Villa Triste a Trieste – Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza fascionazista

Villa Triste a Trieste – Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza fascionazista

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Villa triste
Targa in memoria villa Triste via Cologna Trieste

Trieste terra di confine.

Territorio multietnico, multi religioso e multiculturale. Caratteristica poco gradita in epoca fascista quando il motto era e pare sia nuovamente: Prima gli italiani.

Nell’aprile del 1942 in esclusiva per Trieste e per la Sicilia, dove però il nemico non era tanto lo straniero quanto la mafia e il brigantaggio, venne istituito dal Ministero degli Interni “un Ispettorato speciale di pubblica sicurezza” con lo scopo di reprimere ogni forma di propaganda o attività antifascista in particolare quella slava per il territorio di Trieste. Il compito di formare tale nucleo venne affidato a Giuseppe Gueli ispettore generale catanese di P.S.

L’ispettorato sistemò la sua prima sede in una villa confiscata ad una famiglia ebrea, gli Arnestein, che in fuga dalla politica del momento si era trasferita negli Stati Uniti.

Ben presto, viste le pratiche violente che si esercitavano all’interno nei confronti degli oppositori del regime venne denominata dalla popolazione “Villa Triste”.

La villa si trovava al civico 8 di via Bellosguardo a Trieste. Purtroppo di essa rimane solo una targa in memoria.

L’ispettorato era organizzato in nuclei mobili ognuno costituito da una cinquantina di uomini tra agenti di PS, guardia di finanza, carabinieri, militari. I mezzi a loro disposizione erano una motocicletta e un autocarro.

Questa fu la prima, ma un anno dopo (marzo 1943) ce n’erano  21.

A partire dall’ 8 settembre 1943 l’ispettorato  finì sotto il controllo del comando SS di Trieste.

Di cosa si occupasse  precisamente l’ispettorato è presto detto:

  • lotta anti partigiana
  • prelevare gli ebrei da deportare

Come individuavano gli ebrei è semplice: utilizzando il solito metodo della  delazione con cospicua ricompensa in denaro a chi ne indicava i nascondigli. Gli uomini fatti prigionieri venivano condotti prima in Villa Triste, presumibilmente massacrati in cerca di notizie di altri ebrei nascosti.UNa volta ottenute le informazioni venivano smistati: alcuni in carcere e altri inviati alla risiera di San Sabba (campo di detenzione/smistamento e sterminio di Trieste).

Ci sono molte testimonianze sulle pratiche di violenza usate a Villa Triste in quanto a seguito della liberazione del territorio venne istituito un processo.

L’accanimento sui prigionieri era feroce per gli ebrei ma anche peggio per quanto questo sia possibile, per gli slavi.

Si parla di pestaggi nel migliore dei casi, fino all’utilizzo di metodi da Santa Inquisizione.

In Villa Triste per ottenere le informazioni spezzavano i piedi, toglievano le unghie, chiudevano le mani nelle porte. Agli uomini venivano bruciati i testicoli con il ferro rovente. Alle donne bruciavano i capezzoli con le sigarette accese.

Un’altra vera e propria tortura di cui ci sono testimonianze è quella divenuta famosa come: “la tortura della panca” dove il prigioniero/a veniva legato e attraverso un tubo gli si riempiva la pancia d’ acqua bollente, e come se già non bastasse, gli aguzzini esercitavano una pressione sulla pancia così l’acqua risaliva uscendo da bocca, naso e addirittura le orecchie.

E’ accertata anche la pratica di appendere le vittime permettendo loro di toccar terra solo con la punta dei piedi. Se le caviglie cedevano restavano impiccate.

Delle tatnte villa Triste attive sul territorio è ancora visibile, anche se abbandonata a se stessa, la sede di via cologna 6 che per anni, fino ai primi anni 80 venne usata come caserma dei carabinieri. Sulla facciata è possibile vedere una targa in memoria, delle vittime e delle torture avvenute in quel luogo.

VIlla triste – Via Cologna

La targa scrive:

L’Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza per la Venezia-Giulia ebbe sede fino al 30 aprile 1945.
Qui sangue e dolore la nostra e la tua libertà hanno riscattato.

La frase viene riproposta in più lingue.

www.youtube.com/watch?v=ORV_wuxgmLc&t=11s

Purtroppo Trieste pur avendo anche lo sciagurato primato di essere stata la prima ad inaugurare l’ispettorato speciale di pubblica sicurezza, oltre a quello di aver promulgato per prima le famigerate leggi ebraiche, non è l’unica  città ad avere avuto la sua Villa Triste.

Si ha certezza di altre “ville tristi” a Milano dove di sicuro ce n’erano due:

  • via fossati
  • via rovello

Nella Sede di via Fossati è possibile leggere la seguente targa in memoria:

La lapide scrive: un tragico luogo e una storia drammatica della resistenza antifascista nella nostra Milano

A Firenze in via bolognese 67 in cui è presente una targa commemorativa con il seguente testo:

“Non più Villa Triste se in queste mura spiriti innocenti e fraterni armati sol di coscienza in faccia a spie torturatori e carnefici vollero per riscattare vergogna per restituir dignità per non rivelare il compagno languire soffrire morire non tradire”.

Altre erano presenti a Genova e Torino, su queste stiamo recuperando il materiale per un approfondimento a parte.

A futura memoria, per non dimenticare

Sandra Pauletto

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