Storia di un Amore (quando un gatto vola via…)

Storia di un Amore (quando un gatto vola via…)

C’era una volta… no… non è una favola, ma la storia vera di un amore al primo sguardo… lo sguardo che tu bimbo mio adorato hai avuto per me sin dalla prima volta che ti ho visto gironzolare nel cortile in cui abito alla ricerca di un po’ di cibo… avevi paura di tutto e di tutti ma non avevi paura di me. Ti avvicinasti con cautela e io ti misi un po’ di croccantini in una ciotola. La tua gratitudine immediata mi aprì il cuore. I tuoi occhi incontrarono i miei e fu subito amore. Da quel giorno entrasti nella mia vita e nel mio cuore. Da quel giorno, sei tornato puntuale per ricevere cibo e coccole e ti lasciavi accarezzare solo da me e mia figlia. Sei piaciuto subito anche alla micina che già viveva con noi, finchè un giorno ti misi i croccantini in casa e ti ho chiesto di entrare. Non hai avuto nessun timore e sei entrato per divorare il tuo pasto. Da quel momento, sei diventato parte della mia famiglia. Sono diventata la tua mamma innamorata e tu il mio bimbo adorato. Dodici chili di amore incondizionato. Io e te parlavamo e tu mi guardavi con i tuoi occhioni spalancati pieni d’amore e con le tue zampotte mi prendevi la mano e te la portavi sul musetto. Quante coccole ci facevamo, te lo ricordi amore della mamma? Quando veniva sera, ti dicevo “Forza amore, andiamo a nanna!” e tu mi precedevi sulle scale e ti trovavo già nel mio letto. Appena mi coricavo, ti avvicinavi e strusciavi il tuo meraviglioso musetto contro il mio viso, come a volermi dare il bacio della buonanotte e spesso, prendevi la mia mano per portarla sotto la tua testa e ti addormentavi così e io non muovevo un muscolo per non disturbarti ma mi addormentavo accarezzando il tuo manto rosso morbido come una nuvola. Ma un brutto giorno ti trovai disteso a terra, incapace di muoverti; avevi la febbre alta e io ti portai subito in clinica. La diagnosi fu infezione biliare e il diabete. Ma quei meravigliosi medici ti hanno salvato e dopo qualche giorno sei ritornato a casa con noi, piano piano ti sei ripreso anche se abbiamo dovuto iniziare a fare l’insulina due volte al giorno ma la nostra vita è ripresa in modo normale e abbiamo avuto modo di donarci tanto, tantissimo amore. Fino a un paio di settimane fa. Mi alzai dal letto di buon mattino e tu non eri nel mio letto, non eri nel letto di mia figlia ed iniziai a cercarti e a chiamarti. Nemmeno il rumore della bustina del cibo che amavi tanto sortì effetto. Scesi in cucina e ti trovai disorientato; cercavi di nasconderti in un piccolo pertugio e sembrava proprio che tu non riuscissi a capire che ti stava succedendo. Attimi di paura e la corsa dal veterinario. Ipoglicemia acuta fu la diagnosi. In poche ore siamo riusciti a portare la tua glicemia ad un valore normale e speravamo che il peggio fosse passato. Ma da quel giorno, le cose sono cambiate; hai iniziato a mangiare sempre meno e tu che sei sempre stato goloso non avevi più voglia di nulla. Un paio di boccatine e nulla più. Di nuovo in clinica e la diagnosi non ci lasciò scampo. Tumore ai reni. Era la fine. Non hai mangiato nulla per una settimana e non hai mai fatto un lamento, ma nei tuoi occhi c’era una enorme stanchezza e nemmeno le nostre coccole e il nostro amore ti facevano sentire meglio. All’ultima visita i medici ti hanno dato pochi giorni di vita e io ho deciso di fare l’ultimo atto d’amore per te. Non volevo che arrivassi alla fine soffrendo. Questa mattina mi sono svegliata piangendo perchè sapevo che era arrivato il momento. E tu mi hai guardata con amore e sembrava che mi ringraziassi per quello che stavo per fare. Eri stanco di soffrire. Eri talmente debole che non sei riuscito ad arrivare in tempo alla lettiera e non hai nemmeno opposto resistenza quando ti ho messo nel trasportino. Avevi capito che le tue sofferenze stavano per finire e lo hai capito dal grande dolore che provato e dalle lacrime che verso ormai da diversi giorni. Siamo arrivati poco dopo dal veterinario che ti ha fatto una punturina per addormentarti e mentre i tuoi occhi si chiudevano io ti accarezzavo e ti baciavo per farti sentire che ero lì con te. Poi il farmaco che ha fermato il tuo cuore e le tue sofferenze. Io sono straziata per il dolore ma ho evitato di vederti soffrire ulteriormente. Sei volato sul ponte mentre io ti tenevo stretto a me. Il dolore che provo è pazzesco e non riesco a smettere di piangere; tu eri parte della mia famiglia e vivrai per sempre nel nostro cuore. Eri un trovatello spaventato in cerca di cibo e noi ti abbiamo amato da subito. Ti abbiamo dato una casa, buon cibo, le cure necessarie affinchè tu stessi bene e soprattutto tanto amore che tu hai ricambiato ogni giorno della tua vita. Mi mancherai micione mio adorato. Ci mancherai ma noi ti ameremo sempre… dovunque tu sia.

Teresa Breviglieri

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