UN AMORE DIABOLICO – Racconto di Teresa Breviglieri

UN AMORE DIABOLICO

diabolicoSi osservò allo specchio soddisfatto. Il corpo in cui era entrato era giovane e sano e decisamente di aspetto gradevole. Dalla tasca della giacca prelevò il portafoglio e lo aprì. Memorizzò il suo nuovo nome anche se a dire il vero non gli piaceva molto. “Gabriele” sembrava quasi una presa in giro. Ma si sarebbe dovuto abituare. Avrebbe abitato quel corpo per un po’ di tempo. Connettendosi con la mente del suo ospite, memorizzò la sua vita, i suoi ricordi e scoprì di avere anche una fidanzata. “Ottimo!” disse tra sé e sé. In quel momento gli squillò lo smartphone che era appoggiato sul letto. Vedendo il nome di chi lo chiamava sorrise. Era lei… Maria si chiamava la donna con cui d’ora in poi, avrebbe dovuto condividere la sua vita.

“Ciao amore!” Maria aveva una bella voce e questa cosa gli piaceva, ma non solo la voce era gradevole. Maria era una bellissima ragazza e a quanto aveva “sentito” era anche molto intelligente, cosa che lui gradiva moltissimo. Chiacchierarono amabilmente per diversi minuti e si accordarono per la cena.

Al ristorante Gabriele non riusciva a smettere di guardarla. Era affascinato dalla sua bellezza e dagli occhi profondi che lo ammaliavano ancora di più. Fu una bella serata e dopo il ristorante si recarono a casa di lei, dove fecero l’amore per tutta la notte.

“Amore sei stato fantastico! Non hai mai fatto l’amore con me in questo modo!”. Per tutta risposta, Gabriele la baciò. Le sorrise e le disse “Anche tu sei stata meravigliosa!”.

Si abbracciarono e si addormentarono felici. Mentre il sonno stava per rapirlo, Gabriele pensò “ Eh amore mio, tu non lo sai, ma il diavolo può essere un grande amante!.

I giorni si susseguirono veloci. Il lavoro, la fidanzata, gli amici. Gabriele era davvero molto soddisfatto della sua nuova vita. Solo una cosa lo preoccupava. Si stava innamorando perdutamente di Maria e questo fatto sapeva che non avrebbe portato nulla di buono; prima o poi avrebbe dovuto tornare a casa. Gli era stato concesso un periodo di “libertà” dai suo padre ma presto avrebbe dovuto abbandonare quel corpo e andare via. Maria sarebbe rimasta sola, perché il suo ospite sarebbe morto e il pensiero di darle quel dolore, lo faceva soffrire, cosa a cui lui non era abituato… si sa che il diavolo non dovrebbe provare sentimenti ed emozioni. Forse avrebbe dovuto essere sincero con la donna che amava e dirle la verità. Ma lei sicuramente non gli avrebbe creduto e avrebbe pensato che era solo un metodo forse anche poco intelligente per lasciarla. In ogni caso le avrebbe dato un gran dolore. Doveva pensare al modo di aggirare l’ostacolo più grande che naturalmente era suo padre. Non sapeva come, ma era sicuro che avrebbe escogitato qualcosa.

Quella settimana passò in modo più veloce del solito e l’weekend arrivò in battito d’ali. Maria e Gabriele avevano deciso di passarlo in casa; lei diceva che dovevano sperimentare un minimo di convivenza e lui era d’accordo. Era venerdì sera e Maria stava arrivando. Gabriele si mise all’opera per finire di rassettare il suo appartamento. Si guardò intorno e a voce alta disse: “ Bene… la cucina è a posto. Il salotto anche… che mi rimane? Ah sì è vero… devo sistemare il bagno!”.

Entrando nella piccola toilette, si accorse che in realtà era assolutamente pulito e in ordine, perciò a quel punto, si spogliò e si infilò sotto la doccia. Ad un tratto l’acqua smise si scorrere e si spense la luce. Gabriele rimase fermo senza muoversi. Aveva intuito cosa stava per succedere. Difatti, una voce tonante proveniente da chissà dove lo redarguì intimandogli il ritorno a casa.

“Padre, ti prego, lascia che io viva qui ancora un po’!”. Per un attimo ci fu silenzio e poi la voce esordì: “ Figliolo ma cosa devo fare con te? Da quando sei nato, non ne hai combinata una giusta! Ora poi… sembri diventato un umano. Hai emozioni… hai sentimenti e ami quella ragazza!!! Perché vuoi continuamente deludermi?”

“Padre… lo so… sto facendo cose che non vanno bene per noi… ma io amo Maria perdutamente. Che posso fare per fare felice te e allo stesso tempo fare felice anche me?”

“ Solo una cosa puoi fare… dirle la verità e lasciare la scelta a lei!”. Gabriele gli rispose che aveva già pensato a quella eventualità ed era sicuro che lei, o non gli avrebbe creduto, o non avrebbe accettato l’evidenza. Suo padre gli disse con tono perentorio che aveva solo quella sera per risolvere la cosa…

In quel momento, l’acqua ricominciò a scorrere e la luce si riaccese. Gabriele uscì dalla doccia, si asciugò velocemente e si vestì. Era angosciato ma sapeva perfettamente che non aveva alternative. Mentre pensava a come agire, il campanello suonò. Maria era arrivata.

La cena che Gabriele aveva preparato era degna di uno chef stellato e Maria, stupita e meravigliata gli fece un sacco di complimenti, dato che di solito Gabriele non aveva dimestichezza con la cucina. La notte fu ancora più meravigliosa e il mattino li colse abbracciati e innamorati più che mai.

“Amore cosa c’è che non va? Sei stato fantastico come al solito ma i tuoi occhi non sono tranquilli. Ti conosco troppo bene… ti prego… non farmi stare in ansia…” Gabriele abbassò lo sguardo e dopo un interminabile attimo di silenzio esordì:” E va bene… ti dirò la verità… ma preparati a qualcosa che non potresti mai aspettarti!”. Fu così, che le raccontò chi era veramente, da dove veniva e le disse anche che avrebbe dovuto tornare a casa. Maria lo ascoltò in silenzio senza muovere un muscolo del viso. Dopo che Gabriele ebbe finito di parlare, lei gli fece un gran sorriso.

“Devo dire che siamo stati bravi a nascondere la nostra vera natura amore mio! Io non mi sono resa conto di nulla e nemmeno da parte tua ci sono stati sospetti!”. Gabriele la guardò stupito mentre la ragazza gli parlava.

Maria scese dal letto e si spogliò della sua pelle umana, rivelando la sua vera natura. A quel punto, Gabriele fece altrettanto. I due demoni erano faccia a faccia, in silenzio e si osservavano attentamente. Entrambi sapevano che non avrebbero dovuto provare sentimenti ma era inspiegabilmente era successo. Si toccarono e scoppiò la scintilla. Fecero l’amore nel modo più naturale per la loro natura tutto il giorno senza fermarsi fino al tramonto. Stremati e felici, iniziarono a pensare al loro futuro e mentre erano intenti a programmare la loro vita, si aprì un varco di fuoco nel pavimento e da lì uscirono altri demoni infuocati. Sapevano che era arrivato il momento di andare. Avevano molto amato la vita da umani ma era giunto il momento di tornare a casa… alla fine avevano vinto entrambi perché sarebbero tornati a casa è vero… ma insieme!

Teresa Breviglieri

 

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