Intervista ai V per il disco Fell From Grace

Intervista ai V

 

  1. Per cominciare domanda per Filippo e Alessio. Prima dei V suonavate nei Lost In Oblivion. Com’è avvenuto il passaggio tra un gruppo e l’altro? Perché questo cambiamento di genere?

 

Alessio: per quanto mi riguarda direi che è avvenuto per caso, nel senso che non conoscevo molto lo stoner a parte qualche classico (prevalentemente roba vecchia). Un giorno Valerio mi ha chiesto se mi andava di sentire i suoi pezzi e fare qualche prova insieme e così ci siamo incontrati. Li ho ascoltati e devo dire (e mi pesa fare i complimenti al leso) che mi hanno davvero preso. Comunque ho continuato a suonare metal in altre situazioni.

 

Filippo: beh, il genere lo seguivo già da un po’. Il periodo in cui ho studiato in Germania poi ha fatto il resto, dato che l’offerta musicale era davvero imponente. La fantomatica scena in Germania ha molto più supporto, per qualsiasi genere e per qualsiasi livello di diffusione, dall’underground al mainstream. Ogni sera hai la possibilità di vedere qualcosa di davvero interessante. Quando ti trovi i Clutch a 20 euro a Colonia e non paghi il treno per andarci, che fai? Non vai? Tornato in Italia salta fuori che Valerio ha un disco da suonare, quindi interessato al genere e un po’ sfiduciato dalla situazione che si era creata col gruppo precedente, mi sono fatto catturare dall’idea. Non intendo assolutamente dire che coi Lost In Oblivion non mi sia divertito e non abbia suonato bella musica, ma la mancanza di un’idea di fondo, un concetto portante, per me cominciava a pesare. Unità di fondo che ho trovato nelle tematiche e nei testi di Valerio, oltre che nella musica.

 

  1. Perché il nome V?

 

Valerio: per il nome mi sono ispirato al romanzo V. di Thomas Pynchon e l’ho scelto proprio perché si presta a molteplici interpretazioni. Lo puoi vedere come un simbolo vaginale, una freccia verso la terra, i tre elementi di un power trio, quello che ti pare insomma. E’ un simbolo pregno!

 

  1. Nella prima traccia, The Good, The Bad And The Whore, si avverte la dedica al cinema western. Siete dei grandi appassionati del genere? Qual è il vostro western preferito?

 

Valerio: non mi definirei un appassionato ma quando uno pensa allo stoner non può fare a meno di pensare al western come genere. Nel senso vuoi perché richiama in un certo senso un atteggiamento un po’ epico/duro e puro rispetto alla vita viene naturale, almeno per me, associare un paesaggio desertico e un’impresa epica da compiere a questa musica. Il passaggio da quest’ottica al genere western è breve, ripeto almeno per come la vedo io. Comunque i miei film western preferiti sono: The Searchers (Sentieri Selvaggi), C’Era Una Volta Nel West, Il Buono, Il Brutto E Il Cattivo e il Mucchio Selvaggio.

 

Filippo: concordo con Valerio, in generale lo stoner fa’ pensare al deserto. In ogni caso il western è un genere che mi è sempre piaciuto. I miei preferiti sono: La Trilogia Di El Poncho di Sergio Leone, True Grit (Il Grinta, la versione dei fratelli Cohen) e Gli Spietati.

 

Alessio: Sinceramente non conosco abbastanza il genere per potermi definire un appassionato, comunque i migliori film western che ho visto sono: I Quattro Cavalieri Dell’Apocalisse e Per Qualche Dollaro In Più. Amo anche Thomas Milian e Fulci.

 

  1. Parlateci delle collaborazioni presenti su Fell From Grace. Chi è il fischiettante John Pallotta e LiVia Perosino che canta in Asinaria?

 

Valerio: dunque, John era coinquilino del produttore di Fell From Grace (Riccardo Fringuelli, che colgo l’occasione per ringraziare enormemente). Riccardo ha proposto di far fare le parti fischiate dell’intro a lui e non mi sono opposto. Livia è una nostra amica, in quel periodo non eravamo in buoni rapporti e ho pensato che magari coinvolgerla in Asinaria sarebbe potuto essere un modo per ricucire e per questo dare anche un’importanza diversa e più profonda al pezzo.

 

Sei un vero gentiluomo Valerio.

 

Valerio: se lo dici tu Zanna.

 

  1. Qual è la vostra formazione musicale? Come vi siete avvicinati agli strumenti?

 

Filippo: Black Sabbath e Iron Maiden. Il doppio approccio al basso, quello più fuzz e quello più metallico e scandito, sono sempre state due anime che ho coltivato e cercato di collegare. Adesso con le idee giuste e un po’ di esperienza ci sto pian piano riuscendo.

 

Valerio: io prevalentemente autodidatta. Ho cominciato a suonare la batteria a 8 anni circa, a 13 la chitarra e ho seguito un anno o due di corso vero e proprio ma ero pigro e non ho proseguito e ovviamente ora me ne pento. Ho usato soprattutto la conoscenza di scale per improvvisare (pentatonica, blues, armonica minore). Al momento sto cercando di studiare più dal punto di vista teorico usando una chitarra classica (lavoro quando posso sul finger picking e sui fraseggi). Per quanto riguarda la mia esperienza come cantante,fino al 2012 ero stonato come una campana (pur avendo svolto prima il ruolo di cantante e chitarrista per i Myesis). Dopo aver scritto i pezzi di Fell From Grace mi sono costretto ad imparare per riuscire a cantare quello che avevo scritto e pian piano credo di essere migliorato, o almeno lo spero!

 

Alessio: mio padre è batterista e, da che io abbia ricordo, sull’impianto c’erano i vinili dei Pink Floyd, King Crimson, Banco Del Mutuo Soccorso e così via. Sono cresciuto con il prog settantone e al Liceo ho iniziato a studiare la batteria con l’iniziale aiuto di papà. Sebbene non abbia mai abbandonato l’ascolto e l’esecuzione del genere,con il tempo ho scoperto che il suonare il doppio pedale mi diverte anche di più.

 

  1. Dato che è Valerio il compositore principale del gruppo, quali sono i gruppi che ti hanno influenzato di più per le musiche di Fell From Grace? Quali sono invece, più generalmente, i vostri gruppi preferiti?

 

Valerio: ti confermo Kyuss e Tool (in effetti Henrietta Boned è una citazione da un pezzo dei Tool); non sono un grande fan dei Red Hot Chili Peppers. Altra grande influenza sono stati i Quest For Fire, che purtroppo si sono sciolti (una tragedia perché si trattava di un gruppo straordinario), i Colour Haze e Brant Bjork. Un’altra influenza, anche se in minima parte, per quanto riguarda Fell From Grace, viene da cantautori rag time/blues come Lightinin Hopkins,  Mississipi John McDowell e RL Burnside.

 

Filippo: Kyuss, Black Sabbath tutta la vita, primi tre dischi dei The Sword (che ho osannato), Tool, Clutch (imprescindibili e secondo me in Fell From Grace si sentono molto). Per il resto ascolto davvero moltissimo rock, metal e doom. Ho quasi abbandonato il filone stoner, al 90% è ripetitivo.

 

Valerio: motivo in più per spremerci le meningi prima di fare uscire un nuovo album xD

 

Alessio: può sembrare banale ma il mio gruppo preferito sono i Pink Floyd, ma non centra molto con quello che suono con i V. Probabilmente cerco di prendere quello che posso dai grandi Michael Giles e Neil Peart, chiaramente solo quello che posso, e dall’hard rock di Ian Paice. Avendo per ora dovuto scrivere sulle linee di Valerio ho cercato più che di ispirarmi a qualcuno, a dargli un tiro e a far si che rendessero bene in sessione live. Spero di esserci riuscito!

Intervista ai V

 

  1. Cosa ne pensate di Fell From Grace? Siete soddisfatti? Cosa migliorereste?

 

Alessio: i pezzi e la registrazione mi piacciono molto. Mi avrebbe fatto piacere avere più tempo per registrare le parti di batteria come si deve, che dal vivo suono in maniera decisamente diversa. Sono arrivato quando Valerio aveva già fatto gran parte del lavoro e purtroppo non ne ho avuto il tempo.

 

Valerio: di Fell From Grace in principio c’è da migliorare tutto! E’ stato realizzato senza alcuna concreta competenza tecnica nè artistica secondo me. Però proprio perchè è stato un battesimo del fuoco,in termini di songwriting e produzione audio (sia per me che per Riccardo), non cambierei proprio niente. E’ bello perchè è il risultato di un azzardo e tutto sommato si lascia ascoltare. Personalmente ne vado orgoglioso, anche se è ancora molta la strada da fare.

 

Filippo: cosa cambierei? Beh, un pizzico di budget in più, I suoni dell’album in qualche caso decisamente acerbi. É un debutto ed è stato registrato in tempi che definire poco ottimizzati è un francesismo. Il fatto poi che sia stato registrato prima dell’arrivo mio e di Alessio lo ha privato del nostro apporto in termini di songwriting, che per ora puoi godere solo dal vivo. Non che abbiamo stravolto le canzoni, sia chiaro, anzi il lavoro di Valerio è stato encomiabile e ci ha convinto subito, ma un po’ di tocco ce lo mettiamo.

 

Valerio: sono d’accordo e auspico che i prossimi pezzi siano uno sforzo più omogeneo da parte di tutti e tre.

 

  1. Fell From Grace è l’unico disco che avete pubblicato se non erro. Come mai non avete rilasciato altro negli ultimi 3 anni?

 

Filippo: beh, si tratta di motivazioni più che altro logistiche. Valerio studia a Torino e ha cominciato dopo il primo “tour umbro” dalla formazione della band. Io e Alessio abbiamo terminato gli studi e lavoriamo in provincia di Perugia. Ci sono pezzi cristallizzati in cantiere da mesi.

 

Valerio: Esatto, questo ha portato via via a fare sempre meno live fino ad un vero e proprio stato di “hiatus”, anche se la situazione è temporanea.

 

 

 

  1. Avete concerti e nuovi dischi in programma?

 

Filippo: visto che abbiamo ottimi agganci con l’associazione culturale più spacca culi del centro Italia, ovvero il Ministero Del Metallo, di cui faccio parte, saremo il gruppo a cui lanciare i bicchieri (pieni) a capodanno.

 

Valerio: Beh, per quanto riguarda un disco nuovo assolutamente! E’ da un pezzo che mettiamo da parte nuovo materiale, solo che manca il tempo per concretizzare tutto in un nuovo disco vero e proprio. Probabilmente il prossimo prodotto fisico che uscirà a nome V sarà un EP in modo da poterci concentrare di più sulla qualità (in termini di produzione).

 

  1. Fateci un “traccia per traccia” raccontandoci il significato dei testi di Fell From Grace.

 

Valerio: innanzitutto penso che Fell From Grace sia a tutti gli effetti un concept album perché i testi seguono una narrativa affine che si conclude con Henrietta Boned. In particolare il disco è vissuto in prima persona da un protagonista immaginario. Per quanto riguarda l’introduzione, The Good, The Bad And The Whore, il The Whore nel titolo l’ho scelto perchè il concetto di ragazza facile è abbastanza centrale nella narrazione. Endless Nights parla delle notti insonni passate dal protagonista mentre è mentalmente tormentato da varie donne del suo passato e dalle storie che ha vissuto con loro.
Forever Gone è il resoconto di una nottata di bagordi del protagonista, che rimorchia una tipa per poi riflettere sul fatto che, rispetto al passato, non ha fatto alcun cambiamento. In Fell From Grace il protagonista (presumibilmente fatto di LSD) vaga sperduto in un paesaggio desertico e cerca nostalgicamente una ragazza che non fa’ più parte della sua vita. Pur incontrandola, sa’ di non poterla più raggiungere.
In The King incontra il “re della notte”,una specie di spirito a cui obbediscono tutti quelli che,come lui, trascorrono la notte fra eccessi e di fronte al quale lui, come gli altri, perde la sua identità. Friends With Misfits parla di lui che riceve a casa una ragazza e la tratta malissimo senza nessun motivo, se non che sia ubriaco, e rimane perplesso quando lei, invece di mandarlo a quel paese, gli salta addosso.
In Failbait riporta a casa una ragazza e incontra il padre incazzato nero. Il protagonista gli risponde che le ha fatto passare una bella serata ma il padre gli fa’ notare che sua figlia è minorenne. Per quanto riguarda Asinaria, una ragazza gli intima di non giudicarla e che i rapporti umani sono giudicati unicamente dall’avidità. Nella traccia conclusiva, Henrietta Boned, incontra una ragazza ad una festa, appunto Henrietta. Mentre il protagonista si interroga sul perché la relazione tra i due sia finita beve un drink dove lei ha sciolto dell’acido a sua insaputa. Alla fine di un trip interminabile, in cui ha allucinazioni di ogni tipo, lui si risveglia in uno stato comatoso e trova Henrietta su di un divano che dorme con un aspetto altrettanto preoccupante. A quel punto le si siede accanto e le chiede se ci sia o meno un modo per starle vicino in maniera più matura di prima, aiutandosi a vicenda per uscire dalla spirale di autodistruzione in cui entrambi si sono gettati.

 

  1. La copertina di Fell From Grace è stata bannata su Facebook ogni qualvolta venisse pubblicata. Colpa del pubblico bacchettone di questo social network. Spiegateci comunque la scelta della copertina.

 

Valerio: la copertina non ricordo se fosse un’idea di Riccardo o mia, oppure di entrambi, comunque considerati i testi, il genere e il nome della band, è stata pensata e realizzata perché riassume tutto. Foto ed editing sono opera di Riccardo.

 

Filippo: a me ha sempre fatto ridere un sacco, pensando al disco e a tutti i soggetti coinvolti.

 

Alessio: colgo l’occasione per ringraziare la modella della foto

 

Valerio: ugualmente, è stata molto disponibile (A SCANSO DI EQUIVOCI, SENZA DOPPI SENSI)

 

Bene ciao ragazzi, è stato un piacere.  L’intervista è finita!

 

Valerio: da parte mia ti ringrazio moltissimo per averci dedicato il tuo tempo.

 

Filippo: grazie Zanna.

 

Alessio: piacere nostro Zanna, grazie a te.

 

Zanini Marco

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