Black Mirror – Memorie dal futuro – Damiano Garofalo

Black Mirror

 

Black Mirror – Memorie dal futuro.

Autore: Damiano Garofalo

Edizioni Estemporanee Collana Repetita

Un libretto snello solo per il numero delle pagine, poco meno di cento, ma non per i contenuti e le riflessioni.

Diciamo subito che: “Black Mirror – Memorie dal futuro” non è un volume per tutti coloro che vogliono avvicinarsi alla serie, ma piuttosto per chi, avendone visti tutti gli episodi, almeno fino alle terza stagione, se n’è innamorato e vuole approfondire e ragionarci su.

Non la definirei una guida a Black Mirror per quanto abbia una precisa appendice relativa ai dettagli tecnici dei singoli episodi. È qualcosa di molto più serio e profondo. Un’ analisi precisa sui contenuti, rispecchiandoli (è il caso di dirlo) con il nostro presente, o potenziale ed angosciante futuro.

Chi ha visto gli episodi e conosce le tematiche della serie, ben sa di che sto parlando.

Black Mirror è tecnologia allo spasmo, che merita tutta la nostra attenzione e l’analisi fatta nel volume che stiamo presentando.

Il libro di Damiano Garofalo fa riflettere, fa pensare ed aiuta ad approfondire le tematiche che magari qualcuno incontra per la prima volta nell’episodio.

Un saggio serio e ben sviluppato che aggancia i contenuti della serie con la realtà cinematografiche precedenti, facendoci scoprire legami e collegamenti curiosi ed interessanti che sicuramente alla stragrande maggioranza di noi erano sfuggiti.

Se Black Mirror è un pozzo di immagini proiettate sul nostro probabile futuro, il libro: “Black Mirror – Memorie dal futuro” è il secchio che ci permette di capire anche quello che non viene detto, che magari non pensiamo, credendo che sia solo una bella serie tv, e invece è un S.O S. inviatoci per aprire gli occhi finché siamo ancora in tempo.

Damiano Garofalo è assegnista di ricerca presso l’Università Cattolica di Milano, ha insegnato storia dei media e della televisione presso le Università di Padova, Udine e La Sapienza. Recentemente, ha pubblicato il volume: “Political Audiences” (Mimesis, 2016) e curato, insieme a Vanessa Roghi, il saggio:” Televisione: Storia, Immaginario, Memoria” (Rubettino, 2015).

Ma ora conosciamo meglio l’autore con una breve intervista.

 

Ciao Damiano grazie per la disponibilità, possiamo darci del tu?

R. Grazie a voi. Mi pare una condizione necessaria per continuare serenamente questa chiacchierata…

Innanzitutto perché “Black Mirror”?

R. Perché è una serie che mi affascina molto, ma che non mi ha mai convinto fino in fondo nella sua apparente poca complessità. L’ho sempre trovata piuttosto moralistica, vagamente contraddittoria, molto problematica. Per questo, quando Tommaso Matano, il curatore della collana Repetita di Edizioni Estemporanee, mi ha prospettato la possibilità di scriverci sopra ho intravisto l’opportunità di risolvere quei problemi e quelle contraddizioni. E ho accettato subito, facendo quasi subito pace con la serie.

Qual è il tuo rapporto con la tecnologia?

R. Un rapporto normale, credo: penso sia una grande risorsa e, come tutti, ne sono inconsapevolmente dipendente. Rifuggo, per questo, qualsiasi visione del mondo tecnofobica o distopica – ho ancora troppa fiducia nell’uomo (per il momento). Anche se mi piace molto leggere romanzi, guardare film e serie che prefigurano queste realtà, non ne rimango particolarmente colpito da un punto di vista politico.

Qual è l’episodio della serie che credi non possa mai divenire realtà?

R. Spero, con tutto me stesso, White Bear. L’idea di un “parco giudiziario” punitivo è qualcosa di troppo mostruoso, anche solo per essere immaginato. Anche Metalhead, devo dire, mi sembra prefiguri uno scenario fin troppo estremo rispetto ad altri episodi, molto più verosimili.

Per quanto riguarda l’episodio “Vota Waldo” (seconda stagione – secondo episodio) non trovi che possano esserci inquietanti parallelismi con la realtà politica italiana?

R. Se vi riferite alla possibile vittoria di uno specifico movimento-simulacro alle prossime elezioni politiche italiane, direi che è invece l’avanzata in tutto il mondo di populismi di vario genere – qualunquisti, complottisti, anti-europeisti, xenofobi – ad aver influenzato Brooker nella scrittura dell’episodio. Il populismo, purtroppo, è parte integrante della natura politica umana, ed è questo a rendere quella di Waldo una situazione, a suo modo, universale.

C’è un colosso della vendita on line che più si avvicina per metodi e struttura al mondo di “Black Mirror”. Pensi che sia una possibilità per aprire gli occhi o una spinta per finirci dentro con tutte le scarpe?

R. Se ho capito bene la domanda, la risposta è non lo so.

I complottisti direbbero che la realtà presentata dalla serie tv non è altro che il programma del Nuovo Ordine Mondiale (NWO). Tu come ti collochi rispetto a questa affermazione?

R. Esattamente come mi colloco solitamente di fronte a qualsiasi affermazione figlia di una visione complottista del mondo: con scetticismo, paura e antagonismo.

E per concludere, stai già pensando a qualche nuovo lavoro?

R. Sì, sto lavorando da due anni alla stesura di un libro, che dovrebbe uscire in estate, sulla storia sociale della televisione italiana delle origini. Una rivisitazione di una parte della mia tesi di dottorato, a cui ovviamente tengo molto.

RIngraziandoti per la disponibilità dimostrata ti facciamo un grosso in bocca al lupo e ancora i complimenti per il tuo lavoro su Black Mirror

Sandra Pauletto

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