Consigli pratici per uccidere mia suocera – Giulio Perrone

Giulio Perrone “Consigli pratici per uccidere mia suocera”

185 pagine – Rizzoli Editore

“Consigli pratici per uccidere mia suocera” non è affatto quello che sembra.

Il titolo farebbe pensare ad un libro umoristico stile Antonio Amurri, forse ora sconosciuto ai più (peccato), ma in realtà affronta tematiche serie e diffuse di cui pochi son riusciti a parlare con tanto garbo.

Se voleste veramente sbarazzarvi di vostra suocera, sappiate che consigli veri in tal senso non ne troverete.

Il protagonista, Leo, uno come tanti, sulla soglia della quarantina, vive una vita anonima, fuggendo più o meno consapevolemente da quelle che gli altri vedono come classiche responsabilità di un uomo adulto.

Non sa quello che vuole, o almeno, non sa tutto quello che vuole, ma qualcosa la sa: non vuole che qualcuno possa decidere per lui sul suo futuro. Non vuole sentirsi prigioniero delle scelte degli altri che volontariamente lo coinvolgono.

Sentimentalmente cerca di trovare un equilibrio e una pur parziale felicità, frequentando contemporaneamente due donne, una l’opposto dell’altra, anche per età.

Annalisa, la ragazza con cui sta, molto più giovane di lui, è passata da amante a compagna, mentre quella che in precedenza era moglie, sua coetanea, tradita, è divenuta nel tempo da ex moglie, ad amante.

Il padre del protagonista è una vera propria macchietta, squattrinato e con l’aurea del playboy americano nonostante l’età avanzata, conduce uno stile di vita che lo porta ad infilarsi in pasticci con persone poco raccomandabili, e a trascinarci dietro il figlio, che usa come spalla per uscirne.

Ma il quadro non è ancora completo, il protagonista ha pure un lavoro, precario, presso una casa editrice minore dall’eccentrico proprietario dalle idee bizzarre, l’ultima delle quali, è motivo del titolo del libro di cui stiamo parlando.

Ah, da non dimenticare l’analista che il protagonista frequenta come paziente, dimostrando che non è affatto inconsapevole di avere dei problemi emotivo-relazionali.

Giulio Perrone nella sua opera, non so quanto autobiografica, riesce a mescolare riflessioni da libro pseudoformativo con esilaranti momenti di vita quotidiana, soprattutto legata alle riunioni virtuali, e non, di lavoro.

Variegati ingredienti ben mescolati rendono il libro assolutamente fluido ed immedesimarsi nella vita del protagonista è un attimo: chi di noi non ha, o non ha avuto insicurezza sul futuro, sogni, e una quantità di problemi più o meno seri, la cui unica via di fuga momentanea è rappresentata dalla chiusura del cellulare per non farsi raggiungere?

Ma alla fine il cellulare lo si riapre, i nodi vengono al pettine e ci si accorge che la vera libertà sta nello scegliere, nel rischiare, perché le cose rimandate per timore, quando poi in un modo o in un altro avvengono, si scopre che non erano poi così gravi come si pensava.

E’ un libro che fa bene e che è scritto bene.

Ora non vi resta che comprarlo e dirci se siete d’accordo.

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