Recensione: “Fango” – Diego Collaveri – La Corte Editore

RECENSIONE: “FANGO” – DIEGO COLLAVERI – LA CORTE EDITORE

 

Torna in libreria Diego Collaveri voltando quasi completamente pagina, abbiamo infatti un nuovo personaggio, una nuova città a far da sfondo al suo romanzo e un nuovo editore (La Corte Editore),  Collaveri ha come prerogativa l’approfittare del noir per arricchire il lettore, facendogli conoscere personaggi reali ormai dimenticati, o, come in questo caso, ricordando avvenimenti realmente accaduti.

Fango –  è ambientato a Livorno durante l’alluvione del 2017, ma il titolo in realtà non si rifà solo a questo. Collaveri ha infatti anteposto al romanzo un richiamo alla Divina Commedia di Dante: “Quanto nel fango trovi la pena chi ha troppo voluto” ampliando decisamente il significato del titolo.

Il nuovo personaggio creato dall’autore si chiama Giacomo Donati: uno squattrinato pseudo investigatore privato, che sbanca il lunario fornendo, a chi lo assume, le prove del tradimento del coniuge.

Di Donati conosciamo il passato, appena accennato, ma sicuramente torbido, che gli permette di avere attorno a sé una girandola di conoscenze  non troppo pulite, ma, tutto sommato, pesci piccoli, che nuotano in un mare troppo grande per loro.

Con “Fango” Collaveri ci porta nei meccanismi di un’ indagine non autorizzata che il protagonista intraprende per debito di coscienza, nonostante tutti lo invitino a non immischiarsi.

Non mancano azioni rocambolesche nelle quali scopriamo che Giacomo Donati è uno che con le mani sa difendersi bene, anche solo contro tutti,  come un piccolo supereroe, ne esce vincitore.

Ma quanto fango c’è nella vita quotidiana? A Livorno in quel momento c’è né tanto e il fango è mischiato all’acqua della pioggia e alle lacrime di chi, in un attimo, ha perso tutto…ma,  come la moneta, anche per il dolore, ha due facce una opposta dell’altra….

Chi segue Collaveri da un po’, potrà notare che in questo nuovo personaggio e la sua storia, ci sono decisamente meno momenti di riflessione e introspezione del protagonista rispetto ai romanzi precedenti, questo dimostra (nel caso per qualcuno ce ne fosse bisogno) che la penna dell’autore si è evoluta, ed è capace di trasformarsi a seconda delle necessità, cosa non da tutti.

I dialoghi di “Fango” presentano un vocabolario adatto a ribadire le caratteristiche dei personaggi, che intercalano con disinvoltura un frasario non proprio aulico, ma che non eccede e non disturba.

Riuscirà il nostro  eroe Giacomo Donati a venire a capo della situazione? Fortunatamente sì. Fango infatti è un romanzo autoconclusivo, dal colpo di scena finale, per quanto, da ottimo giallista, Collaveri ha offerto all’attento lettore gli indizi per non arrivare impreparato alla inaspettata conclusione.

Non vi resta che leggere “Fango” per capire se siete lettori attenti o distratti e per tastare con mano le capacità letterarie di Diego Collaveri, alle quali mi sento di aggiungere quelle di chi ha curato la grafica della copertina, decisamente accattivante, la cui paternità è così riportata:

Progetto grafico: “Creatività Agency”, immagine di copertina: Rielaborazione di Sylvie Thenard – Adobe Stock.

Per concludere informo che “Fango” è disponibile anche in formato digitale sulle maggiori piattaforme.

Sandra Pauletto

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