Tenet – Un passo avanti fisico teorico tanto preciso quanto freddo.

Tenet

Anno: 2020

Titolo originale: Tenet

Paese di produzione: USA, UK

Genere: azione, spionaggio, fantascienza

Regia: Christopher Nolan

Produttore: Christopher Nolan, Emma Thomas

Cast: John David Washington, Robert Pattinson, Elizabeth Debicki, Dimple Kapadia, Michael Caine, Kenneth Branagh, Martin Donovan, Fiona Dourif, Jurij Kolokol’nikov, Himesh Patel, Clémense Poésy, Aaron Taylor – Johnson, Denzil Smith

 

Al teatro dell’opera di Kiev sta per avere luogo un attentato terroristico. Tra le squadre speciali russe c’è infiltrato un agente della CIA. La sua missione è salvare un collega smascherato e recuperare un oggetto. Proprio quando tutto sembra andare bene l’agente viene scoperto dai russi e torturato, ma per non rivelare nessuna informazione ingerisce una pillola avvelenata. Risvegliatosi scopre che l’azione a cui ha partecipato era solo un test per prepararlo ad un nuovo tipo di operazioni molto più complesse, quelle dell’organizzazione Tenet. Nel futuro è stata sviluppata una tecnologia che permette di tornare indietro nel tempo, finita nelle mani di persone molto potenti e molto pericolose che vogliono far sprofondare la Terra in un nuovo conflitto mondiale.

Dunkirk (2017) aveva spinto Christopher Nolan verso un cinema vecchio stampo, fatto di poche battute, tantissima tensione, un impressionante rigore visivo e una dialettica narrativa che lascia annichiliti. Tenet lo riporta su tempi molto più discorsivi, cerebrali e complessi, il cui termine di paragone più vicino è sicuramente Inception (2010).

Robert Pattinson (Neil) e John David Washington (l’agente protagonista) osservano fori di proiettili che stanno per tornare dal futuro.

Il punto qui è capire quanto la complessità possa essere un elemento funzionale alla trama. Nolan, da sempre appassionato dai viaggi nel tempo, ma anche soltanto dal rapporto con il tempo stesso come entità reale e non, e dai risvolti fisico teorici delle sue idee, non si è mai risparmiato dal rendere le storie più complicate di quanto già non le fossero. E’ questo genere di esasperazione che Inception era riuscito a schivare grazie anche a tanti altri elementi (personaggi ricordabili e un’emotività passionale e matura a stemperarne la freddezza). Tenet offre uno spettacolo senza compromessi in cui l’azione si sviluppa in macro sequenze monumentali che sicuramente rimarranno impresse a lungo; di fatto scene come l’attentato all’opera, lo schianto dell’aereo o gli inseguimenti riavvolti nel tempo sono veri e propri colpi di genio di un regista folle e visionario. Non fanno una bellissima figura i dialoghi che fluiscono ininterrotti da un momento all’altro spezzando il ritmo in maniera innaturale, scelta che decreta l’ostica masticazione di Tenet, la cui logicità viene appesantita da una mancanza totale di calore e savoir faire dei suoi personaggi. Un esempio lampante è il modo in cui si viene introdotti al nucleo tematico del film, in maniera molto didascalica e asettica, senza alcun artificio teatrale che possa appassionare. E’ prevedibile dunque che ad un certo punto l’interesse dello spettatore possa calare.

La sensazione che si ha a più riprese è dunque di assistere ad una manovra che si preoccupa più che altro di impressionare con l’efferatezza del suo meccanismo presumibilmente perfetto, ma che non si cura per nulla di scaldare il cuore del pubblico. L’emozione è uno spettacolo in grande stile ma la cui algidità lascia Tenet in un limbo di squilibrio. Per altro la mancanza di sentimento degli attori chiamati in causa viene addirittura superata dalla ben più espressiva colonna sonora di Ludwig Göransson, a tratti perfetta e attanagliante, ma a volte forse anche troppo invadente (farla dominare sui dialoghi è forse l’ammissione stessa di un pasticcio annunciato?). L’amore per 007 sembra aver spinto Nolan a questo tributo spio – fantascientifico, ma di certo John David Washington non è stato definito adeguatamente per un agente doppio 0. Dal tentativo del regista inglese ne escono sicuramente tante buonissime idee e una qualità visiva e immaginativa inappuntabili, ma se dobbiamo parlare di sentimento cinematografico Tenet è senza dubbio un passo indietro.

P. S. : Il passo in avanti in questo caso non è solo riferito alle innovazioni tecnologiche e scientifiche ma anche al rapporto con le nostre vite. Non può che risultare attuale e avvincente che per tornare indietro nel tempo si debbano indossare delle mascherine (anche se solo per una questione di tolleranza atmosferica). In più il bene collettivo tanto decantato all’inizio può essere tranquillamente visto come un riferimento alla battaglia al Coronavirus. Un cinema senza dubbio al passo coi tempi.

Zanini Marco

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