Intervista a Massimiliano Nuzzolo -La verità dei topi –

Intervista a Massimiliano Nuzzolo

Massimiliano Nuzzolo

Buongiorno Massimiliano, mi permetto, se tu sei d’accordo, di darti del tu. Abbiamo da poco recensito il tuo romanzo: La verità dei topi (Les Flaneurs Edizioni) e abbiamo alcune curiosità in merito.

Buongiorno a voi tutti e grazie di accogliere il mio romanzo e le mie parole. Perfetto per il tu.

  • Il protagonista mi ha ricordato in più di un frangente la figura di Ulisse. Il suo viaggio ed i suoi incontri riportano in più di un’occasione il lettore a pensare al buon vecchio Odisseo. È un caso o hai voluto scientemente ripercorrere quel tipo di narrativa?

 

Sì, in maniera programmatica e con un buon grado di consapevolezza ho voluto rievocare in qualche modo le gesta e le peregrinazioni di Ulisse, un Ulisse diverso però, decisamente meno “epico”, più “umano”. Lontanissimo dai concetti di “eroe” e di “super uomo”, infatti il nostro protagonista è un bambino di undici anni a cui ne accadono di tutti i colori e che mantiene malgrado tutto quella spontaneità e se vuoi ingenuità e onestà che gli consentono di fare proprie le esperienze, di conoscere, di scoprire, di appassionarsi, senza vizi di forma, pregiudizi, formalità. Ho voluto ripercorrere metodicamente questo tipo di narrativa che mi è rimasta dentro sin dalle prime letture, ma pure molte altre scuole e tradizioni. Citerei sopra tutti i grandi romanzi del passato, più o meno remoto, come “Le mille e una notte” (che in realtà poi è una raccolta di novelle a più mani assemblata nel tempo) ma pure quelli moderni come il “Don Chisciotte”, tutti esempi di meta-narrazione che vado a recuperare. Citerei pure la tradizione popolare del filò, il tall tale soprattutto americano, certa letteratura sudamericana, alcuni russi vicini e lontani, l’irriverente e colorato esistenzialista Boris Vian a cui La verità dei topi rende omaggio.

 

  • Il romanzo è intriso di sana ironia e di battute caustiche. Quanto del carattere di Massimiliano Nuzzolo, della sua personalità, c’è dentro al romanzo, dentro a questo essere così travolgente, spiritoso, ma al contempo riflessivo e in alcuni frangenti persino cupo?

 

Mi hai scoperto. Lo confesso, “La verità dei topi” è il mio romanzo più autobiografico. E chi l’ha letto sa che questa frase è carica di sfacciata ironia e autoironia… Come ho dichiarato più volte “La verità dei topi” è un esorcismo laico e un divertissement, un gioco letterario che mi sono divertito a scrivere per allontanare da me il peso del mondo, il peso della letteratura, immaginandomi bambino dagli occhi sgranati alle prese con la scoperta più genuina, con ciò che fa battere il cuore, con ciò che ti coinvolge (nel bene e nel male). Certo, la mia caustica ironia (insieme alle citazioni) si riversa a piene mani sulla pagina, a partire dal titolo e dalla copertina, dal colophon, e inevitabilmente dietro al sorriso si cela spesso la riflessione profonda, il dolore concreto, il mio essere inevitabilmente “dark” (ricordiamoci che sono un erede degli esistenzialisti…); e in un’alternanza di emozioni e approcci si genera quella che definirei semplicemente “vita”. In fondo la condizione dell’essere umano non è mai rose e fiori, e la felicità assomiglia più a un’idea, è un equilibrio che va continuamente e insistentemente ricercato con la consapevolezza che non durerà… un po’ come la connessione fibra tanto pubblicizzata da Tim… Ma nulla ci vieta di godere di ogni singolo respiro, di ridere fino alle lacrime, di provare tutto nel modo più profondo e coinvolgente. Ecco, La verità dei topi è questo.

 

  • Vorrei fare un gioco con te. Il tuo romanzo mi ha dato un idea di musicalità e quindi mi piacerebbe che abbinassi il tuo romanzo a delle canzoni. Quali canzoni del panorama musicale italiano prima e mondiale poi abbineresti al tuo romanzo?

 

Prima di risponderti ti dico che in Jost avevamo pensato a una compilation musicale a cui dare vita parallelamente al libro, avevo coinvolto i Soluzione e altri musicisti indipendenti e alcune testate si sono dichiarate disponibili a supportarmi. Poi il coronavirus ha tagliato le gambe a tutti e ha smorzato ogni entusiasmo. Sarebbe bello riprendere in mano il progetto. Incrocio le dita.

Venendo alla domanda. Con Fratture sarebbe stato più facile, lì Sigur Ros e Lou Reed irrompevano nel romanzo. Con L’ultimo disco dei Cure una scelta amorevole d’obbligo. Per la Verità dei topi è più complesso per la sua natura esplosiva e mutevole. Così su due piedi, senza rifletterci troppo, azzardo: alcune canzoni di Daniele Silvestri si potrebbero prestare. Ma è bene precisare che mentre lo scrivevo ho ascoltato di rado musica italiana. Pensando invece a Boris Vian mi viene in mente certo jazz, e pensando alla storia narrata i concept album del prog rock, ma meno cupi, e la musica psichedelica. Qualcosa di Erik Satie, qualche musichetta dei videogiochi e qualche brano particolare dei Cure. Credo però sia il lettore a dover individuare la propria colonna sonora mentre legge e in questo romanzo potrà trovare molte suggestioni.

 

 

  • Massimiliano Nuzzolo sei in giro per i firmacopie vuoi indicarci alcune date o dare ai lettori modo di contattarti?

 

Purtroppo a causa dell’emergenza coronavirus sono chiuso a casa da quasi 40 giorni (in realtà un po’ di più, prima mi ero rotto due costole…), è saltato un tour meraviglioso programmato in tutta Italia (è uscito anche un altro romanzo, “L’ultimo disco dei Cure” per Arcana. Chiamala fortuna sfacciata…). Se qualcuno ha voglia di cercarmi può trovarmi su Fb e Linkedin e attraverso i siti jostmultimedia.wordpress.com e lultimodiscodeicure.wordpress.com; se desidera contattarmi nel libro può trovare il mio indirizzo mail.

 

Ringraziamo Massimiliano Nuzzolo per la disponibilità, alla prossima sulle pagine de I gufi narranti.

 

Grazie a voi davvero. Bello il nome Gufi Narranti. Mi piacciono molto i gufi…

 

David Usilla

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