Jack lo squartatore Dylan Dog n. 2

Jack lo squartatore

Titolo: “Jack lo squartatore”

 

Anno: 1986

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi

Disegni: Gustavo Trigo

Copertina: Claudio Villa

 

Il secondo numero di Dylan Dog si apre con una seduta spiritica…

Pratica molto diffusa per parlare con i defunti, al giorno d’oggi sembra un’attività obsoleta e superata ma per chi ci crede veramente è una via possibile per contattare l’aldilà.

Ne vedremo molte di sedute spiritiche nel corso del nostro viaggio nel mondo dell’incubo, ma in questa Dylan non è presente. La medium è Sarah Sarandon, che viene subito uccisa dal fantasma di “Jack” da lei evocato nelle prime pagine.

Dylan entra in scena ricevendo un regalo da Graucho… una custodia nuova per il suo clarinetto.

E’ proprio mentre i due si scambiano simpatiche battute che si sente un rumore furtivo proveniente dal corridoio dei mostri… l’inquadratura si sposta e….

A terra c’è una ragazza svenuta… è la figliastra di Sarah,tale Jane Sarandon, custode del museo delle cere, che assume Dylan per indagare su questo fantomatico spettro per scagionarla dai sospetti ricaduti su di lei come unica ereditiera della matrigna. Per Jane tutto è “fantastico”: è fantastico Dylan,è fantastico Bloch è fantastico il suo lavoro…tutto quanto per lei fastidiosamente FANTASTICO!!!

Erano quattro i partecipanti alla seduta spiritica, quattro persone di diversa età e ceto sociale, tutte interessate a scoprire la vera identità dello squartatore che macchiò di sangue le strade della Londra dell’ 800. Il loro destino e le loro vicende le lascio volutamente nell’ombra, sarà curiosità del lettore scoprire il loro vizi e le loro virtù, tanto poi il risultato non cambia… alla fine muoiono tutti quanti.

In questa storia la figura di Jack viene usata come “scusa”, per la solita bramosia di soldi e ricchezza.

Di solito si dice:  “tale madre tale figlia”, ma in questo caso è meglio  dire “tale matrigna tale figliastra” . Non c’è molta differenza tra le due  protagoniste che si servono del fantasma di Jack per arricchirsi. Si scopre infatti che  Sarah più che essere un’abile medium era un’abile imbrogliona che inscenava comparse spettrali per spillare quattrini agli ingenui avventori e ovviamente a compiere la carneficina non è Jack lo Squartatore, né il suo fantasma o un mero imitatore, ma come nel più banale dei casi la figliastra Jane, cliente e amante di Dylan.

Prima di morire a sua volta Jane confessa a Dylan di avere ucciso la matrigna per ereditarne le “sostanziose sostanze” (come le chiama lei) e di aver ucciso tutti per sostenere il mito del famoso assassino, sviando così l’attenzione dalla “povera” orfanella.
Ho usato il termine banale  proprio perchè di questo si tratta… una vicenda di intrecci e misteri  che si risolve in un copione già letto e riletto. L’avidità.Il vero mostro di questa storia non è “Jack the Ripper”, ma il sogno di ricchezza che spinge  Jane ad affondare il bisturi affilato uccidendo anche la sua morale e amor proprio.

Oggi non ci stupiamo nemmeno più di questi comportamenti, ogni giorno da troppi giorni sentiamo notizie di omicidi che si macchiamo con l’inchiostro dei soldi non riuscendo nemmeno più a sorprenderci più di tanto. Questo è il fatto triste e grave allo stesso tempo. La storia di Jane è diventata la nostra normalità, che ormai non interessa più nessuno a meno che non ci colpisca personalmente, voltiamo le pagine dei giornali o i vari notiziari senza dare più il giusto peso a vicende simili che rovinano vite e famiglie delle persone coinvolte . La banalità è entrata nelle nostre vite e ci uccide piano piano; uccide le nostre coscienze, i nostri amori e le nostre esistenze.

 

E per tutto questo viene scomodato una leggenda londinese che si vendica uccidendo l’assassina di turno,o meglio è la sua statua di cera che sciogliendosi per un incendio all’interno del museo cade addosso alla ragazza colpendola a morte.

Dylan assiste inerme alla scena e fra il fumo e le fiamme gli sembra di scorgere la vera faccia di Jack che sparisce nel buio. Mentre scappa per salvarsi si chiede se ha davvero visto la statua dello Squartatore animarsi o se era solo in preda alle allucinazioni.
Mi piace pensare che Jack abbia davvero preso in prestito un corpo di cera per uccidere una stupida ragazzina che , abbagliata da agi e ricchezze ha usato il suo mito per un motivo comune come lo possono essere una manciata di sterline.

Daniele Iannantuoni

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