. Joaquin Phoenix non è stato da meno e il suo villain pittato, grazie al lavoro di sceneggiatura e regia di Todd Phillips, vanta una profondità mai vista prima.

Joker (Joaquin Phoenix) si allontana mentre nella metro scoppia una rivolta contro le forze dell’ordine.

Se quello che siamo sempre stati abituati a vedere di Joker è la sua natura terroristica bidimensionale e manichea, con questo spin off apocrifo rispetto alla saga DC, abbiamo il ritratto di un individuo pericoloso ed instabile creato da una situazione familiare disastrosa e da un passato a lui sconosciuto, continuamente vessato o ignorato dalla società. Phillips senza paura utilizza un personaggio storicamente etichettato in negativo dal pubblico per evidenziare l’atavico disinteresse che il nostro sistema nutre nei confronti dei diversi e le discriminazioni verso i malati di mente, considerati come l’ultima ruota del carro. Joker prima di diventare il re di quella Gotham oscura e immersa nel fuoco e nelle urla del terrore, è un clown che viene picchiato dai ragazzini e dagli yuppies, vittima di abusi minorili, inconsapevole della sua condizione infantile e costretto a vivere senza uno specialista con cui poter parlare. Thomas Wayne, padre di Bruce – Batman, è un miliardario senza scrupoli, devoto solo alla sua ricchezza e pronto ad incrementare l’odio verso gli emarginati. Dopo questo film non saremo più in grado di vedere il mito di Batman con gli stessi occhi. La Gotham in cui Arthur Fleck cade e si rialza per diventare simbolo degli indesiderati è una città sporca, opprimente e puzzolente, inquadrata perfettamente da una fotografia che ne risalta gli antri meno confortevoli e allegri. Metropolitane oscure in odore di omicidio, scalinate infinite e desolanti, vicoli pieni di spazzatura bagnata. Phillips tende i fili di uno spettacolo tetro e raramente così negativo nella storia dei supereroi, ma di fatto questo Joker del mondo dei supereroi non ha quasi niente. Bruce Wayne non è ancora Batman, è solo un infante, ma ha il suo primo incontro con quello che diventerà uno dei suoi nemici più famosi, che cercherà per giunta, con un’azione folle e scriteriata, di fargli capire di non essere dalla parte del torto.

La regia, portata a compimento da un cineasta che fino ad oggi aveva vissuto per lo più di commedie (suoi i vari Una Notte Da Leoni, insieme ai divertenti Old School e Starsky & Hutch), sorprende e confeziona un film di spessore tecnico e di contenuti, capace di andare dritto al punto in maniera incredibilmente genuina e umana. Il confronto tra Arthur e Thomas Wayne, così come il finale nello studio televisivo di Murray Franklin, diventano immediatamente scene da manuale del cinema anti sistema. Per quanto riguarda Joaquin Phoenix, siamo al cospetto della prova principe di un mostro della recitazione, in ginocchio di fronte al volere della telecamera che ne mette in scena la struggente espressività e la sconvolgente fisicità contorta e spolpata. Un passo più in là di V Per Vendetta, Joker brucia sulle nostre retine una vendetta intima ed emozionante nei confronti del nostro mondo ingiusto che viene messo di fronte a due verità: o si cambia al principio o le conseguenze potrebbero essere devastanti.

Zanini Marco

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