Jackie – Il film biografico di Larraìn ci consegna una Natalie Portman da Oscar.

Jackie

 

Anno: 2016

Titolo originale: Jackie

Paese di produzione: USA, Cile, Francia

Genere: drammatico, biografico

Regia: Pablo Larraìn

Produttore: Darren Aronofsky, Juan De Dios Larraìn, Mickey Liddell, Scott Franklin, Ari Handel

Cast: Natalie Portman, Peter Sarsgaard, Greta Gerwig, Billy Crudup, John Hurt, Max Casella, Beth Grant, John Carroll Lynch, Sunnie Pelant, Caspar Phillipson

 

Jacqueline Bouvier piange al ricordo di un glorioso passato. Quello di una maestosa “Camelot” al fianco dei figli e dell’amato marito presidente degli Stati Uniti d’America.

Jackie sta per essere intervistata a casa sua in merito alla morte di John Fitzgerald Kennedy. Il suo viso asciugato, il suo sguardo ancora segnato dalla perdita, la sigaretta sempre presente tra le labbra.
Così Pablo Larraìn ci introduce nella sua visita tra i meandri del fatto storico, mettendo da subito in luce lo scrupoloso sadismo con il quale il giornalista cerca di estrapolare dalla vedova dettagli sul cruento accaduto; anche se alla fine, dopo essere stato spietato, elargirà grandi ossequi per Kennedy. La prospettiva utilizzata dal regista cileno è del tutto inedita. Jackie è il ritratto di una donna affranta, innamorata e decisa a fare qualsiasi cosa per garantire al marito un funerale degno del suo nome. Natalie Portman, straordinaria e assolutamente meritevole dell’Oscar a cui è stata candidata, si immerge completamente nella parte sdoppiandosi all’occorrenza: la consueta Jackie è seria, quasi imperturbabile, una vera matrona aristocratica; quando finisce davanti alle telecamere deve sforzare il sorriso, ma una volta fatto è come se scendesse al livello dei comuni mortali, mostrando la gentilezza e la fragilità di una donna di casa qualunque; infine il suo atteggiamento nei confronti della stampa, che non smentisce la sua compostezza e ne evidenzia l’intelligenza, negando determinate informazioni come una giornalista, quale è stata, farebbe. Jackie è di fatto Natalie Portman, mentre gli attori e le attrici intorno a lei fungono da ausiliari, lasciando che sia l’attrice israeliana a sorreggere tutta la pellicola. Larraìn comunque dimostra di saperci fare. Con scorrevolezza infatti riesce ad affrontare uno sviluppo basato su quattro piani narrativi che alla fine coincidono nello stesso attimo, ma si propongono di affrontare il percorso da punti differenti: quello legale, quello politico, quello più solenne e quello religioso, in cui assistiamo al canto del cigno dell’immenso John Hurt. Jacqueline Bouvier attraversa stoicamente con i tacchi il fango del cimitero per pretendere una zona isolata dove seppellire Kennedy e risolutamente ottiene un corteo funebre che attraversi la città. Genesi di un sospettato, Lee Oswald, assassinato alla condanna, inizio della trama poco chiara che accompagnò il mistero della morte del colossale presidente americano.

Jackie, una monumentale Natalie Portman.

La fotografia di Jackie, notevole ed inquadrata dalla pellicola filigranata è l’emblema di un film studiato nel minimo dettaglio visivo, dove i filmati di repertorio arricchiscono e donano a tratti un taglio documentaristico, anche se la fiction fedelmente realista domina. Altro dettaglio di assoluto rilievo sono le musiche, profonde, inquietanti ed a tratti volutamente stonate. Quando il velo nero si agita sul volto di Jackie, al vento di una giornata grigia, e la macchina da presa riprende nella sua interezza la bara, i brividi sono inevitabili. Sotto questo punto di vista sono presenti momenti di un’intensità incredibile, dovuti anche all’abilità di Larraìn di ampliare le scene affidandole solo all’accompagnamento degli archi.

In questo eccellente dipinto catturato alla perfezione dalla macchina del tempo si scorge ogni tanto qualche caduta di ritmo, in passaggi non facilissimi da digerire. Tutto alla fine sta nel capire se una visione alternativa come questa possa anche suscitare interesse, considerato l’aspetto ben più intrigante affrontato dal vecchio JFK – Un Caso Ancora Aperto di Oliver Stone. Jackie si occupa della tematica in modo autobiografico al cento per cento, proponendo la prospettiva della sua protagonista, in maniera sicuramente fedele ma incentrando tutto sull’emotività. Per la performance di Natalie Portman sicuramente merita di essere visto, per il resto prendere o lasciare.

Zanini Marco

 

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