Recensione: Un ragazzo in fuga di Andrea Bianchi -Robin Edizioni

Un ragazzo in fuga di Andrea Bianchi (Robin Edizioni)

 

Un diciottenne come tanti, ma solo all’apparenza, con la passione per il calcio, soprattutto per il suo Torino, che frequenta il liceo, che ha tanti amici e che vive con sua madre, lui è Davide il protagonista di “Un ragazzo in fuga” (Robin edizioni), nuovo libro di Andrea Bianchi. Davide sembra un ragazzo come gli altri ma non lo è, lui deve convivere con un grosso macigno che gli rende pesante la vita, costringendolo a cambiare identità, scuola, amicizie. A diciotto anni non è facile dover ripartire da zero per tentare di sfuggire ad un destino di morte che sembra scritto e che porta la firma di qualcuno che lui conosce fin troppo bene e dal quale mai ci si aspetterebbe qualcosa di simile. Molto spesso però ci sono demoni da cui è difficile scappare perché certi demoni vivono dentro di noi, si nutrono delle nostre paure e ci manipolano come fossimo dei burattini e ci portano a lontano dalla verità. Davide è un personaggio che non farà fatica ad entrare nel cuore del lettore perché vedrà in lui un ragazzo intelligente, impaurito, amareggiato, arrabbiato, che spesso lascia che le sue emozioni lo facciano agire con impulsività, che però non molla mai che affronta le sue vicissitudini con grande resilienza. Il romanzo è molto avvincente, scritto con un linguaggio scorrevole e semplice al punto da essere proposto anche ad un pubblico più giovane che per età spontaneamente si trova ad immedesimarsi con i protagonisti. La caratterizzazione dei personaggi principali è molto curata sotto ogni punto di vista, soprattutto quello psicologico cosi come le ambientazioni sono descritte con grande precisione e maestria. È un libro che merita di essere letto con grande attenzione anche per il modo in cui racconta le paure, le insicurezze le speranze e le aspettative dei giovani del nostro tempo, tematiche che gli adulti spesso trascurano quando si affacciano al mondo degli adolescenti/ futuri uomini commettendo così l’errore che li porta allo scontro generazionale

David Usilla

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