Recensione di “Doppio inganno” di Davide Pappalardo

Recensione di “Doppio inganno” di Davide Pappalardo

 

Davide Pappalardo è uno scrittore siciliano che risiede a Bologna.

Davide Pappalardo

Fa parte di quella nouvelle vague di giallisti siciliani, come Maimone e Minnella, che prosegue la strada iniziata dal grandissimo Camilleri.

Pappalardo, dopo il fortunato “Buonasera (signorina) del 2016, ha scritto un racconto lungo dal titolo “Doppio inganno” che esce solo in versione digitale edito da Todaro Editore.

L’autore spiega che l’idea di questo racconto gli è venuta quando, una sera invernale del 2016, dopo aver visto la mostra di De Chirico, camminando per le fredde vie di Ferrara, sferzate dalla pioggia e dal vento, venne fermato da un vecchio, miseramente vestito, che gli raccontò del 1917, della grande guerra e di uno strano esperimento.

Magnifica la foto della copertina che introduce il lettore in una realtà sospesa tra il magico e il metafisico, come lo stesso autore ci tiene a precisare.

Il racconto viaggia su due linee temporali distanti trent’anni.

Glauco, una sera d’inverno del 1947, tormentato dal rimorso, apre il suo quaderno dei ricordi raccontando al vicino di casa Vittorio, un giovane musicista che ama suonare Chopin, un segreto custodito da trent’anni che riguarda la morte del suo gemello Albino.

Era il 1917 e Glauco faticava ad accettare le motivazioni dell’evento bellico sostenendo” è disperso nei fuochi fatui della retorica” ma la guerra comunque, non riusciva a distrarlo dall’amore segreto che provava per Frida, la fidanzata del fratello Albino.

Si sa che tra gemelli si crea un rapporto speciale e potrebbe essere stato questo il motivo per cui un giorno Albino chiese, in modo inatteso, al fratello se gli piacesse Frida, costringendolo ad una ammissione dolorosa.

Anche Sereno, un amico di Albino, si rese conto del tormento di Glauco, e quando un giorno venne a conoscenza di un esperimento, che avrebbe potuto consentire di risolvere il problema dei due fratelli, li mise al corrente di questa possibilità.

Una sera di gennaio del 1917 pioggia e fulmini si scatenarono su Ferrara, i gemelli accompagnati da Sereno si recarono verso la deserta piazza Ariostea per effettuare l’esperimento tanto atteso.

Mi fermo qui per non rovinare la sorpresa finale.

Chi conosce Pappalardo, per aver letto i suoi precedenti romanzi gialli, rimarrà spiazzato e stenterà a riconoscerlo perché questo racconto rappresenta una nuova sfida che l’autore affronta con bravura cambiando l’atmosfera e l’ambientazione ed esibendo uno stile diverso dal solito senza però perdere la capacità di creare il mistero che sfocerà nella sorpresa finale.

Un bel racconto lungo che non delude le aspettative.

In attesa del prossimo thriller?

Alberto Zanini

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