“La linea scura” silloge di Roberto Orano – Recensione e intervista

“La linea scura” silloge di Roberto Orano – Recensione e intervista

 

“La linea scura” è una silloge scritta da Roberto Orano, pubblicata dalla casa editrice Dialoghi nel 2020 (collana Glifi). Nella silloge c’è una nota dell’autore (la prefazione) che ringrazia il lettore e che descrive in senso ampio le tematiche delle poesie; il poeta Orano ci vuole mostrare che immergendoci nella quotidianità degli eventi, solamente così, si può capire il mondo. In questa silloge, il poeta Orano parla di equità sociale, di anarchia e di rivoluzione. La silloge consta di 50 pagine.

Ora passiamo all’analisi:

“Morte in mare/le onde prendono /il colore del dolore: così scrive il poeta Orano, uomini e donne, sembrano migranti, che cercano una vita migliore nell’Occidente che però non riesce a garantire sempre quel senso di libertà che un essere vivente dovrebbe possedere fin dalla nascita.

Questa silloge ha risvolti sociali e sentimentali, in una ricerca di giustizia e di verità. Le grida e i gemiti di donne e bambini, la parte più indifesa, diventano spunto su cui riflettere la condizione umana, dal punto di vista emotivo, spirituale e sociale.

“Bisogno di giustizia/di ritrovare pace”, una pace condizionata appunto dalla ricerca di una giustizia che dovrebbe garantire una serenità e una pace intima.

“Sorrisi falsi” vogliono dire sorrisi affettati e non sinceri, dati da una civilizzazione che ha perso la sua dimensione. L’uomo ha una maschera, come diceva Pirandello, sia per costruire relazioni sociali, spesso falsate dall’ipocrisia, sia per proteggersi da eventuali minacce esterne (“Sorrisi falsi/ denti affilati”).

Ma un uomo è una creatura che ricerca la verità divina o terrena tramite giustizia. Quanti uomini muoiono ingiustamente senza che sia svelata la verità circa i fatti successi: allora c’è indignazione e sgomento.

“Cerchi Dio/ trovi polvere”: l’uomo ha sempre cercato una dimensione spirituale in vita, qualcosa che rendesse pace alla sua anima, non sempre però questa ricerca trova spazio nella dimensione dell’anima di un uomo o di una donna. La ricerca della divinità o di un’energia superiore è una ricerca molto soggettiva, a volte fragile, a volte forte, mai errata o giusta, ma si tratta di un cammino intimo individuale.

“La mente/ viaggio infinito”, la mente è il viaggio verso l’infinito, per creare e per studiare, per fornire emozioni all’anima. Da quando nasciamo impariamo dal mondo tutto, ci circondiamo di esperienze, di affetti e di solidarietà.

“Ci sono angoli oscuri e profondi/ove a volte rinchiudo la mia mente”, l’anima ha dei luoghi nascosti dove soffriamo e proviamo un dolore tale da non volerlo condividerlo con nessuno: l’anima è un rifugio per la persona che prova emozioni forti e logoranti, è la casa accogliente dove meditare e ricomporci.

L’anima è la parte più intensa che possediamo, è la nostra personalità e la nostra ricerca di verità, sia essa spirituale che terrena.

“L’odio /l’amore/ medesima entità: in alcune filosofie il bene e il male si compenetrano, senza uno non ci sarebbe l’altro. Il poeta parla di una concezione antica, che si propaga nei secoli: dal male nasce il bene che porta prosperità e serenità, la teoria degli opposti e della dicotomia.

Anche il dolore può portare a una crescita superiore, perché il male può essere sublimato tramite la scrittura e il talento innato, ma non solo l’arte, anche lo studio di ogni disciplina porta a risultati eccelsi: dalla sofferenza e dal dolore può nascere la compiutezza e la perfezione.

“Stai a guardare inerme/mentre il mondo piange”: l’indifferenza del mondo quando tutto crolla e si affligge, la condizione umana fragile e indecisa, sottoposta al dolore e alle umiliazioni. In questa dimensione, ecco l’uomo “giusto” che cerca di porre rimedio, cerca di dare un nome e un senso all’ingiustizia.

Ho apprezzato molto la sete di verità del poeta Orano. Consiglio questa silloge per la giustizia e per l’umanità che vengono trasmessi. Il linguaggio è efficace, scorrevole e immediato. Il poeta Orano vuole ricondurci a fatti sociali e quotidiani attraverso la sua esperienza del mondo.

Il nichilismo del poeta Orano, mette in discussione lo scopo della Provvidenza; non c’è come per Manzoni una divinità che lenisce e guarisce, anzi, se guardiamo materialmente, è l’uomo che in terra deve mantenere la pace. Ho stimato questa silloge per l’uguaglianza dei diritti e per la semplicità dei gesti di tutti i giorni.

Eloisa Ticozzi

INTERVISTA A ROBERTO ORANO – “LA LINEA SCURA” – DIALOGHI EDITORE

Roberto Orano
Roberto Orano

 

Dopo aver recensito la silloge del poeta Roberto Orano abbiamo la disponibilità di parlarne direttamente con l’autore.

 

  • Ciao Roberto, ben arrivato sulle pagine de I Gufi Narranti, possiamo darci del tu?

Ciao! Certamente! Grazie mille a voi per la recensione e l’intervista, e complimenti per il vostro sito.

  • I temi trattati nella tua poesia spaziano tra i sentimenti. Se vogliamo attribuire a questi un colore cosa assoceresti a odio, amore e morte?

Direi il rosso. La vita è piena di sfaccettature e sentimenti diversi, o forse avversi. Penso che il rosso possa essere il colore che mette assieme il senso romantico, la profondità di questi sentimenti ed una certa oscurità che purtroppo affligge sempre piu’ il mondo attuale.

  • Ti definisci una persona più religiosa o spirituale?

Nessuna delle due 🙂 Anche se dipende cosa s’intende per spiritualità. Penso che, in generale, entrambe le cose allontanino dalla realtà e siano anche un modo per deresponsabilizzarsi. Ci sarà sempre qualcosa a cui sei subordinato che verrà a salvarti, no, non è possibile, devi essere padrone di te stesso e prenderti carico della tua vita. Il bilanciamento tra quel che possiamo toccare con mano ed i sentimenti sono la mia ricetta, il cuore e la mente devono guidare i sensi, a stretto contatto con ciò che è poi materiale e ci circonda; poi la mente può diventare il tuo mezzo per viaggiare nell’infinito.

  • Se dalla silloge “La linea scura” dovresti scegliere per rappresentarti una sola poesia quale sceglieresti?

Domanda difficile 🙂 Penso che sceglierei “La Luce Alla Fine Del Mondo” perchè include tutti i sentimenti e le tematiche trattate, ma con un finale speranzoso e positivo.

  • Cosa pensi dei poeti che scrivono in rima?

Mi piacciono molto le rime nel rap hehe. Nella poesia, se naturali e sensate, sono fantastiche, ma quando sono forzate non hanno alcun fine e scadono nel banale. Credo sia un clichè pensare alla poesia come un susseguirsi di rime, l’importante è che la poesia colpisca dentro, e non importa come.

  • Nella scala dei valori in quale punto collochi la giustizia?

Al primo posto. Non può esserci buona convivialità, rispetto e qualsiasi altra norma di socialità senza giustizia. Anche se poi la cultura, i valori e l’educazione sono alla base dell’idea di giustizia. E ci sarebbero altre cose come la libertà, l’uguaglianza ecc che includiamo nei valori…E’ un primo posto a pari merito 🙂

  • Se potessi associare una musica alle tue poesie quale genere si adatterebbe meglio?

Penso che vi assocerei il melodic death metal o la musica minimalista. So che può sembrare strano, ma il mix di melodia e rabbia rispecchia perfettamente la mia raccolta di poesie 🙂

 

Grazie per la disponibilità e arrivederci a presto sulle pagine de I Gufi Narranti.

Grazie mille a voi per il tempo e la passione, e specialmente per aver letto “La Linea Scura”! Avendo una seconda raccolta già pronta, spero di risentirvi presto 🙂 Buon anno e grazie ancora!

 

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