Miserere – attentato in Vaticano di Vito Bruschini – Recensione

Miserere – attentato in Vaticano di Vito Bruschini

miserereGiornalista, sceneggiatore, regista, scrittore. La nuova fatica di Vito Bruschini, eclettico artista autore di affascinanti romanzi-verità ed inchieste giornalistiche di alto livello, è ora sulla scena letteraria. Miserere – attentato in Vaticano, è un thriller ad alto tasso di tensione, giocato su un’ amalgama sapiente di fatti storici e mezze verità.

La trama si apre nel non troppo lontano 1983. Il mondo politico è in fermento: si teme un attacco nucleare, ma nessuno sa con certezza dove e quando potrebbe verificarsi. Nel frattempo, Papa Giovanni Paolo II, reduce da un attentato che gli è quasi costato la vita, si reca in Polonia per tenere un lungo discorso agli operai fiaccati dal governo filosovietico e dal regime comunista che non molla la presa.

Finanzia il sindacato polacco e incita alla rivolta.

Il KGB decide allora di organizzare un secondo attentato per togliere di torno una volta per tutte questa figura troppo scomoda.

Per attuare questo difficilissimo compito, viene scelto Gregory Borislav, un giovane Specnaz in pensione forzata che sta combattendo contro lo spettro della depressione.

Gregory prende il nome in codice di Miserere e comincia a pianificare la sua missione nei minimi dettagli, intrecciando rapporti con personaggi che, inconsapevolmente, lo aiuteranno nel percorso verso la meta finale.

Parallelamente seguiamo la storia di suo nipote Lyosha, anche lui entrato negli Specnaz per vendicarsi dell’uomo che ha assassinato suo padre qualche anno prima.

Intorno alla vicenda principale, si assiste a una sfilata di personaggi credibili, ben delineati, dalla personalità curata fino al dettaglio.

Il lettore non ha che da mettersi comodo e godersi lo spettacolo.

Si viaggia con Miserere, si prendono accordi assistendo alle sue magnifiche capacità diplomatiche, si finisce per affezionarsi a lui nonostante sia in procinto di compiere un gesto terribile, che potrebbe cambiare per sempre le sorti dell’umanità.

Si legge di cronache reali, eppure si ha sempre la sensazione di essere vittime di una scaltra macchinazione distopica dell’autore, che ha il pregio di mescolare realtà e fantasia senza perdere, nemmeno per un istante, il filo di una trama lucida, cruda, serrata, terribile e allo stesso tempo affascinante.

E’ una godibilissima lettura, degna delle migliori storie di spionaggio dei nostri tempi.

Anche stavolta Vito Bruschini non delude i suoi lettori che son sempre alla ricerca di storie che fanno riflettere e dove è difficile scindere la possibile realtà dalla sicura fantasia

Per assaporare questo impeccabile lavoro, basta citare l’incipit: “Il 1983 fu l’anno in cui il mondo sfiorò l’olocausto nucleare. […] Se il mondo di oggi è quello che è, lo dobbiamo alle scelte del misterioso killer dal nome in codice: Miserere.

Didi Agostini

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