Saor – Forgotten Paths – Folk black metal che racconta la Scozia.

Saor – Forgotten Paths

Anno. 2019

Paese di provenienza: Scozia

Genere: folk black metal

Membri: Andy Marshall – voce,chitarra, basso; Lambert Segura – violino; Carlo Vivas – batteria

Casa discografica: Avantgarde Music

  1. Forgotten Paths
  2. Monadh
  3. Bròn
  4. Exile

All’inizio era Àrsaidh, termine gaelico per ancient, antico. Poi il cambio di nome in Saor, free, libero. Andy Marshall è uno dei tanti polistrumentisti che si dedica ad un progetto black metal. Uno dei pochi però a farlo in Scozia, sua terra d’origine che decide di utilizzare come tema principale della sua musica. Saor infatti è una totale riscoperta della tradizione scozzese, della sua poesia e della sua natura. Le copertine dei dischi d’altronde raffigurano solo ed esclusivamente paesaggi naturali che trasudano magia e malinconia. In un affresco simile la musica, seppur vigorosa, propende in maniera non indifferente verso le sensazioni e le emozioni che si premura di scatenare nell’ascoltatore.

Ecco quindi risuonare spesso violini che si intrecciano nelle minimali e lineari partiture di chitarra, come tradizione black metal. Forgotten Paths inizia proprio così, con tappeti sonici tradizionali che si dipingono di sommesse tinte nostalgiche. Il risultato è soave quanto epico, un connubio struggente di storia scozzese ed elevazione musicale. Gli intrecci di chitarra e violino dominano anche in Monadh. Dieci minuti fantastici con un tellurico finale da brividi. Ad aggiungere ancora più poesia è la voce di Sophie Rogers in Bròn, collaborazione che avvicina quella più celebre di Neige degli Alcest in Forgotten Paths. A concludere una scaletta brevissima, ma composta da tracce lunghe, è Exile, uno strumentale arpeggiato “breve” (04:05 in questo album è poco) molto delicato. L’obbiettivo di Saor in fin dei conti è questo, ricongiungerci al nostro animo più puro ed incontaminato attraverso una musica evocativa e struggente, mai troppo aggressiva, ma enormemente espressiva. Non vi resta altro che ascoltare Forgotten Paths e recuperare gli altri due monumentali Roots (2013) e Guardians (2016).

Voto: 9

Zanini Marco

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