Slander – Calunnia (EP) – Recensione musica

Slander – Calunnia (EP)

 

Anno: 2017

Provenienza: Italia

Genere: thrashcore/ crossover

Membri: Sam, Kafka, Teo, Leo, Jerk

Casa discografica: F. O. A. D. Records

 

  1. Drown
  2. Numbers
  3. Stoned Age (Feat. Dj Craim)
  4. Loath
  5. Lamento Nero II (Feat. Gully)
  6. Ultima Fobia

 

Venezia. Una città in cui l’hardcore palpita e scalpita nelle vene e nei cuori della sua organizzazione Venezia Hardcore, sempre attiva a coordinare i talenti locali ed a buttare in piedi annualmente il Venezia Hardcore Fest. Poteva una città del genere non tirare fuori un gruppo valido come gli Slander? No, praticamente impossibile. E infatti eccoli qui. Sono sfrontati, sono incazzati, si divertono, amano l’hardcore ma, cosa più importante, non si fermano davanti alle apparenze. Ciò che hanno proposto fino a questo punto (tre EP e uno split) lascia ben sperare per il futuro; voi intanto nel caso non lo sappiate andatevi a beccare sul loro bandcamp quello che hanno fatto. Ora però parliamo del loro ultimo parto, fresco fresco, cioè Calunnia. I veneziani mettono subito le cose in chiaro: abbiamo i suoni vecchia scuola, ci piace l’hardcore ma non ce ne frega un cazzo di essere tradizionalisti, perciò largo spazio alle contaminazioni. Già di per se questo è un atteggiamento che denota coraggio e personalità. Drown infatti è un saggio di uno stile che attraversa le decadi con agilità, attraverso sonorità solide e ritmi a cavallo fra anni ’80 e ’90, a partire dal thrashcore fino al crossover più “pop”. Nella sua semplicità un gioiello.

Siamo solo all’inizio. Numbers si apre addirittura con un blast – beat (o la sua parodia) che coglie alla sprovvista per ripiegare poi su un classico tupa – tupa. Anche se è immediato avvertire assonanze stilistiche ai Municipal Waste nella voce e nella musica, lo stop e ripartenza con riff di chitarra loschissimo e il conseguente rock’n roll pesante e cadenzato possono far gridare al miracolo. Dopo un episodio se vogliamo più canonico il quintetto si getta nuovamente sulla duttilità producendosi in impennate nu – metal e chitarre serpeggianti che sottolineano un cantato ai confini col rap. Sotto le partiture metalliche emerge il piatto di Dj Craim che scatena immediati ricordi nostalgici dei grandi Linkin Park che furono. Niente che possa essere eguagliato dalla breve e poco incisiva Loath. Un esercizio ad alta velocità che dice poco in mezzo a cotanta creatività.

slandervenice.bandcamp.com/album/calunnia

Lamento Nero II in questo senso è uno dei momenti chiave dell’EP. La collaborazione con il rapper Gully sancisce ancora di più la vicinanza con il nu – metal di Hybrid Theory. Il clima, quasi apocalittico, creato dalle chitarre cupe e pesanti e il rap solenne e monocorde arrivano a creare un’atmosfera grandiosa, che purtroppo viene stroncato dopo 1 minuto e 10 secondi. Esperimento interessantissimo, ma che solo maggiore corpo avrebbe potuto trasformare in capolavoro. Messaggio per il futuro: approfondiamo maggiormente queste influenze!

Ultima Fobia, traccia conclusiva, si apre con un riff pesante da capogiro che riporta gli Slander alla scuola thrashcore di Iron Reagan e Insanity Alert, ma senza dimenticare i fraseggi e i richiami a sonorità più trasversali ed orecchiabili. Il martirio apocalittico si chiude bruscamente dopo 2 minuti per poi tornare improvvisamente a 4 minuti e 20 secondi circa con una traccia fantasma. Come ciliegina sulla torta di un viaggio musicale variegato e capace di prendere da diverse correnti in maniera efficace e brillante, i nostri citano con noncuranza i Nirvana rielaborandone Breed. Un epilogo coerente ed eclettico quindi, per un gruppo che se ne fotte delle mode ma che per attitudine e sicurezza punta dritto a crearsene una propria. Spero vivamente che questi ragazzi continuino ad esplorare le loro influenze con un disco vero e proprio e più ricco. Il futuro dell’hardcore è qui.

Voto: 9

Zanini Marco

 

 

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3 thoughts on “Slander – Calunnia (EP) – Recensione musica

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