L’UOMO DELLA NEBBIA racconto di Teresa Breviglieri

L’UOMO DELLA NEBBIA

Ferrara è notoriamente una città umida e nebbiosa. L’uomo della nebbia la scelse per questo . Avrebbe potuto aggirarsi indisturbato per le vie caratteristiche senza essere notato da nessuno. Avrebbe potuto scegliere le sue vittime, senza provocare panico, senza che la gente sospettasse nulla. Si era risvegliato dal suo lungo sonno, con una grande fame. Aveva guardato la mappa e fra le tante città nebbiose aveva scelto. E in un tempo brevissimo, era arrivato lì. Ed ora camminava lentamente per le stradine strette e meno frequentate. I suoi passi erano pesanti. Era debole e stanco. Il viaggio lo aveva debilitato molto. Il suo appetito aumentava a dismisura. Era il momento. Ora avrebbe scelto la sua vittima.

Maria uscì dal suo piccolo negozio di articoli per sartoria. Lo aveva ereditato dalla madre e con orgoglio, continuava a gestirlo con professionalità e amore. Chiuse a chiave la piccola porta che non aveva mai voluto cambiare. A lei piaceva così. Rabbrividì. Ormai cominciava a far freddo. “Brr, novembre, sei il più brutto mese dell’anno”. Disse fra sé e sé. Si incamminò in mezzo alla nebbia. La visibilità era scarsa, era buio, e i lampioni, ormai vecchi come la città, male illuminavano la strada acciottolata. Era ansiosa di arrivare a casa, quella sera non si sentiva per nulla tranquilla anche se non ne sapeva il motivo. Il suo appartamento, fortunatamente era poco distante dal suo piccolo negozio. Mentre camminava, continuava a guardarsi intorno con circospezione. Si sentiva osservata, ma pur girandosi in continuazione, non vedeva nessuno che la potesse seguire.

L’uomo della nebbia, osservò quel viso dolce e buono che ispirava fiducia. Era una vittima ideale per il suo pasto. Gli avrebbe dato nutrimento per altri cent’anni. La bontà d’animo che albergava in quella ragazza, avrebbe soddisfatto il suo appetito, lo avrebbe sicuramente deliziato, dandogli quel benessere che lo avrebbe calmato per lungo tempo. Camminava dietro di lei con fatica. Si stava indebolendo troppo, doveva assolutamente passare all’azione. Lei era bella, buona e appetitosa. Non sarebbe stato per niente facile convincerla a darsi a lui, in modo che da poter assorbire la sua energia per sfamarsi e poter tornare a dormire per altri cento anni satollo e soddisfatto.

nebbia

Maria infilò la chiave nella serratura troppo velocemente. Tremava per il freddo e le chiavi le scivolarono di mano e caddero a terra. “ Tenga signorina… le sue chiavi”. Maria trasalì spaventata, si girò e quando guardò quell’uomo negli occhi ebbe un tuffo al cuore. Erano come di ghiaccio, penetranti e di un azzurro così intenso che faceva quasi male. “Grazie, mi scusi se mi sono spaventata, ma non l’avevo proprio sentita arrivare”. Le morì la voce in gola. Lui era bello da togliere il fiato. “ Mi perdoni la prego”, e molto cautamente, le prese la mano e la sfiorò con un finto bacio, come un antico cavaliere. L’uomo della nebbia ormai era sicuro di essere entrato nella sua mente e nella sua anima e già pregustava il suo pasto. Senza dire altre parole lei, come in una sorta di trance, aprì e lo fece entrare. Lui chiuse la porta dietro di sé. Ora sarebbe stata sua. Lei restò in piedi a guardarlo. Non riusciva a muoversi. Era rapita dai suoi occhi, così belli e terribilmente spaventosi. “Maria, ora ti darai a me per saziarmi?”. Lei non parlò. Per tutta risposta, allungò il viso verso di lui, ma subito si ritrasse. Lo fece d’istinto appena vide il quadro dietro le spalle dell’uomo della nebbia. Le era stato lasciato dalla madre, che prima di morire le disse di conservarlo e che al momento giusto, sarebbe stato la sua salvezza. La madre le disse anche che sperava che non le sarebbe mai servito. Maria le avrebbe voluto chiedere il significato delle sue parole, ma non ne aveva avuto il tempo, perché la donna era spirata subito dopo aver detto quelle cose strane. “ Non ora, non è il momento” disse Maria con un filo di voce, sforzandosi disperatamente di distogliere gli occhi da quello sguardo così penetrante. L’uomo della nebbia la guardò stranito. Non si aspettava quella reazione, ormai era sicuro di averla in pugno. “ Fra un momento” disse lei e non senza fatica si allontanò da lui, si avvicinò al quadro con un minimo di naturalezza, lo staccò dal muro, lo girò e dietro vi trovò un coltello stranissimo. Dentellato ma a forma di mezza luna. In quel momento capì cosa doveva fare. Gli si avventò contro talmente in fretta che l’uomo non ebbe nemmeno il tempo di muoversi. Gli piantò il coltello in fronte, ma non sgorgò sangue, solo nebbia. Lui cadde, lei gli saltò sopra e gli diede un lungo bacio, prosciugandolo completamente.

Maria, avvolta dalla nebbia si sentì sazia e carica di energia. Si asciugò la bocca e sorrise. Ora poteva riposare. Per altri cento anni.

 Teresa Breviglieri

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