Sulla Mia Pelle – Documento per capire la falsa democrazia italiana.

Sulla Mia Pelle

Anno: 2018

Titolo originale: Sulla Mia Pelle

Paese di produzione: Italia

Genere: drammatico, biografico

Regia: Alessio Cremonini

Produttore: Luigi Musini, Olivia Musini, Andrea Occhipinti

Cast: Alessandro Borghi, Max Tortora, Jasmine Trinca, Milvia Marigliano, Andrea Lattanzi, Tiziano Floreani, Orlando Cinque, Mauro Conte, Paolo D Bovani, Andrea Ottavi, Walter Nestola, Davide Petrucci, Stefano Miglio, Alessio De Persio, Massimiliano Frateschi, Roberta Sferzi, Gaetano Aronica, Marco Giuliani, Alekdandros Memetaj, Alessandro Forcinelli, Marco Belocchi, Maurizio Pepe, Federico Tocci, Pietro Faiella, Bernardo Casertano, Dora Romano, Elodie Treccani, Francesca Tomassoni, Emiliano Capogna

E’ il 15 ottobre 2009. Stefano Cucchi fuma una sigaretta con un amico in macchina. Sopraggiunge una volante dei carabinieri che si ferma, fa’ scendere i due e li perquisisce. Stefano ha addosso hashish e cocaina già dosate e una pillola per l’epilessia. I carabinieri, dopo aver accompagnato Stefano a casa dei genitori per verificare la presenza di altra droga senza rinvenirla, lo portano in caserma e lo mettono in custodia cautelare con l’accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L’incubo vero di Cucchi inizia proprio qui, quando portato a forza in una stanza dai tre carabinieri che lo avevano fermato, viene massacrato di botte. Il giorno dopo in tribunale presenta infatti pesanti ematomi sulla faccia che decide di non denunciare e non ricondurre al pestaggio dei carabinieri, ne tanto meno accetta di essere portato in ospedale nonostante non possa prendere le pillole per l’epilessia sequestrate. Nonostante Stefano si dichiari colpevole della detenzione di stupefacenti, ma innocente del reato di spaccio, è giudicato colpevole di tutte le accuse dal giudice e viene recluso nel carcere Regina Coeli di Roma.

Sula Mia Pelle è il racconto dei sette giorni di carcere di Stefano Cucchi, rimbalzato tra forze dell’ordine che tacciono e medici che cercano di aiutarlo; ai genitori, che vorrebbero valutarne le condizioni, viene concesso di vederlo solo alla notifica dell’autopsia. Perciò Sulla Mia Pelle è anche un nuovo documento tristemente fondamentale per capire la falsa democrazia italiana.

Stefano Cucchi interpretato da Alessandro Borghi.

Stefano Cucchi, deceduto all’ospedale Sandro Pertini il 22 Ottobre 2009, poteva essere considerato un morto invisibile. Come evidenzia bene il film di Alessio Cremonini è uno dei tanti che ci lasciano in reclusione, nonostante a rafforzare l’ingiustizia di un abbandono così spietato e brutale ci pensano i vicini di cella di Stefano che gli ricordano che sono tutti innocenti e che per questo andrà tutto bene. Fortunatamente la determinazione della famiglia Cucchi e le confessioni di un carabiniere precedentemente costretto al silenzio, hanno giocato un ruolo fondamentale nella riapertura delle indagini nei confronti dei criminali legalizzati che pestarono Stefano. Del lato giuridico infatti nel film si parla poco proprio perchè nel corso degli anni il caso ha subìto diversi processi caduti e poi riaperti. Cremonini decide dunque di soffermarsi su Stefano e il suo progressivo deperimento in cella. Ci si sarebbe potuti limitare ad un tono documentaristico e la vicenda sarebbe già stata importante, ma Cremonini ci costruisce intorno una romanza riuscita con i giusti toni. Un po’ per il contesto, un po’ per la critica mossa nei confronti del sistema e delle forze dell’ordine italiane, si respira un po’ l’aria di Diaz – Don’t Clean Up This Blood (2012) di Daniele Vicari, ma Sulla Mia Pelle mantiene un profilo ancora più basso ed imparziale e si immerge in continui silenzi che ben descrivono la laconicità e l’autodistruzione interiore di Stefano. Borghi si dimostra eccezionale nell’interpretazione che lo vede trasformarsi completamente nel giovane geometra romano e che gli frutta giustamente il David di Donatello. Per nulla scontato e il lavoro fatto sul personaggio che ne mette in luce senza timore i difetti. Di fatto Stefano Cucchi è un drogato, recidivo e con dei precedenti penali non legati alla droga. Rifiuta spesso le cure dei medici e il suo atteggiamento nei confronti di chi lo vuole aiutare è maleducato ed ingrato. Lo spettatore potrebbe essere allontanato a provare empatia per lui, ma la forza di Sulla Mia Pelle sta comunque nell’insegnare che questo non giustifica metodi così barbari e violenti da parte delle forze dell’ordine.

La paura di confessare al giudice l’accaduto, l’incapacità di reagire del protagonista, oltre al rifiuto di nutrirsi che lo porta a pesare 37 chili, stanno quasi a significare l’accettazione di un destino già scritto, quasi come la faccia oscura o oscurata del nostro Paese, consapevole che in una determinata posizione nulla può essere fatto per farsi giustizia, perchè sulle nostre teste pesa la mannaia di chi può fare quello che vuole. Resta comunque opinabile la scelta di Cucchi di silenziare, ma si può dire che ciò che non ha fatto lui da vivo lo ha fatto la sua famiglia dopo la sua morte. Tornando al film la recitazione è altamente promossa e la regia, scarna ed essenziale riesce a prendere la distanza dagli eccessi per addentrarsi nel personaggio e negli ambienti freddi e spenti che occupa. Corridoi, celle, camere d’ospedale, luci al neon e la faccia ricoperta di ecchimosi di Cucchi, chiusa in due guanciali blu claustrofobici che ne rappresentano lo stato di totale compressione nel malato sistema italiano. Lo stesso sistema che non concede ai genitori di fargli visita per un’intera settimana. Con incredibile lucidità e ineluttabile fermezza Cremonini rende giustizia ad una vittima totale, nel bene e nel male, di un’Italia che spaventa, un’Italia cattiva e che trova ogni pretesto per odiare.

Zanini Marco

Precedente MOSTRA: ROBERT MAPPLETHORPE L’OBIETTIVO SENSIBILE Successivo Recensione: Petrademone Il libro delle porte - Manlio Castagna

2 commenti su “Sulla Mia Pelle – Documento per capire la falsa democrazia italiana.

  1. roberto il said:

    un bel pezzo anche se non è proprio la critica di un film o non solo, ma, almeno a me, va bene così.
    Si lascia prendere la mano dalla vicenda tristemente vera ed è anche vero che è difficile scindere la storia dal film, in quanto il film è la storia.
    Comunque sintetico e senza sbavature (che potevano uscire facili).

    • igufinarranti il said:

      Grazie per aver apprezzato il tono e la forma della recensione Roberto. Si cerca di fare il meglio possibile!

      Zanini Marco

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.