Intervista: Antonio G D’Errico e Peppe Ponti – I SUONI DEL SUD

 

Intervista: Antonio G D’Errico e Peppe Ponti – I SUONI DEL SUD –  CTL Edizioni

 

Antonio G. D’Errico

Abbiamo da poco recensito il nuovo libro di Antonio G. D’Errico e Peppe Ponti “I suoni del sud” e ora possiamo far loro una breve intervista.

Ciao Antonio G. D’Errico e grazie per essere qui, la prima cosa che vorremmo sapere è una curiosità:

 

Com’è nata la collaborazione tra Roberto Murolo e Mia Martini?

Gli artisti si incontrano in un luogo esclusivo che si chiama anima. Questo luogo permette loro di riconoscersi, di sentirsi prossimi già prima di scegliersi per intraprendere un percorso comune. Roberto e Mia erano animi liberi che tendevano alla bellezza assoluta. E’ stato naturale mettersi l’uno al fianco dell’altra per dare inizio a una stagione musicale che ha segnato indelebilmente un segmento epocale della musica italiana. In quel periodo, tra me, Peppe Ponti, e Mia Martini c’era grande stima e fiducia. Se poi aggiungiamo che io sono sempre stato al fianco di Enzo Gragnaniello e del suo produttore di allora Nando Coppeto, che era anche il produttore di Roberto, è facile intuire che gli incontri si sono incrociati e gli effetti si sono amplificati. Enzo compose per Mia e Roberto un’ode alla bellezza, la canzone Cu mme, che aveva il carattere e l’intensità dei due grandi interpreti, i quali seppero renderla solenne nella sua elevazione poetica. Durante la registrazione in studio, le emozioni si percepivano nell’aria.  Fu un momento di verità che lasciò tutti senza respiro.

Parte del libro è dedicata alla genesi del disco “Camminando verso Napoli”. Possiamo sapere qualcosa di più del progetto?

Certo, potete sapere tutto; almeno quanto sia consentito entro lo spazio di un’intervista. Continuando verso Napoli è un’opera che celebra l’ampia produzione musicale di Paolo Morelli, poeta, cantautore, leader del gruppo degli Alunni del Sole. Paolo ci ha lasciato nel 2013. A me è parso doveroso dedicargli un lavoro che contenesse tutti i suoi successi, affidandoli alla reinterpretazione di artisti che sapessero rendere in tutto e per tutto il suo sentimento e il suo legame con la nostra città. Ho coinvolto artisti che si sono lasciati ispirare intimamente e totalmente dalle canzoni di Paolo, rinnovando la novità, la sorpresa e la bellezza che quei testi e quelle musiche sanno suscitare al di là del tempo.  Potete immaginare l’impegno che ha richiesto un lavoro così complesso, per il numero di persone che sono state coinvolte. Vi hanno aderito artisti come Lino Vairetti degli Osanna, Marco Cecioni del Balletto di Bronzo, Tony Esposito, Enzo Gragnaniello, Franco Del Prete. E tra i giovani interpreti, ricordiamo Valerio Jovine, Donix, Dj Jad; i musicisti Lino Pariota, Antonio Onorato, Remo Anzovino. Soprattutto ho avuto il sostegno di Bruno Morelli, chitarrista degli Alunni del Sole e fratello di Paolo, che mi ha incoraggiato, fornendomi materiale di repertorio originale e creazioni inedite di Paolo, tra cui un dipinto su tela che è diventato la copertina dell’album.

 

Dalle righe è palese una certa amicizia con Tullio De Piscopo. Possiamo conoscere qualche aneddoto curioso sul percussionista napoletano?

 

Tullio è un ciclone. Si dà completamente sul palco e fuori dal palco, perché il suo temperamento è generoso, proprio come l’indole della gente di Napoli. Non risparmia mai i suoi suggerimenti e commenti, che hanno comunque l’intento di unire, di formare gruppo. Nei momenti complicati, è il primo a voler alleggerire gli animi da ansie inutili. Come uomo è come artista, pone l’amicizia al di sopra di ogni sentimento. Questo suo modo di essere lo ha dimostrato sempre, con gli amici di strada e sulla scena. Allo stesso modo, vive in maniera forte il vincolo familiare. C’è stato un periodo che ci sentivamo spesso al telefono, mi chiedeva notizie di sua madre che io andavo a fare visita quasi quotidianamente. Ai miei occhi, questo suo modo di essere autentico lo rende più vero di altri,

Una domanda tecnica: secondo voi come la musica napoletana influisce oggi su quella nazionale e internazionale?

 La musica di Napoli rimane sempre di questa città, anche se molti esterni alla stessa trovano un terreno fertile per potersi ispirare. ‘O sole mio ha ispirato da Elvis a Pavarotti. Non si esclude in futuro che da Napoli parta un’onda creativa che arrivi molto lontano. Sicuramente da Napoli si alzano voci nuove che reggono la scena italiana e mondiale. Pensiamo a Enzo Avitabile, la cui musica ha ispirato il regista americano, Premio Oscar, Jonathan Demme, che a Enzo ha dedicato il film Enzo Avitabile Music Life. Certamente supera i confini la musica di Clementino. Rocco Hunt imperversa al di là dei confini dell’Italia. Insomma, sembra che la fantasia di Napoli trovi valenza un po’ ovunque.

 

Nel libro viene raccontata la vita di un grande personaggio, molto importante per la diffusione della musica napoletana. Come è nata la vostra collaborazione e qual è il vostro rapporto?

 

Come dicevamo all’inizio, le persone si incontrano per affinità. Un produttore di dischi ha bisogno di uno scrittore che dia valore e immagine alle sue visioni interiori da mettere sulle pagine di un libro sottoforma di parola scritta. Un libro si realizza non certo per vanità, ma sicuramente per necessità; perché l’esperienza di chi si racconta possa essere condivisa con chi ne ha interesse e sa averne cura. Il rapporto tra Peppe Ponti e Antonio G. D’Errico è di conoscenza reciproca. Antonio G. ha scritto molte pagine dedicate alla musica napoletana, è una voce e un nome che rincuorano e danno speranza. La sua scrittura è chiara e accurata: il suo saper leggere nell’animo delle persone lo rendono sicuramente lo scrittore a cui affidare con fiducia le proprie emozioni, anche i propri dubbi e qualche paura. “Io mi sono occupato di dischi e di produzioni musicali. E’ questo il mio mestiere. A ciascuno il suo. Era arrivato, però, il momento di affidarmi a uno scrittore per raccontare una parte importante della mia vita. L’ho fatto. Abbiamo lavorato insieme io e Antonio. Posso dire con certezza che la bellezza del nostro incontro risieda proprio nell’aver preso parte a un lavoro comune, rimettendo ciascuno fiducia nell’altro. Per me siamo riusciti perfettamente nel nostro intento. Lo dico con un intima pudore”.

 

Grazie ancora per la disponibilità a Peppe Ponti e Antonio G. D’Errico un grosso in bocca al lupo per il vostro libro “I suoni del sud” dai Gufi Narranti.

David Usilla

 

 

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