Fluxus – Non Si Sa Dove Mettersi – ll ritorno dopo sedici anni di silenzio.

Fluxus – Non Si Sa Dove Mettersi

Anno: 2018

Paese di provenienza: Italia

Genere: rock alternativo

Membri: Franz Goria – voce e chitarra; Fabio Lombardo – basso; Luca Pastore – chitarra; Roberto Rabellino – batteria

Casa discografica: Fluxus Music

  1. Nei Secoli Fedeli
  2. Licenziami
  3. Ma Ero Già Indietro
  4. Ami Gli Oggetti
  5. Prescrivimi Qualcosa
  6. La Decima Vittima
  7. Mi Sveglio E Sono Stanco
  8. Gli Schiavi Felici
  9. Bianca Materia
  10. Datemi Il Nulla
  11. Alieni Per La Strada

Il sottosuolo musicale italiano è tutto da scoprire. Ve lo posso garantire io in primis che, prima di vederli al Cox 18, dei Fluxus non ne avevo mai sentito parlare. Che lacuna! Non stiamo mica parlando del gruppo nuovo che deve farsi largo sgomitando nell’underground. I Fluxus incidono il loro primo disco nel 1992 e da lì in avanti è un’evoluzione continua che prende i rimasugli di un passato thrash metal ormai masticato, digerito e rielaborato in una forma meno scattante, e li intreccia, come un flusso appunto, con il rock alternativo delineatosi in Italia in quel periodo (vedasi Verdena). Facile tra l’altro capirne le metalliche origini, visto che in partenza i Fluxus non sono altro che una prosecuzione dei Negazione, avendone qualche componente tra le fila. Il gruppo di Torino negli anni ci ha regalato delle vere e proprie perle a partire da Vita In Un Pacifico Nuovo Mondo (1992) e Non Esistere (1996), fino ai più radicali e orecchiabili Pura Lana Vergine (1998) e Fluxus (2002).

Poi il silenzio. Sedici anni dopo i Fluxus riemergono con qualcos’altro da dire. Poco è cambiato bisogna ammettere. L’approccio è quello a cui ci hanno abituati già da un po’. Non Si Sa Dove Mettersi però è l’ennesima dimostrazione che se una cosa è fatta bene, nonostante l’assenza di elaborazione, funziona sempre. Questa loro ultima opera è di maniera e si accontenta di questo. Se musicalmente parlando ciò che ci propongono i Fluxus non è perciò nulla di innovativo, lo stesso non si può dire delle parole, elemento a cui i nostri ripongono maggior attenzione. La voce di Franz Goria scandisce perfettamente i testi, che essendo in italiano trasmettono ancora più efficacemente il loro messaggio. L’andamento ipnotico e strisciante dei pezzi si sposa perfettamente con lo stile vocale del frontman assumendo la forma di un ammonimento nei confronti di un’umanità che ha fallito su più fronti. Nei Secoli Fedeli è uno degli esempi più rappresentativi dell’attitudine dei Fluxus, dove tutta la potenza viene scandita dalle chitarre quadrate ma anche dalle parole. Nonostante l’impatto col tempo si sia un po’ ammorbidito, i Fluxus non disdegnano ogni tanto tornare agli esordi con chitarre più massicce, come nella buona Licenziami. In particolare in Ma Ero Già Indietro, oltre al consueto ottimo lavoro in fase di scrittura, non si può non venire investiti da un nostalgico riffing che ci riporta agli anni 2000 dei Linkin Park. Brani brevi, diretti, dalle strutture semplici e moderne che non di rado inseguono una buona orecchiabilità. Come possono, con queste caratteristiche, non ricordare il nu metal? Tratto distintivo che emerge spesso nel disco, ma che ne rappresenta forse anche i limiti. Non Si Sa Dove Mettersi non è un disco ispiratissimo e, nonostante superi certamente la sufficienza, non è ciò che di meglio la band ha prodotto nella propria carriera. Tra qualche traccia che non lascia particolarmente il segno spiccano comunque La Decima Vittima, un audace e riconciliante sinfonia melodica e liquida; la quadratissima Gli Schiavi Felici; la contagiosa Datemi Il Nulla, con il suo ritornello che si pianta immediatamente in testa. Un piccolo passo indietro creativo rispetto al passato, ma anche un disco che regala momenti veramente interessanti. Mal che vada fate come ho fatto io: andatevi a recuperare i loro dischi vecchi perchè meritano davvero!

Zanini Marco

Voto: 7

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