M!R!M – The Visionary – In un’altra vita e in un altro tempo.

M!R!M – The Visionary

Anno: 2020

Paese di provenienza: UK

Genere: new wave

Membri: Jack Milwaukee

Casa discografica: Avant!Records

  1. Survive
  2. Another Life Another Time
  3. Superstitions
  4. Crystal Cave
  5. Adolescent
  6. ACLUC
  7. Crucifix And Roses
  8. Not The People
  9. Testament
  10. The Mercury Girl
  11. The Visionary

In tempi in cui l’individualismo musicale brulica non si può non parlare di M!R!M, progetto del musicista britannico Jack Milwaukee. La sua creatura, nata all’inizio del decennio scorso con basi aspramente post punk, si è evoluta in una forma sempre più melodica attraversando lo spettro della new wave, dal dark fino a sentori più distesi. Laddove si facevano forti e chiare le influenze dei The Cure, ben espresse nel precedente ottimo album Iuvenis (2017), ora la virata sembra omaggiare altri nomi noti degli anni ’80 come ABC, A – Ha e Depeche Mode. Permane comunque un velo sonoro ovattato e soffuso che permea ogni nota trascinandola in un rifugio raccolto, vagamente ombroso ma conciliante.

La tastiera ammiccante di Survive, traccia d’apertura e singolo di The Visionary, trasmette con efficacia i sentimenti delicatamente oscuri di Jack Milwaukee, che canta di fughe verso luoghi sicuri nella notte lontani dal nostro brutto mondo. La sintesi fa’ quasi pensare ai Ghost (si proprio quelli svedesi un po’ metal) che si mettono a suonare new wave, con tanto di assolo di sax! Another Life Another Time è una ballata zuccherosa, alleggerita dalla tonalità blu profondo della notte e descritta dalla luce delle stelle che, con la collaborazione di Kat Day assumono contorni forse fin troppo ruffiani. Superstitions, grazie al suo incedere incalzante mantiene più vivo l’interesse dell’ascoltatore che per un attimo si ritrova palesemente catapultato ai tempi dei balli scolastici di fine anno. Il romanticismo struggente eternamente presente nei brani di M!R!M sembra attingere proprio dalle lente danze di quei momenti adolescenziali (non a caso una canzone di Iuvenis si intitola proprio Prom). In prossimità del cuore di The Visionary ci si imbatte in due gemme di indissolubile tristezza e malinconia, Crystal Cave e la splendida Adolescent; veri e propri manifesti di nostalgia fatta a musica.

L’amore incondizionato per synth e colonne sonore mostrato nell’intermezzo ACLUC introduce le soavi arie di Crucifix And Roses. Il pezzo in questione torna senza grandi acuti sul tema già affrontato dell’immortalità, che per Milwaukee sembra assumere un significato ben preciso.  Another Life Another Time fa’ pensare a qualcosa di ultra terreno, realtà che per il musicista inglese pare rappresenti una sorta di continuo in cui proseguire la propria esistenza e non morire mai. Anche Not The People si perde un po’ all’interno di una scaletta che a tratti risulta ripetitiva e poco ispirata. Fortunatamente Milwaukee si ricorda di ottenere risultati migliori in momenti più vivaci come Testament, sicuramente vicino a Survive ma comunque degno di nota, tra sentimenti di estrema solitudine e romanticismo sfrenato. Avvicinandosi alla chiusura del disco tuttavia non poteva che esserci qualcosa di delicatissimo. Quasi come una ninna nanna arriva The Mercury Girl, episodio a dir poco speciale. Emozionante, quasi da cantare in gruppo dall’inizio alla fine. Un plauso non solo per l’arrangiamento e la spinta emotiva ma anche per il testo, di una tenerezza che non si può trascurare. A completare la passeggiata sul viale dei ricordi c’è proprio The Visionary, giunta per l’arrivederci finale con tutto il suo carico di passione e minimalismo estatico. La coda del pezzo, con grande poesia, sfuma nei colori blu e viola della notte lasciandosi dietro le promesse di un ritiro eterno nel buio.

Pur non replicando il segno indelebile di Iuvenis, Jack Milwaukee ci manda un buon disco, fatto forse di qualche giro a vuoto troppo smielato, ma allo stesso tempo pregno di gusto e carattere.

Voto: 7

Zanini Marco

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