RECENSIONE DELLA TRILOGIA DI DAVIDE DE VITA : EMME

RECENSIONE DELLA TRILOGIA DI DAVIDE DE VITA: EMME

Davide De Vita nasce a Carbonia nel 1962 ma vive, lavora e scrive da sempre ad Iglesias. Inizia a scrivere da giovanissimo e nel tempo conquista diversi premi letterari. Nel corso degli anni collabora come cronista con “La Nuova Sardegna”, “Il giornale di Sardegna”, “Fan”, “Gazzetta del Sulcis”, “Sulcis Iglesiente Oggi”; per un anno è addetto stampa per la Zona Agesci del Sulcis Iglesiente; on line collabora a “TeleGM24” (Noto, Siracusa), “Nuova Società” (Torino).

 

Davide ha un curriculum corposo alle spalle ed è uno scrittore che non si ferma mai. Decide di tentare la strada del self publishing e con “ilmiolibro.it” pubblica prima “Arecibo, storia di un errore”, a metà strada tra la fantascienza e il thriller, poi sceglie definitivamente quest’ultimo e dopo anni di preparazione e documentazione scrive e pubblica “Emme”, il primo di quella che diventerà l’omonima trilogia; il secondo libro si intitola “Durga” e il terzo che conclude questa fortunata saga è “Absentia”. Il risultato è sicuramente ottimale. Si inizia leggendo “Emme” che narra la storia di un serial killer spietato, con un piano preciso. I suoi omicidi sono collegati fra di loro e le vittime uccise trucemente.  Il commissario Spiga è un personaggio simpatico e piacevole anche se a volte burbero ma determinato a scoprire l’autore di questi efferati omicidi che sconvolgono la vita degli abitanti di Iglesias. Ritmo serrato per una storia dettagliata e inquietante. Si legge tutto d’un fiato e anche il finale è sorprendente.

 

Il secondo libro della trilogia è “Durga” come citato poc’anzi. Una ragazza che torna a Carbonia dopo aver passato molti anni al nord per lavoro, si trova invischiata in una rete di guai ad iniziare dal sequestro di due amici a cui lei è particolarmente affezionata e improvvisandosi detective, incrocerà sulla sua strada il mitico commissario Spiga, il quale dovrà affrontare i fantasmi del suo passato nella ricerca della verità. La trama di questo secondo romanzo è decisamente accattivante e ricca di dettagli. Le varie storie si intrecciano perfettamente formando un quadro preciso che stupisce positivamente e porta sicuramente a leggere la storia sino alla fine.

 

Il terzo e ultimo libro di questa fantastica trilogia è “Absentia” dove troveremo l’ormai noto commissario Spiga ad affrontare una catena di omicidi scatenati da un importante furto. Anche questo romanzo prende la mente come i primi due e non delude il lettore che sarà coinvolto in un vortice di eventi inquietanti che porteranno all’epilogo finale che lascia senza fiato.

 

Complimenti a Davide De Vita che per scrivere le sue storie, passa molto tempo a fare ricerche approfondite, cosa che rende i suoi romanzi molto reali, inoltre si avvale della collaborazione di esperti delle materie più diverse e di beta – riders scelti tra appassionati di generi diversi dal thriller per avere una visione più ampia che servirà ad evitare errori e sviste che da solo forse non riuscirebbe ad individuare. Ottima cosa direi, dato che spesso nei romanzi in cui vengono citati eventi storici o comunque reali, si trovano diversi errori che non sfuggono certamente al lettore più attento. Onore al merito per questo scrittore che annovero ufficialmente tra i miei autori preferiti. Consiglio caldamente ai lettori di scoprire questa perfetta trilogia in attesa del prossimo romanzo.

Teresa Breviglieri

Precedente RCENSIONE: “PERLE DI THRILLER” – ALESSIA PIEMONTE – MARATTA EDIZIONI. Successivo RECENSIONE: “REPUBBLICA ITALIANA D’AMERICA”, ROBERTO VACCA – ALTREVOCI EDIZIONI

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