Cryptic Brood – Brain Eater – Recensione musica

Cryptic Brood – Brain Eater

 

Anno: 2017

Provenienza: Germania

Genere: deathdoom

Membri: Steffen Brandes – batteria e voce; Michael Lehner – chitarra e voce; Dennis Butzke – voce e basso

Casa discografica: Xtreem Music

 

  1. A Box Full Of Bones
  2. Slurping Reeking Slime
  3. Urban Coffin
  4. Corroded Remains
  5. Maggot – Infested Flesh
  6. Ridden With Dementia
  7. Gorging Severed Pieces
  8. Brain Eater
  9. Until It Starts To Rot

 

Fieri portabandiera di un death metal marcio e viscerale, i Cryptic Brood vengono da Wolfsburg per ricordarci la lezione impartita da Autopsy e Death del periodo Scream Bloody Gore. Brain Eater è il loro debutto sulla lunga distanza, dopo una serie di EP, split e demo che li ha permesso di ritagliarsi un piccolo spazio in una scena decisamente florida, al cospetto dei più noti Chapel Of Disease. A Box Full Of Bones fornisce tutte le caratteristiche dello stile dei Cryptic Brood. Una corsa al massacro che svanisce in un putrido rallentamento fatto di chitarre inesorabilmente putrescenti e di una voce marcia e catacombale. Il linguaggio utilizzato dai nostri si rifà indubbiamente ai maestri Carcass, quando scandalizzavano tutti con il loro grind ad alto contenuto gore. La traccia seguente infatti si intitola Slurping Reeking Slime. Partiture profondamente doom e urla disperate ci afferrano per trascinarci in un’escursione nelle paludi fetide del death metal. Nel finale i tedeschi cambiano registro con un’improvvisa accelerazione ci batteria arrembante. Sono comunque le parti più lente a riempire i solchi di Brain Eater, come la sulfurea ed estesa parte strumentale di Urban Coffin. Un lamento che viene dritto dagli inferi.

crypticbrood.bandcamp.com/album/brain-eater

Corroded Remains è l’episodio meno riuscito del disco, in cui l’andamento è fin troppo lento e noioso. Maggot Infested – Flesh invece, nonostante i 2 minuti scarsi di durata, funziona nel suo concitato e condensato delirio. Con Ridden With Dementia si assiste al momento più veloce del lotto, che emerge facilmente in questo marasma di spietata pesantezza. Al di là di questo è un ottimo esercizio che ad un certo punto torna comunque sui pantani melmosi a cui i Cryptic Brood ci hanno abituati. Il tutto sempre con ottimi risultati e una copiosa dose di riff funerei. Gorging Severed Pieces dimostra che i tre di Wolfsburg non sono solo dei demoni marci provenuti da qualche girone infernale, ma che sanno anche alternare in maniera egregia parti più veloci e lente senza quella sistematicità, comunque funzionale, usata fino a questo punto. In maniera fluida Gorging Severed Pieces ci colpisce, ci tortura, ci sbatte in gabbia e ci lascia lì a morire. Brain Eater, in quanto traccia che da il titolo al disco, non delude e si avventa sull’ascoltatore con un giro di chitarra inquietante e malato, di chiara derivazione Death. Eccellente. La mattanza si chiude con Until It Starts To Rot, una cavalcata massacrante e mortifera.

Con poco affetto e molta malvagità, i Cryptic Brood ci fanno ciao con la manina, probabilmente da qualche tomba dove abitualmente riposano. In attesa che si rialzino e sputino fuori un altro lavoro che ci terrorizzi.

Voto: 9

Zanini Marco

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