Into Darkness – First Encounters (Demo) – Il death metal astrale di Doomed Warrior.

Into Darkness – First Encounters (Demo)

Anno: 2018

Paese di provenienza: Italia

Genere: death metal

Membri: Doomed Warrior – chitarre, voci, batteria, basso

Casa discografica: Unholy Domain Records

  1. Eta Carinae
  2. Tales From An H II Region
  3. The Flame’s Masquerade (Her Sun Is The Moon) (Pentacle cover)

A proposito di primi incontri, quelli con gli Into Darkness sono stati folgoranti. Non sono uno che parla a vanvera. Il capostipite demo omonimo, quando uscì, stazionò nel mio stereo e sulla mia macchina molto, molto spesso; fino a che non mi si sono fritte le casse in pratica. I quasi nove minuti della prima traccia, sempre omonima, mi colpirono e mi sono rimasti impressi fino ad oggi. C’è soprattutto quella lunga introduzione estremamente doom ed epica, da pelle d’oca, con dei suoni stratosferici, che mi fece dire: “Cazzo, questo è death metal, ma suonato con gusto, con cognizione di causa. Mica come i soliti cazzo di gruppi che si accontentano di sbarellare blast beat, tupa tupa e riff cacofonici ed incasinati.”

In questo caso, tra parentesi, si parla anche di band che hanno molta più fama di Into Darkness, inspiegabilmente; ma come si sa il Mondo è un posto misterioso. Il prosieguo della scaletta di quel demo primigenio, composto da quattro pezzi, si attestava fino alla fine su livelli compositivi invidiabili ed ogni canzone era persino riconoscibile! Si può dire che trovasse tutta la sua forza comunicativa nella scelta dei riff. Ora, qualche anno è passato e di cose ne sono successe. Addirittura quello che dapprima era un gruppo di tre persone, adesso si è ridotto ad essere il progetto di una sola donna, Doomed Warrior, che ha deciso di suonarsi tutto piuttosto che buttare dentro. Che dire? Musicalmente nulla è cambiato. La voce abrasiva e mortuaria di Doomed Warrior è sempre quella e fa’ sempre la sua porca figura, i riff sono sempre ben distinguibili, senza preoccuparsi di troppi voli pindarici e peripezie tecniche e tutto fila liscio, lineare, con una consapevolezza che non tutti i gruppi hanno (fattispecie paragonati ad un’entità rappresentata da una persona). L’unica cosa che si può recriminare all’evoluzione di Into Darkness, dopo sette anni di attività, è la mancanza di un album su lunga distanza, ma ho ragione di credere che non si siano verificati i presupposti favorevoli (purtroppo il Mondo oltre ad essere misterioso è anche una merda). Vi accorgerete voi stessi ascoltando Eta Carinae con il suo corpo roccioso, stentoreo, quasi epico, di quanto meriti l’acquisto anche questo ultimo demo. Una lezione di efficacia e potenza attraverso le suggestive chitarre ribassate un po’ Obituary e un po’ Into Darkness (!). Ogni riff è ben assortito ed è dove deve stare. Conclude il trittico una cover registrata dal vivo di The Flame’s Masquerade (Her Sun Is The Moon) del gruppo culto Pentacle, ben eseguita!

Aspetto nuovamente Into Darkness per emozionarmi ancora come sei anni fa. Magari stavolta con un disco lungo!

Voto: 10

Zanini Marco

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