Voivod – Negatron – I Voivod approdano su Pianeta Inferno.

Voivod – Negatron

Anno: 1995

Paese di provenienza: Canada

Genere: post thrash

Membri: Eric Forrest – voce e basso; Denis D’Amour – chitarra e effetti; Michel Langevin – batteria e percussioni

Casa discografica: Mausoleum Records

  1. Insect
  2. Project X
  3. Nanoman
  4. Reality?
  5. Negatron
  6. Planet Hell
  7. Meteor
  8. Cosmic Conspiracy
  9. Bio – TV
  10. N. A. (Don’t No Anything)

Ad anni ’90 inoltrati i Voivod vengono investiti da un altro cambiamento importante: lo storico cantante Denis “Snake” Bélanger lascia il gruppo. Viene reclutato lo sconosciuto Eric Forrest, che prende il posto di “Snake” ed imbraccia il basso completando così il nuovo terzetto. In più il passaggio da MCA Records alla Mausoleum sancisce una virata stilistica. Si può dire che Negatron sia il disco più al passo coi tempi fin’ora registrato dai Voivod da Killing Technology. Se infatti tra la fine degli anni ’80 e la metà dei ’90 il combo canadese aveva largamente sperimentato, trovandosi nicchie sempre più personali, con Negatron abbiamo l’approdo sicuro ad una delle sponde estreme più in voga del momento. Era pressochè inevitabile che dei pesi massimi del thrash metal che fu non seguissero i passi di Sepultura, Testament, Forbidden ecc.. ormai accorpati al post thrash di Machine Head, Fear Factory e Strapping Young Lad. Tutto sommato la scelta dei Voivod è azzeccata e con molta probabilità meglio elaborata rispetto ad altri gruppi. Il magma sonoro di Negatron infatti, composto da tempi granitici mai concitati, fobie industriali e un groove catastrofico, ben si allaccia all’incarnazione più classica della band canadese; non è strano percepire riff che riportano alla mente Dimension Hatröss.

Dalle rocciosissime Insect e Project X a Nanoman, il nuovo parto voivodiano ipnotizza l’ascoltatore con riff sulfurei e testi annichilenti, in cui Forrest si dimostra all’altezza del suo predecessore, pur non avendo le stesse bizzarre doti interpretative. Il timbro dell’ultimo cantante è uniformato ad altri suoi colleghi, tuttavia le linee vocali e le parole scelte convincono praticamente su tutto il disco. Negatron è il momento più claustrofobico, in cui si fanno sentire maggiormente le influenze di gruppi caustici come Godflesh e Ministry. Quando le voci si dilatano mischiandosi alle chitarre abrasive e reiterate e la batteria entra martellante nel tessuto, va formandosi Planet Hell in un serpeggiare continuo di tempi melmosi e mitragliate devastanti. Meteor, tagliente e implacabile, ci riporta sui sentieri più incontrollati del thrash metal tradizionale; mentre Bio – TV colpisce sicuramente per il suo testo inquietante e profetico (?), ma anche per i suoi riff a spirale e l’incedere vocale di Forrest molto vicino a quello di “Snake”. Insomma, i Voivod senza osare troppo, tra passato e presente (ma sempre con la testa proiettata verso il futuro) imbastiscono una scaletta magari non straordinaria ma di comprovata efficacia. Un devastante schiaffo acido e iroso verso un’evoluzione umana sempre più terrificante.

Voto: 8

Zanini Marco

 

 

 

 

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