Ritualz – Satanico Supremo (EP) – Immaginari opposti. Matrimonio perfetto.

Ritualz – Satanico Supremo (EP)

Anno: 2019

Paese di provenienza: Messico

Genere: elettrodark, industrial

Membri: Ritualz – tutti gli strumenti

Casa discografica: Artoffact Records

  1. Revelation 666
  2. Faithless
  3. Ember Paradise
  4. Satanic Warfare

In copertina una ragazza incappucciata dallo sguardo penetrante, candele, un teschio nero, atmosfera sacrilega, logo ramiforme, nome misterioso e un titolo che metterebbe in crisi qualsiasi uomo di chiesa. Così, a naso, si direbbe black metal massiccio alla Bestial Mockery, o speed metal oscuro alla Warrant, e l’intuizione potrebbe essere confermata dai titoli delle canzoni. Poi parte Revelation 666 e probabilmente lo stesso Ritualz si è fatto delle grosse risate ad immaginare la reazione degli ascoltatori. Si perchè a questo punto mi è praticamente impossibile non pensare a come la prenderebbe il metallaro più integralista ascoltando questo Satanico Supremo. Forse scaglierebbe il CD contro il muro imprecando contro il suddetto musicista messicano, attribuendogli la colpa di essere il più grosso poser dell’anno 2019. Per quanto la scelta visiva, che mette in comunicazione l’immaginario metal vecchio stampo e le tinte violacee di un’elettrodark a cavallo tra due ere, possa all’apparenza stridere, è sufficiente un ascolto immediato per convincersi che in realtà tutto si sposa alla perfezione. E’ solo questione di percezione ed elasticità mentale; cosa che forse qualcuno non capirà, ma io che generalmente di certe quisquiglie me ne infischio sono ben felice di riconoscere a Ritualz ben più di un merito.

Le tinte gotiche e crepuscolari della magnetica foto di copertina che ho scrupolosamente analizzato infatti trovano un sottofondo perfetto in questa nebbiosa commistione di synth ottantiani e di quegli accenni dark industrial infiltratisi nel nu metal di anni ’90 e 2000. Come se ci trovassimo davanti ad un aspirante Marylin Manson o Trent Reznor messicano dal profilo più etereo e low fi ma alla ricerca di una quadratura alternativa e accattivante. Si parte bene con Revelation 666 e si prosegue ancora meglio con l’ipnotico ritornello di Faithless, forte di una presa immediata sull’ascoltatore e di tastiere che farebbero impallidire anche John Carpenter. Con Ember Paradise Ritualz se la prende ancora più comoda e ne scaturisce un brano sorprendentemente pop, ragionato e intimo; quasi come se i The Ark avessero decisero di suonare come The Rasmus. Nonostante questo il musicista è bravo a mantenere quel velo di oscurità che rende il tutto molto personale e attraente. Satanic Warfare è il pezzo conclusivo e meno entusiasmante della scaletta. Nonostante infatti possa vantare un certo coraggio nell’accentuare i toni dark e noise, è anche il momento in cui si avverte meno creatività lungo Satanico Supremo. Ritualz, che comunque produce musica con buona regolarità dal 2010, è un mago dei synth da seguire e sostenere.

Voto: 9

Zanini Marco

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