Recensione: I giorni dell’illusione – Paola Sironi (Todaro Editore)

I giorni dell’illusione – Paola Sironi (Todaro Editore)

 

Con il suo nuovo libro, “I giorni dell’illusione” (Todaro editore), Paola Sironi ci porta all’estate del 2020 che non è certo un’estate come tutte le altre, è l’estate che vede la gente camminare in equilibrio precario su una linea sottile, che fa da confine tra la voglia di ritornare a vivere una certa normalità scevra da vincoli e costrizioni dopo i mesi di lookdown, una certa diffidenza verso tutto quello che è il contesto circostante.

In quel momento il mondo sembrava riaprire gli occhi dopo un periodo in cui era stato tutto praticamente in stand by, e quasi come dei bambini si ricominciava a muoversi in maniera anche un tantino goffa, un po’ impacciata, perché comunque spogliati delle certezze che, fino a pochi mesi prima, sembravano scolpite nella pietra.

In questo contesto storico, in una Milano sotterranea, quella della cripta Cà Granda, viene alla luce un cadavere ormai ridotto a scheletro, il che fa presupporre che alloggi da quelle parti ormai da un bel po’. Il bizzarro ritrovamento avviene durante un ancor più bizzarro appuntamento tra l’ispettore Caterina Cederna ed il dottor De Rovere detto Wikirovere per la sua vasta conoscenza unita alla sua insopportabile logorrea. Proprio quest’ultimo grazie ad un dettaglio, intuirà la probabile identità del cadavere. Interviene quindi la squadra Problem Solving, conosciuta anche come “Desbrujà rugne”, di cui l’ispettore Cederna fa parte assieme al suo capo Elia Mastrosimone e ad altri colleghi tra i quali anche la “protagonista” del libro e cioè Annalisa Consolati. La squadra Problem Solving, di cui questo è il terzo volume preceduto da “Donne che odiano i fiori e Sotto scorre il fiume” entrambi editi da Todaro Editore, si trova ad aver a che fare con un caso bizzarro e triste perché bizzarro è il luogo del ritrovamento ed è certamente triste il fatto che nessuno abbia sentito il bisogno di denunciare la scomparsa del deceduto. Come detto la protagonista, il personaggio di cui vengono raccontate più cose, è l’ispettore Annalisa Consolati che sta per convolare a nozze con la sua compagna Minerva e che si trova a dover barcamenarsi tra la voglia di risolvere il caso ed i preparativi per il lieto evento. Un personaggio che spicca in maniera particolare è il padre di Annalisa, Patrizio Consolati, “il continuatore di film”, che alla fine arriva sempre ad avere involontariamente in mano la carta vincente per risolvere il caso. Paola Sironi ci regala un giallo intenso dalla scrittura fluida e lineare dai ritmi molto serrati, sembra quasi la sceneggiatura di una serie TV, con passaggi di inquadratura molto rapidi e repentini senza che però questo crei né confusione né smarrimento nel lettore. I personaggi sono costruiti e presentati in maniera molto precisa e particolareggiata il che permette al lettore di capirne appieno la psicologia. E’ un romanzo che tiene il lettore incollato alle sue pagine dalla prima all’ultima, che ne cattura completamente l’attenzione, che lo accompagna lungo tutta la storia con garbo, con intelligenza e con tanta sana ironia, dettaglio accattivante e che dà al romanzo quell’impronta originale che lo fa distinguere e consigliare nel vasto oceano della letteratura di genere.

 

David Usilla

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.