L’appuntamento – Racconto breve di Sandra Pauletto

Racconto breve: L’appuntamento

i gufi narranti

Ci avete mai fatto caso? Le cose più strane succedono quando sei da solo e non c’è nessuno che possa confermare la tua versione per folle che sia. Era da un po’ di tempo che ricevevo delle chiamate al cellulare da un numero riservato. Per qualche giorno ho lasciato squillare (mi infastidisce chi non si fa riconoscere) ma poi siccome aveva cominciato a chiamare ogni cinque minuti alla fine ho risposto.”Finalmente” mi disse una voce seccata “Lo sa che la stiamo aspettando già da due settimane? Si può sapere perché non è venuto?”.

Ero spaesato, non sapevo chi fosse ne soprattutto chi mi stesse aspettando, cercai di avere spiegazioni ma dall’altra parte continuò: “La prego, ci ha già fatto perdere troppo tempo non cominci pure lei con le solite domande, è da tempo che sapeva che doveva venire da noi e questo suo ritardo ci ha fatto davvero perdere la pazienza. Si può sapere dov’era giovedì scorso alle 17?”. Ci pensai un attimo sempre più confuso e risposi: “A casa credo, non mi sentivo tanto bene”. “Poverino, non si sentiva bene” mi fece scherno la voce sconosciuta. “Oggi come sta? Dov’è ora?”. “Oggi sto bene, sono in città all’angolo con Piazza Garibaldi”. “Benissimo” mi disse “l’aspettiamo tra un quarto d’ora esatto in via del Salice, mi raccomando sia puntuale questa volta.” “Senta” dissi cercando di mantenere calma la voce “sono sicuro che state sbagliando persona perché non vi conosco. Verrò all’appuntamento solo per risolvere subito questo fastidioso equivoco.”

La telefonata si concluse così, guardai l’orologio segnava le 18. Ero estremamente curioso di vedere chi diavolo fosse, perché per quanto mi sforzassi non mi veniva in mente, nessun appuntamento saltato. Così, preso dai miei pensieri, sbagliai strada, appena me ne accorsi accelerai il passo. Erano esattamente le 18.15 ma ormai ero arrivato dovevo solo attraversare la strada. Lo feci in un modo così imprudente, che mi accorsi solo all’ultimo momento dell’auto che stava arrivando a velocità eccessiva. “E’ stato puntuale questa volta” mi disse un uomo vestito di scuro, “di un tempismo perfetto io stesso non avrei saputo far di meglio.” “Ma..” balbettai “come ho fatto a schivare quella macchina l’ho vista così…. all’ultimo secondo …”.

“Schivare?!? ma sta scherzando! Non voleva mica mancare di nuovo all’appuntamento?

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