H.P. Lovecraft – Intervista Impossibile di Teresa Breviglieri

LovecraftNon è male Rhode Island amici e amiche. Peraltro oggi è una bella giornata di sole. Ecco un bar. Ho assolutamente bisogno di bere qualcosa mentre aspetto. Ehhh amici, oggi il mio ospite è un personaggio molto particolare. Provate ad indovinare. Se vi dico Cthulhu chi vi viene in mente? Braviiiiii.. eccolo che sta arrivando a piedi e stranamente sorridente. Sì amici e amiche… sto per intervistare Howard Phillips Lovecraft. Wow eccolo che si avvicina al mio tavolo.
Lovecraft: Carissima eccomi qua; ti prego vivamente di scusare il mio enorme ritardo, ma mi sono soffermato un poco per le strade… ricordi di gioventù. (sorride)

Io: Nessun problema Howard. Stavo sorseggiando una bibita fresca nell’attesa. Oggi è caldo direi.

Lovecrat: Vero cara Teresa; è caldo come il giorno che sono nato.

Io: Giusto caro… il 20 agosto… sei un Leone.. io sono nata il 16 sai… Leonessa (mi inorgoglisco un po’ dato che siamo entrambi dello stesso segno zodiacale). Passo subito a fargli la prima domanda. Come è stata la tua infanzia Howard?

Lovecraft: Diciamo subito che non ho potuto avere una famiglia “normale”. Mio padre morì quando io avevo tre anni; sono stato cresciuto da mia madre, due zie e da mio nonno Whipple Van Buren, uomo che io ammiravo tantissimo e al quale volevo un bene dell’anima. Posso dire che ha sostituito egregiamente la figura di mio padre. E fu proprio lui che fece in modo che io mi interessassi ai racconti soprannaturali; sai Teresa, mi leggeva spesso classici della narrativa gotica che in un certo qual modo fu la causa dei miei incubi.

Io: Quale è stato il tuo primo amore letterario?

Howard: Sicuramente “Le mille e una notte” e subito dopo L’Iliade e l’Odissea.
Io: Si dice che eri un bambino prodigio…

Lovecraft: Credo di sì date le circostanze. A otto anni ho iniziato a studiare chimica e astronomia ed iniziai a produrre due pubblicazioni amatoriali: “the scientific gazette” e “the Providence Sunday Journal”

Io: so che la tua adolescenza è stata difficile però.

Lovecraft: Purtroppo nel 1904, la morte di mio nonno ci diede molti problemi economici e ci dovemmo trasferire in un quartiere molto povero. E io lì caddi in depressione; mi salvò soltanto la mia passione per gli studi.

Io: parliamo un po’ delle tue opere Howard.

Lovecraft: Da dove inizio Teresa? Dal Necronomicon? O da Cthulhu? Da lassù leggo il vostro gergo attuale e si dice che Cthulhu prefigura la successiva evoluzione delle tematiche narrative verso il “Cosmicism”….In realtà sono legato ad ogni racconto che ho scritto anche se non mi hanno mai reso ricco. Ma ne vado orgoglioso, visto che nonostante siano passati tanti anni, ancora sono sulla bocca di tutti. Se questo fosse successo all’epoca, sarei diventato ricco ahahahahah 😀
Ridiamo insieme perchè effettivamente quello che ha detto è assolutamente vero.

Io: Ammetto di non averli letti tutti i tuoi libri Howard, ma ne ho letto una buona parte. Mi ha molto colpita “Dagon”

Lovecraft: ah sì cara. Quel racconto l’ho pubblicato nel 1919. Anche il film che hanno girato non è male anche se ha qualche incongruenza, ma l’ho apprezzato.

Io: D’altra parte Howard, si sa che è quasi impossibile rendere i film identici ai libri

Lovecraft: Verissimo Teresa. Ops, cara si è fatto tardi… devo proprio scappare. Ti ringrazio moltissimo di avermi fatto questa bella intervista. Spero piacerà ai tuoi lettori.

Io: beh Howard, considerata l’ammirazione che ha la gente per te, credo proprio che soddisferò i palati più esigenti.

Howard mi fa un gran sorriso, cosa inusuale dato il suo carattere da vivo, mi abbraccia e mi da un sonoro bacio sulla guancia. Resta pure seduta qui a sorseggiare la tua bibita cara Teresa. Io vado, prima che vengano a cercarmi. Esce dalla porta in modo quasi etereo e sparisce. Mi risiedo mentre dal nulla, appare sul tavolino una bellissima rosa bianca. La annuso, pensando a quello stranissimo e particolare personaggio che resterà sempre nella nostra memoria.

Teresa Breviglieri

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