UNA NUOVA CASA Racconto breve di Teresa Breviglieri

UNA NUOVA CASA

Gabriel, quella sera, tornò dal lavoro più stanco del solito ma anche molto felice. Finalmente il trasloco era completato e lui per la prima volta dopo settimane, avrebbe potuto rilassarsi sul suo comodo ed enorme divano nuovo. Si guardò intorno soddisfatto; tutto era al posto giusto e in tutto l’appartamento vi era un odore di buono. Gabriel si rabbuiò un attimo pensando al mutuo che aveva acceso per potersi permettere la sua nuova casa ma decise che ne era valsa la pena perchè era riuscito a togliersi quella grande soddisfazione; avere un appartamento tutto suo, dopo anni di convivenze con genitori e amici; ora aveva un lavoro ben pagato e la casa dei suoi sogni. Mancava solo una donna da amare e con cui condividere tutto questo ben di Dio. << Certo è che se non esco, una fidanzata non la trovo!!>>. Dopo aver pronunciato queste parole, rise e si disse che c’era tempo per cercare l’anima gemella; per quella sera, si sarebbe goduto il divano e la televisione a sessantacinque pollici che troneggiava nel suo salotto.

Dopo aver fatto una doccia corroborante, si preparò un panino. Non aveva molta fame. In realtà aveva solo bisogno di rilassarsi. Gabriel, si sedette pesantemente sul divano di pelle nera e accese il televisore. Era perfettamente a suo agio e non si era mai sentito così bene in vita sua.

Nonostante il film che stava guardando, fosse uno dei suoi preferiti, gli occhi lo tradirono e Gabriel si addormentò di colpo e quando si svegliò, vide che l’orologio appeso alla parete di fronte a lui, segnava le tre di notte. Pensò che in fondo non era grave; era sabato e il giorno dopo avrebbe potuto poltrire, ma decise ugualmente di andare a letto. Stranamente non riusciva a staccarsi dal divano; era come se qualcuno lo tenesse fermo e non riusciva a muoversi. Si dimenò ma le braccia e le gambe rifiutavano di muoversi. Mentre il povero ragazzo, tentava disperatamente di togliersi da quella posizione scomoda, si accese di colpo il lampadario sopra di lui e con suo sommo stupore, si accorse di essere legato in modo strano come se fosse diventato un tutt’uno con il suo divano. Gabriel, spaventato urlò chiedendo aiuto ma nessuno lo poteva sentire, perché il suo gridare era silenzioso; la voce non usciva e il ragazzo muoveva solo la bocca senza poter fare altro. Si guardò intorno cercando disperatamente qualcosa che lo potesse aiutare ad uscire da quella trappola ma naturalmente non c’era nulla che lo potesse aiutare e mentre si dimenava per cercare di liberarsi, si levò dal nulla una risata sardonica e una potente voce maschile urlò:<< Ora sei mio!!!>>. La cosa che lo sgomentò di più, fu rendersi conto che la voce proveniva dal divano; cercò di ricordare dove lo aveva comprato, ma la memoria lo tradì perchè in quel momento non ne aveva la più pallida idea. Dove aveva comprato il divano? Perchè non riusciva a ricordare il momento dell’acquisto? Mentre, cercando di calmarsi, rimuginava cercando di trovare un appiglio in un cassetto della sua memoria, la voce che poco prima lo aveva spaventato, lo fece sobbalzare di nuovo: << Non mi hai comprato… io sono qui da tempo! Ed ora farai parte della mia famiglia!!>>. In quel momento, il povero Gabriel, fu letteralmente inghiottito dalla morbida pelle nera e di lui non rimase alcuna traccia.

Era passato un anno ormai da quella sera; la banca si era ripresa la casa dato che Gabriel era irrintracciabile e nessuno aveva più pagato il mutuo. Messa all’asta e acquistata immediatamente da un imprenditore importante. La sera stessa, l’uomo di nome Raphael entrò per visitare l’abitazione e restò stupito dai bellissimi mobili che arredavano con buon gusto le grandi stanze. Era molto soddisfatto del suo acquisto. << Molta resa, con poca spesa!>>, disse ridacchiando fra sé e sé. Dopo aver visitato ogni stanza, si soffermò su quel bellissimo divano nero che aveva l’aria di essere molto comodo e si sedette soddisfatto. Con un sorriso, accese il televisore ma poco dopo si addormentò di colpo e mentre dormiva beatamente una risata ironica pervase tutta la casa…

Una nuova casa è un racconto di Teresa Breviglieri

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