S. Maria Francesca e la sedia della fertilità – Approfondimento T. Breviglieri

Nei pressi dei Quartieri Spagnoli, a Napoli, in “Vico Tre Re a Toledo”, all’angolo con Via Speranzella si trova la Chiesa di Santa Maria Francesca, vissuta a Napoli nel 1700. Costruita nel 1800 per ordine di un decreto di Ferdinando II di Borbone e completata nel 1861, come indicato in una epigrafe commemorativa incastonata nel muro sopra la porta d’ingresso.

Dalla entrata principale, si percorre una piccola navata di forma quadrata, riservata ai fedeli, e in fondo vi è l’altare, su cui è posta in bella vista la statua della Santa, vestita con il saio francescano che la caratterizza.

Sulla parete sinistra, troneggia la scultura di Madonna Pastora, un culto collegato alla vita di San Francesco.

Esiste anche un ingresso secondario che fiancheggia quello principale e da qui si entra in due cappelle laterali che comunicano fra loro: nella prima troviamo la statua di una Madonnina all’interno di una grotta artificiale costruita con pietre che arrivano direttamente da Lourdes, nella cappella a fianco, si accede alla tomba della Santa.

Dalla cappella laterale si può accedere per mezzo di scale alla casa della Santa, adornata  da centinaia di nastri rosa e azzurri corredati da meravigliose  foto  di neonati.

Sono questi gli attestati  di gratitudine delle donne devote alla Santa per aver donato loro il miracolo della fertilità; un miracolo di cui è forviera. Si dice che  chieda direttamente a Dio la possibilità per tante donne di avere un bambino. Per chiedere questo miracolo c’è un particolare rito che necessita della cosidetta “sedia della fertilità” che  troviamo in una delle stanze della casa.

Qui le donne si accomodano per pregare e  ricevere la benedizione di una suora che loro tocca testa, viso e il cuore con un crocifisso di fattura barocca.

Sedersi su quella “miracolosa” sedia è un passaggio obbligato se si vuole avere una gravidanza quando ci sono difficoltà.

Sempre su quella sedia si parla con la suora a cui si chiede il “miracolo” della fecondità e dove si recitano preghiere per aver un bimbo.

Sono in pochi a non conoscere la storia della Santa Maria Francesca delle cinque piaghe di Gesù, detta la “Santarella”, la santa della famiglia e della vita, il cui culto è strettamente legato alla maternità. Per quei pochi che non la conoscono la riportiamo in breve.

Santa Maria Francesca, al secolo Anna Maria Rosa Nicoletta Gallo, nacque a Napoli il 25 marzo 1715, in una famiglia di artigiani.

La sua casa è situata nei quartieri spagnoli, zona nata per ospitare le truppe militari spagnole, divenuta poi un rione molto popolare.

La piccola Anna Maria frequentava con assiduità la chiesa di S. Lucia al monte dove conobbe il futuro santo Fra Giovanni Giuseppe della Croce. Molto presto ricevette la “chiamata”, mettendosi contro il padre che la voleva sposa di un giovane napoletano benestante.

La povera ragazza, subì molte privazioni e maltrattamenti, ma non desistette..

L’ 8 settembre del 1731 all’età di sedici anni, si consacrò al Signore nel terzo Ordine Francescano Alcantarino, prendendo il nome di Maria Francesca delle Cinque Piaghe di Gesù Cristo.

Con la sua nuova identità espresse la sua devozione per le sofferenze patite da Cristo.

Suor Maria Francesca aveva il dono della profezia. Esistono testimonianze comprovate di persone di fede e sacerdoti ai quali predisse molti eventi rivelatisi poi veri. Ad esempio a Francesco Saverio Maria Bianchi, avrebbe predetto la futura santità.

Pare che predisse anche l’evento della rivoluzione francese.

Come San Francesco d’Assisi, ricevette le stimmate e ogni venerdì e per tutta la durata della Quaresima sentiva dolori atroci identici a quelli della passione di Cristo. Morì a settantasei anni e fu sepolta nella chiesa di Santa Lucia al Monte a Napoli.

Nel 1843 fu proclamata beata dal papa Gregorio XVI e nel 1867 fu canonizzata da papa Pio IX.

Nel 2001 le sue reliquie furono trasferite nel santuario omonimo, nella casa di vico Tre Re dove era vissuta.

Ma quale è il funzionamento della “sedia della fertilità”? La sedia, nel suo linguaggio simbolico, indica metaforicamente parlando lo “stare fermi”

L’essere stabili e sedersi su di essa significa ritrovare un contatto interiore con sé stessi, ossia ritrovarsi. Non è possibile ricevere il miracolo della fertilità, che sappiamo avviene per intercessione, se non si è raggiunto prima un punto di equilibrio con il proprio io, obiettivo  necessario per essere predisposti ad accogliere la grazia divina e miracolosa.

Esistono altre due “sedie della fertilità” oltre a quella di cui vi ho appena raccontato.

La seconda si trova nella cappella di San Tommaso d’Aquino nella chiesa di Santa Maria della Sanità  in piazza della Sanità 14 a Napoli.

Questa sedia a differenza di quella di Santa Maria Francesca, è in pietra ed è dell’epoca paleocristiana. Originariamente era ubicata nelle catacombe, nel XVII secolo fu trasferita dai frati domenicani nella chiesa barocco sovrastante.

L’uso che ne veniva fatto era identico alla più famosa sedia della chiesa di Santa Maria Francesca; era in grado di rendere fertili le donne che vi sedevano. Con il passare dei secoli, il suo utilizzo è andato in disuso, ma la si più comunque ammirare nella chiesa che vi abbiamo indicato.

Delle terza sedia, purtroppo si sono perse le tracce. Pare che si trovasse nella chiesa di Santa Maria della Catena in via Santa Lucia 102. E’ comunque possibile visitare la “sedia della fertilità” della chiesa di Santa Maria Francesca tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 12:00, ricordando che il 6 di ogni mese si può visitare anche di pomeriggio dalle ore 16:30 alle ore 19:00.

Ricordiamo che le visite sono sospese in occasione delle celebrazioni Eucaristiche.

 

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