Recensione: Le Macchinazioni di Baret Magarian (Ensamble)

Le Macchinazioni di Baret Magarian (Ensamble)

 

Come si può passare dal più totale anonimato ad essere una delle celebrità più acclamate dello showbiz in un battito di ciglia? Ce lo spiega, in “Le macchinazioni” (Ensamble), Baret Magarian, scrittore ed artista poliedrico di origini anglo-armene. Questo libro racconta il viaggio di uno squattrinato ed anonimo proiezionista di un’infima sala cinematografica londinese, Oscar, che passa dall’essere una presenza anonima, invisibile, insignificante ad acclamato guru dei media. Il centro del romanzo è il tema della costruzione della celebrità ai tempi di internet e dei social media, e di come venga costruita mediante macchinazioni, manipolazioni, lavorio di oscuri personaggi. Oscar Babel diventa in un certo qual modo una sorta di prototipo di quello che oggi definiremmo, con un termine assai abusato, influencer. La Londra in cui si muove Oscar si presenta come una città nevrotica, assai inquieta, popolata da umanità di ogni genere, artisti, il più delle volte presunti tali, in cerca di fama al punto da ridursi a performance assurde in nome dei famosi 15 minuti di celebrità. Le vicende di Oscar ci portano a scoprire l’ambiente ipocrita, pieno di contradizioni, governato dal più bieco narcisismo e dalle mistificazioni del marketing d’assalto, che è il mondo dell’arte contemporanea sviluppato tra gallerie, atelier e riconoscimenti annuali in cui tutti si conoscono ma dove tutti, al di là delle pacche sulle spalle e dai sorrisi falsi come banconote da 7 euro, si odiano e detestano. In questo tragico affresco di un mondo alla deriva, di una società schiava dell’apparenza a cui l’esplosione dei social media ha dato il colpo finale, si muovono due personaggi secondari ma davvero interessanti, Najette e Lilliana. Sono due donne, forse gli unici personaggi realmente e totalmente positivi dell’intero romanzo, che a me hanno fatto l’effetto di una bibita fresca in una calda giornata d’estate, due donne che non possono non entrare nel cuore del lettore in maniera dirompente. Questo è un romanzo complesso, dall’architettura sorprendente e costruito in maniera straordinaria, dove a momenti di ilarità e comicità irresistibili si alternano momenti di profonda riflessione sulle cose più importanti del nostro essere, sul senso stesso della vita, sul valore dell’amicizia e sull’importanza dell’amore vero. E’ un romanzo che deve essere letto e che deve essere fatto proprio dal lettore, perché ogni parola ed ogni riflessione aprono a punti di vista nuovi e sconcertanti sul nostro modo di vivere contemporaneo. Probabilmente dopo aver letto questo libro il lettore vedrà sgretolarsi inesorabilmente molte delle proprie certezze, vedrà cadere tanti dei pilastri attorno a cui aveva costruito la propria vita, vedrà cambiare in maniera drastica il proprio rapporto con il contesto sociale circostante. Lettura che consiglio vivamente perché ci apre gli occhi su noi stessi e sul mondo che abbiamo contribuito a costruire.

 

David Usilla

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