RECENSIONE: IL BUIO NELL’ACQUA – PATRICIA MACDONALD – BARTA EDIZIONI

Il buio nell’acqua

 Dio benedica la piccola/media editoria indipendente che spesso nasconde nei propri cataloghi vere perle letterarie. È il caso di: “Il buio nell’acqua” di Patricia MacDonald edito dalla Barta Edizioni.

Sul mercato italiano è presente un altro romanzo con lo stesso titolo ma di un altro autore, nonché editore, e non è in alcun modo collegato al romanzo di cui vi sto parlando.

Il titolo originale de: “Il buio nell’acqua” è: “From cradle to grave” , titolo sicuramente meno ermetico è più indicativo di una parte della storia.

Il romanzo, di trecentoquarantasette pagine circa, è tradotto magistralmente da Carlo Capararo a cui va il nostro applauso per l’ottimo lavoro fatto.

Patricia MacDonald è una giallista dalla indubbia qualità, cosa di cui si sono accorti sia in Svezia che in Francia e Giappone dove i suoi romanzi non solo sono tradotti, ma sono anche in cima alle classifiche di vendita, giustamente aggiungo.

Una famiglia apparentemente felice: marito,  moglie e un bambino nella culla, sembrerebbe tutto perfetto, ma una nuvola nera aleggia su di loro assieme ad un segreto che sarebbe dovuto rimanere tale.

Le donne sono le protagoniste de “Il buio nell’acqua”  personaggi ben pennellati dal carattere sfaccettato e complesso, chi per un verso chi per un altro.

Figura fondamentale nel romanzo è l’amicizia, dalle radici profonde e antiche, un’amicizia che combatte per scoprire una verità che sembra confessata, ma che stona con la realtà dei fatti.

“Il buio nell’acqua” è un romanzo thriller che aggiunge con dosaggio preciso e calibrato i colpi di scena, per permettere al lettore di fare chiarezza, passo dopo passo, sull’indagine in corso, farsi un’idea, avere dei sospetti, perderli o confermarli, a seconda di come Patricia MacDonald fa muovere i protagonisti.

Un libro che ti cattura per la trama thriller/noir veritiera e attendibile e con saldi basi ancorate alla realtà. Una volta terminato sono sicura che anche a voi farà rabbia pensare che quest’autrice non ha la popolarità che merita, e non smettere più di ringraziare la Barta Edizioni e il traduttore Carlo Capararo per avere dato alla stampa l’edizione italiana di questo piccolo gioiello purtroppo sconosciuto.

Sandra Pauletto

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