Seppellimento di Santa Lucia – Caravaggio – Approfondimento

Seppellimento di Santa Lucia – Caravaggio – Approfondimento

L’opera dipinta dal maestro Caravaggio nel 1608, raffigura come si intuisce dal titolo, il momento della sepoltura di Santa Lucia.

Prima di analizzare il dipinto e quello che a lui si collega, vediamo per capire meglio il tutto, di conoscere la Santa a cui il quadro è dedicato.

Siamo nel 283 d.C quando nacque da una ricca famiglia Lucia. Resta presto orfana di padre. Nel tempo, sua madre Eutichia, si ammala e qualsiasi cura sembra vana.

Lucia, devota, la convince ad andare in pellegrinaggio a Catania per pregare Sant’Agata, la quale tomba se toccata, si diceva guarisse i malati.

Arrivarono nella città proprio nel giorno del Santo (5 febbraio), mentre lo si festeggiava.

Giunte davanti alla tomba, si misero a pregare S. Agata che facesse il miracolo.

Qui la tradizione si divide su: chi vuole che Lucia sogni S.Agata che le parla, e chi riporta che la sua fu una vera apparizione.

In tutti i casi, dice a Lucia che non ha bisogno di invocarla perché lei stesa grazie alla sua Fede è in grado di far guarire la madre malata.

Per ringraziare la santa e Dio per la guarigione della madre, Lucia fa voto di verginità e devolve i beni di famiglia ai bisognosi e alle vedove.

Il promesso sposo di Lucia che era di fede pagana, non accetta il gesto della ragazze e la denuncia come cristiana.

L’imperatore Diocleziano al potere dal 284 al 305 d.C., perseguitava ferocemente quanti si professavano di fede cristiana, così Lucia, finì davanti al prefetto Pascasio, il qualele intimò di rinnegare il suo Dio, ma Lucia, sostenendo che Egli era in lei, affrontò la tortura.

Si racconta che Lucia, ffosse immune e qualunque tortura, olio bollente, fiamme vive, non la scalfivano al punto che il prefetto preso dall’ira, la sgozzò con la spada, secondo alcuni addirittura decapitandola.

Era il 13 dicembre 304. Narrano i testi che durante le torture, Lucia predisse l’imminente fine dell’Impero di Diocleziano e la fine delle persecuzioni per i Cristiani, e che da quel momento la città di Siracusa, avrebbe iniziato a venerarla come accadeva nella vicina città di Catania per S’Agata.

E così avvenne.

Il tempo passò e anche noi passiamo andando con un salto nel 1608.

Michelangelo Merisi da Caravaggio, in ottobre, arriva a Siracusa dopo una rocambolesca fuga dal carcere di Malta. Era stato rinchiuso per aver ucciso durante una rissa avvenuta a Roma due anni prima, il 28/05/1606, Ranuccio Tommasoni, in una lite sorda durante una partita a pallacorda.

Curioso il fatto che il corpo della vittima fu sepolto il giorno successivo alla morte nella Rotonda cioè il Pantheon.

Non è ben chiaro il motivo per cui questo individuo che era conosciuto dai più come un rissoso e violento (forse al pari del maestro Caravaggio) abbia trovato sepoltura in quel luogo. Si dice che la motivazione sia da ricercare nel fatto che suo fratello era membro della Polizia di Roma.

 

Il maestro Caravaggio a Siracusa trova riparo ed ospitalità presso un suo amico pittore Mario Minniti (Siracusa 08/12/1577 – novembre 1640). L’ artista è amico del maestro da molto tempo avendo fatto da modello nel quadro: “Fanciullo con canestro di frutti” quando era adolescente.

L’ abilità di Caravaggio è così grande da superare i suoi problemi con la giustizia, viene infatti incaricato dal Senato della città di dipingere la pala d’ altare per la Basilica di Santa Lucia che in quel periodo è interessata da opere di restauro.

Il maestro deciderà dei dipingere un particolare della vita della Santa, ossia il momento della sepoltura. Il nome del quadro è infatti: “Seppellimento di Santa Lucia” è un olio su tela delle dimensioni di 408×300 cm. Lavoro che venne svolto nel giro di pochi mesi.

Era molto importante per la città rivendicare le origini siracusane della Santa le cui reliquie erano finite a Venezia.

Racconta chi scrisse la vita di Lucia che ella fu uccisa e sepolta nelle Catacombe ed è qui che Caravaggio ambienta il suo quadro.

Diciamo innanzitutto che l’opera è posta in verticale per enfatizzare l’ampio spazio vuoto e buio in cui l’azione si svolge.

Lo spazio ha una profondità indistinta, quasi in dissolvimento, con la Santa sdraiata a terra, minuscola rispetto alle figure che la sovrastano.

In questo quadro forse più che in tutti gli altri Caravaggio ha saputo rappresentare la realtà così com’era, senza rendere tutto roseo e perfetto visto che il soggetto era una Santa.

Troviamo infatti rappresentati polvere e sporcizia per rendere l’immagine ancora più reale e drammatica.

Il primo piano, com’ è detto, è occupato da due figure maschili, robuste e muscolose: i becchini che sono impegnati a scavare la fossa dove verrà deposto il corpo della Santa, la quale

presenta una profonda ed evidente ferita da taglio alla gola.

Nel secondo piano c’è la figura del Diacono, che con le mani raccolte in dolente accettazione della

sorte di Lucia, la guarda giacere ai suoi piedi.

Tutto il dipinto è caratterizzato da toni e sfumature brune più o meno chiare.

 

L’unica nota di colore è data proprio dal manto roso del Diacono. Oltre le quattro figure principali (due becchini, la Santa e il Diacono) troviamo ancor più sullo sfondo la gente comune che piange la morte della Santa. È probabile ma non certificato che l’anziana donna in ginocchio straziata dal dolore con le mani alla faccia, possa essere la madre Eutichia. A destra, quasi nascosto dalla figura del becchino, c’è il Vescovo, che dà l’estrema unzione a Lucia.

Tutta l’atmosfera sembra illuminata dalla luce di un fuoco che rischiara la scena. Fonte di luce che effettivamente sarà stata quella usata nel momento della sepoltura.

Di seguito mettiamo le foto di alcuni dettagli del capolavoro del maestro Caravaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Lucia

Per chi volesse vedere l’opera che, a causa dell’umidità del posto in cui era esposta, ha subito diversi restauri, può trovarla finalmente protetta dagli agenti esterni, posizionata all’ interno di una teca climatizzata in acciaio e vetro antiproiettile che le permette di essere costantemente ammirata nell’Altare Maggiore della Chiesa per la quale era stata originariamente destinata, ossia presso la Basilica Santa Lucia al Sepolcro in Piazza Santa Lucia a Siracusa con il seguente orario:

feriale: 09.00-12.00

16.30-19.00

festivi: 08.00-12.00

16.30-20.00

chiusa giovedì mattina.

È possibile contattare la parrocchia al 0931.67946

Dalla vita della santa che abbiamo descritto all’inizio dell’articolo si capisce perché nella festa di S. Lucia si portino i doni ai bambini…

Segnaliamo anche che la santa in questione è quella che parlerà con Beatrice nel Paradiso affinché interceda per Dante smarrito nella selva, ma questa è un’altra storia….

Sandra Pauletto

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