Il Bacillus Rossius ovvero l’insetto stecco – Approfondimento

Il Bacillus Rossius ovvero l’insetto stecco – Approfondimento

 

L’insetto stecco deve il suo nome alla sua struttura decisamente simile a quello di un sottile rametto. Appartengono alla famiglia degli Fasmidi.

 Volendo analizzare l’etimo di questa parola sappiamo che deriva dal greco “phasma”, ossia fantasma.

Il motivo di questo nome è facilmente ricollegabile alla loro capacità di mimetizzazione.

L’insetto  è campione di mimetismo sia per il suo aspetto fisico, che per le modificazioni cromatiche che è in grado di attivare sul suo corpo, grazie alla presenza di tre pigmenti posti all’estremità superiore dell’esoscheletro, che combinandosi tra loro danno vita a diverse tonalità di colore che gli permettono di mimetizzarsi.

L’insetto stecco appartiene a una famiglia di circa duecento specie, ma in Italia troviamo il “bacillus rossius” ed è di lui che parleremo.

Il loro habitat nonché nutrimento è dato dai rovi. È molto sottile ma molto grande. La femmina del bacillus rossius raggiunge fino ai 10 cm. di lunghezza.

I maschi sono soggetti più piccoli e raggiungono una dimensione tra i 5 e i 7 centimetri. Gli insetti stecco e anche bacillus rossius per riprodursi non hanno bisogno assoluto del maschio perché si riproducono anche per partenogenesi.

Se la femmina viene fecondata dal maschio possono nascere esemplari maschi, mentre, mentre la riproduzione per partenogenesi dà sempre e solo origine esemplari femmina. La riproduzione mediante intervento maschile è detta “anfigona”.

I maschi possono individuare la femmina grazie agli odori che quest’ultima rilascia, pare siano uguali a quelli del cibo di cui si nutre. Non è chiaro, ma è probabile quindi che l’insetto stecco abbia sviluppato la capacità di percepire quel odore per trovare il cibo e che venga utilizzato solo come secondo scopo per l’accoppiamento.

L’insetto stecco è oviparo e depone numerosissime uova tra le radici dei rovi, ma non tutte le uova deposte riusciranno a schiudersi. Fondamentale per la schiusa è il giusto tasso di umidità, che renderà al nascituro l’uscita dell’uovo più agevole. L’insetto stecco è un animale morfologicamente lungo, pertanto all’interno dell’uovo sta arrotolato su se stesso.

Per uscire sfrutta una specie di cappellino nero presente a una delle estremità dell’uovo. Una volta deposte le uova, il nascituro ha bisogno di un periodo di circa tre o quattro mesi per raggiungere la maturazione e schiudersi.

L’insetto stecco man mano che matura poiché crescono di dimensioni, fanno la muta dell’esoscheletro che perdono (un po’ come la pelle dei serpenti) per crescere e farsene formare uno nuovo.

Nel corso della vita dell’insetto stecco, che in condizioni ottimali è di circa un anno, vengono completate sei mute, nelle prime tre l’insetto è di colore marrone, nelle tre successive assume un colorito verde.

L’insetto stecco può essere  alato o attero (cioè senza ali) . Il capo è costituito da:

Occhi composti

Ocelli

Antenne

 

L’apparato boccale invece  essendo un insetto masticatore è costituito da:

Mandibole robuste

Palpi labbiali

 

Le zampe sono munite di piccoli uncini e una microventosa fondamentali per avere una presa salda ovunque.

 

L’insetto stecco si muove nel periodo più caldo. Poiché la sua temperatura ideale è al di sopra dei 18°C, lo si vede di primavera ad autunno. È una animale prevalentemente notturno.

Non è predatore. È un animale fitofago, si nutre di foglie di piante appartenenti alla famiglia della “rosacee” quindi comunemente rose, mirto e foglie di rovo, ma anche quercia, edera, biancospino, rododendro.

Oltre all’altissimo grado di mimetizzazione, per difendersi sfrutta la sua ghiandola esocrina posta nel protorace, dalla quale viene secerno un gas irritante, fondamentale per la difesa e innocuo per l’uomo.

Un altro metodo per tentare di salvarsi, è quello comune a moltissimi viventi: fingersi morto.

L’ultima curiosità è che se un insetto stecco viene preso per una zampa, l’animale ha la capacità di abbandonare l’arto che rimane mano (in bocca) al predatore e lui scappa (con un pezzo in meno).

L’insetto stecco non ha fasi di sviluppo: larva, pupa, etc.…nascono già come l’esemplare adulto solo più piccolo per questo sono detti insetti “eterometaboli”.

I bacillus rossius vengono anche allevati in casa.

Per farlo c’è bisogno di una teca di dimensioni medie ben riempita di ramoscelli per renderla più confortevole all’insetto. L’alimentazione, come abbiamo detto, è fatta con foglie di piante rosacee, bisogna accertarsi che non abbiano subito trattamenti con anticrittogamici chimici, altrimenti avvelenerebbero chi se ne nutre.

Come per l’ambiente naturale, tanto più per la teca, è fondamentale garantire la giusta temperatura (sopra i 18°C) e il grado di umidità.

Ora che ne sapete di più andate ad osservare bene le piante di rovo, chissà che non ne riusciate a vederne uno!

Sandra Pauletto

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