Si Muore Tutti Democristiani – Ritratto completo di una triste sinistra.

Si Muore Tutti Democristiani

Anno: 2017

Paese di produzione: Italia

Genere: commedia, satira

Regia: Il Terzo Segreto Di Satira

Produttore: Beppe Caschetto

Cast: Walter Leonardi, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi, Valentina Lodovini, Renato Avallone, Martina De Santis, Brenda Lodigiani, Francesco Mandelli, Claudio Potenza, Augusto Zucchi, Fulvio Falzarano, Paolo Rossi, Lucia Vasini, Alessandro Betti, Germano Lanzoni, Cochi Ponzoni, Alberto Astorri, Giulia Briata, Cecilia Campani, Eleonora Russo, Luciano Scarpa, Valerio Scarpa, Valerio Airò

Enrico, Fabrizio e Stefano sono tre registi di documentari socialmente impegnati, che pubblicano attraverso la loro piccola casa di produzione. Essendo un’attività per nulla redditizia si arrangiano con dei lavoretti, come la realizzazione di spot pubblicitari e le riprese ai matrimoni. Un giorno però, Chiamenti, un giovane e facoltoso imprenditore della Milano bene, gli chiede di filmare un video per Africando, un’importante ente che si occupa di accoglienza e sostegno per gli immigrati. La proposta è ad alto incasso perciò i tre accettano e festeggiano. Qualche giorno dopo però i giornali parlano del grande inganno di Africando e del suo proprietario, che pare utilizzi i soldi ricevuti dalle fonti europee per i propri interessi.

Si Muori Tutti Democristiani è l’esordio alla regia del collettivo Il Terzo Segreto Di Satira; gruppo composto da cinque registi di Milano provenienti dalla Civica Scuola di Cinema e già fattosi notare su Youtube con il video Il Favoloso Mondo Di Pisapie.

Inscenando una storia che ha già dell’autobiografico, i cinque cineasti ci parlano senza paura dell’essere comunisti italiani oggi. Fulgido esempio di una sinistra disillusa e a tinte fosche compaiono numerose verità del nostro panorama culturale. Tra gli interessati, Enrico all’inizio è quello più titubante e deciso a rimanere ancorato ai suoi ideali, ma poi, attratto dal Dio denaro, da una sua personale interpretazione ai consigli, agli incubi e alle visioni che lo tormentano. Fabrizio è il più ambiguo di tutti con il suo essere così passivo e distante dalla posizione che dice di rappresentare, a cui preferisce una vita sicura con la figlia di un grande mobiliere, con cui per altro non va d’accordo per niente. Stefano sembra quello più riservato ed emarginato, ma anche nel suo caso emerge la mancanza di forza di una fazione politica che forse, nella sua generazione, di forza non ne ha mai avuta veramente.

Stefano, Fabrizio e Enrico festeggiano con i “famosi” bruscotti di Chiamenti.

A questo punto il film potrebbe occuparsi unicamente degli scambi di umore dei tre personaggi e invece, con un grande rovescio di sceneggiatura, Il Terzo Segreto Di Satira, decide di infarcire la storia con situazioni di forte ironia e satira che scorrono potenti ed accattivanti come le vignette di Altan. Si può discutere sul fatto che in questo modo il fulcro fondamentale venga messo per un attimo da parte, ma a mio parere Si Muore Tutti Democristiani è riuscitissimo proprio per questa sua moltitudine di episodi sempre intelligenti, accusatori e comunicanti tra loro. Senza tralasciare una fotografia essenziale, ma che nella sua qualità finalmente rende giustizia al fascino maestoso e metropolitano di Milano. Per non parlare del cast ben assortito, in cui spunta anche, in una piccola parte, il nostro piacentino Valerio Airò! Ecco quindi i sindacati, scandalizzati dall’idea di uno spot per il 25 Aprile dove dovrebbe vedersi un Quarto Stato composto da coppie etereo e gay, con figli in braccio (momenti scanditi da un fantastico Paolo Rossi). Tristemente rivelatoria ma verissima l’avventura di Stefano, partito per il G8 di Genova come determinato manifestante, ma piegato dagli amici (e soprattutto da una ragazza) a preferire il mare di Sestri. “Cazzo, siete tornati abbronzati!” gli rinfaccia dopo anni la sorella.

Addirittura inquietante il sogno di Enrico, epifania del prossimo traguardo economico e sociale, giustamente reiterato ed ossessivo; tutto per colpa di uno stupido ombrello elegante al 50% di sconto preferito a quello del venditore ambulante da 5 euro. In ogni modo è di una sinistra combattuta tra il voler essere ancora autentica e un bisogno nascosto di uscire dal seminato. Perchè come dice la moglie di Enrico :“E’ giusto ogni tanto togliersi qualche sfizio, ora soprattutto che si hanno più soldi.”, ma qual’è il confine etico con cui bisogna confrontarsi? Forse l’abbiamo perso o forse siamo tutti troppo preoccupati e perciò vogliamo dare maggior comfort e sicurezza ai nostri figli, quindi all’aeroporto continuiamo a far avvolgere le nostre valigie da innumerevoli e consolatori strati di plastica. Finchè questi non ci separino.

Zanini Marco

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